Investire nell'acqua una risorsa unica

Investire nell’acqua: una risorsa unica!

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Investire nell’acqua i propri risparmi, può essere una buona alternativa?
La complessa situazione dei mercati finanziari in questi ultimi tempi, ci mette di fronte a scelte sempre più complesse soprattutto per quanto riguarda gli investimenti.
I conti correnti, i conti deposito (anche quelli più “virtuosi”)?
E le obbligazioni?

Investire nel legno perchè quali opportunità

Investire nel legno: perchè? Quali opportunità?

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Investire nel legno, di questi tempi è una buona opportunità? Ma come si fa a investire nel legno? Proviamo a capire le caratteristiche di questa asset class. Investire nel legno: quali caratteristiche? Il settore del legno risulta particolarmente interessante come comparto da valutare per un investimento. E’ un settore ciclico, ovvero influenzato positivamente dai cicli economici positivi. Infatti in un contesto di espansione la domanda tende ad aumentare (settore imballaggi, case, mobili, ecc…) e di conseguenza il suo prezzo ovvero quello delle aziende produttrici. L’aspetto interessante di questa materia prima è che in fase espansiva, per ovvi motivi legati alla produzione, non riesce a rispondere in modo veloce ai picchi di domanda. In funzione di questo, il prezzo per le forniture di legname viene stabilito in modo anticipato. Da un certo punto di vista questo aspetto consente una maggiore stabilità dei prezzi ed un monitoraggio della domanda potendo prevedere le prospettive future per questa materia prima. Da un punto di vista degli investimenti invece possiamo considerare investire nel legno alla pari di un investimento in una obbligazione zero coupon. Ovvero un investimento che non produce flussi di cassa ma che matura la sua redditività con il raccolto alla scadenza. Per questo motivo i gestori di questi investimenti, tendono a diversificare su produzioni con diverse scadenze di raccolto. Investire nel legno: quali prospettive? Come riportato dalla testata giornalistica Business Insider, le prospettive per questo tipo di investimento sono ottime. Infatti la domanda di legname nel mondo, cresce in modo verticale e […]

Investire in criptovalute conviene

Investire in criptovalute: conviene? Cosa c’è da sapere?

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Investire in criptovalute è un argomento di moda in questi periodi. Proviamoci a capire qualcosa. Investire in criptovalute… cosa è una criptovaluta? Una criptovaluta, è una moneta digitale. Nel mondo tradizionale esistono le banche centrali che stampano e immettono moneta nel sistema economico rispondendo quindi ad una autorità identificata. Una criptovaluta invece viene creata da algoritmi presenti in tutto il mondo. Algoritmi talmente complessi che non è sufficiente un solo centro dati, ma occorre il supporto di più unità partecipanti che possono essere dislocate nel mondo. Una moneta ha valore quando viene riconosciuta come mezzo di pagamento. In seguito a questo fenomeno, come qualsiasi altra cosa che si compra o si vende, il suo valore dipende dalla domanda e dall’offerta. Investire in criptovalute, perché piacciono? A differenza di quanto avviene con un tradizionale strumento di pagamento (per esempio bonifico o pagamento con carta di credito), l’uso di criptovalute non prevede una banca come intermediario. Vuol dire che Tizio, al pari di come si manda una email, può inviare dei soldi a Caio. Un procedimento immediato che vede soltanto due controparti: Tizio e Caio. Prima di capire come si fa ad investire in criptovalute, vediamo qualche altra informazione. La prima criptovaluta creata, e la più conosciuta, è stata il Bitcoin. Il bitcoin è nato nel 2008 ed è quella che gode del maggior riconoscimento. Basti pensare che in alcuni stati è possibile addirittura pagarci le imposte! Il suo valore risulta abbastanza elevato se paragonato alle altre criptovalute e a quelle tradizionali. […]

BTP Buoni del Tesoro Poliennali, no grazie

BTP: Buoni del Tesoro Poliennali, no grazie!

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BTP, ovvero buoni poliennali del tesoro. Investimento amato per tradizione dal popolo italico. Ma andiamo con ordine. Il BTP, non è altro che una obbligazione cioè un titolo di debito emesso dallo stato italiano. Un titolo di debito è uno strumento che serve a finanziare il debito dell’emittente. Quindi in questo caso, lo stato italiano emette BTP. L’investitore diventa creditore nei confronti dello stato. Lo stato quindi a sua volta è debitore nei confronti dei possessori di questi titoli. Cosa vuol dire finanziare lo Stato? Beh, finanziare lo Stato vuol dire semplicemente prestargli dei soldi alle condizioni stabilite. Lo Stato ha bisogno di emettere titoli di debito ovvero di finanziarsi per coprire le spese cui va incontro. Mi spiego meglio. Supponiamo che lo stato incassi 100 dalle imposte versate dai cittadini, ma spenda 110 la differenza di 10 deve ovviamente essere coperta. Come viene coperta? Emettendo titoli di debito pubblico. BTP, per quale ragione non comprarli? Ho scritto già diversi articoli sul motivo per il quale sconsiglio vivamente di investire nei nostrani titoli di Stato. Se quindi non li hai letti, ti invito a leggere questi due articoli: Debito pubblico italiano, perchè lasciare perdere i BTP? diversificazione finanziaria: perchè escludere l’Italia Ora, non ti voglio annoiare sul perché non comprare i BTP, argomento su cui mi sono già espresso. L’altro giorno però parlavo con un cliente sulla situazione generale in cui versa l’Italia e quindi sono venute fuori un po’ di tematiche ricorrenti. E a questo punto potremmo aprire uno […]

investire nel bund è sicuro oppure è rischioso

Investire nel bund è sicuro oppure è rischioso?

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Spesso clienti e amici mi chiedono quale possa essere un investimento sicuro, pochi si preoccupano di capire quale può essere un investimento rischioso. Investire nel bund, ovvero nel titolo di stato tedesco considerato dal mercato quanto di più prossimo al rischio zero, può rivelarsi una cosa molto pericolosa. Soprattutto in questo periodo. Investire nel bund, perché? Come abbiamo appena detto, investire nel bund, rappresenta quanto di più vicino possa esserci ad un investimento privo di rischio. Quando ci sono degli eventi esterni, come la minaccia di una guerra per esempio, il mercato richiede porti sicuri. Investire nel bund è uno di questi porti che il mercato cerca. Tanto per darvi una idea di cosa voglia dire investire nel bund, nel momento in cui scrivo questo articolo,A se un soggetto desidera investire nel bund tedesco a 10 anni avrà il seguente rendimento a scadenza: Quanto rende investire nel bund? Investire nel bund oggi con scadenza a 10 anni e portarlo fino alla sua naturale scadenza, vuol dire ottenere un rendimento del 0,461% lordo su base annua. Espresso in termini numerici, se desidero investire nel bund 100.000€, vuol dire ottenere un rendimento di 461€ lordi all’anno. Ovviamente al netto del bollo sul dossier titoli, dell’imposta fiscale e degli eventuali costi bancari. Sperare in un apprezzamento del valore investito, significa attendersi quindi un aumento delle quotazioni del bund. Ovviamente tutto è possibile ma statisticamente parlando potrebbe risultare una scommessa perdente. Per intenderci minore è il rendimento a scadenza superiore sarà la quotazione del […]

Gestiona attiva o gestione passiva quello che c'è da sapere.

Gestione attiva o Gestione passiva? Quello che c’è da sapere…

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Gestione attiva o gestione passiva? Parlando di investimenti è giusto farsi questa domanda. Proviamo a capirci qualcosa. Gestione attiva o gestione passiva: cosa vuol dire? E’ possibile scegliere tra diversi strumenti su cui investire: azioni, obbligazioni oppure fondi ed ETF. La maggior parte delle persone ha dimistichezza con i fondi, perché è lo strumento che va per la maggiore tra le banche ed i promotori finanziari ovvero quei soggetti che lavorano su mandato per una banca. I fondi e gli ETF non sono altro che dei contenitori all’interno dei quali ci sono delle azioni oppure delle obbligazioni a seconda della categoria a cui appartiene il fondo o l’ETF. I fondi vengono spesso promossi dagli abili venditori in quanto dovrebbero offrire un valore aggiunto poiché il gestore applica una gestione attiva, ovvero seleziona i titoli da mettere nel contenitore. Oltre che per la gestione attiva, chi te li deve vendere, li sponsorizza anche perché si conferisce incarico ad una società di gestione che dovrebbe essere più esperta di te sugli investimenti. Gestione attiva e gestione passiva: un occhio ai costi. Naturalmente, come mi disse una volta un cliente, “nemmeno il cane muove la coda per niente”, cotanta bravura deve essere pagata. Nei casi più disperati, viene chiesta una commissione di entrata che in alcuni casi può essere tolta. Poi ci sono le commissioni di gestione annua che servono per pagare la banca, il promotore e la casa di gestione attiva. Poi ogni tanto, per non farsi mancare nulla, qualcuno ci infila pure una commissione […]

Rapporto banca cliente quali problemi ci sono

Il rapporto banca cliente, quali problemi ci sono?

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Rapporto banca cliente. A proposito di questo rapporto particolare, oggi vi voglio raccontare una vicenda capitata ad un mio cliente. Stiamo parlando di una delle banche più grandi del nostro paese. Evito di dirvi il nome, scopritelo da soli… Il suo simbolo non è verde e nemmeno rosso anche se nel suo stemma qualcosa di rosso c’è (probabilmente anche i suoi conti sono in rosso)… Rapporto banca cliente, cosa c’è da sapere. Innanzitutto prendiamo spunto da cosa dice la legge per capire meglio il rapporto banca cliente. In particolare vi riporto il contenuto dell’art. 1834 del codice civile: “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi. Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.” Vi riporto una valida riflessione trovata su questo sito www.orobenerifugio.com  “…Attenzione alle sfumature: nel momento in cui effettuo un deposito, anche solo aprendo un conto corrente, istantaneamente perdo la proprietà dei soldi, che diventano per legge della banca, diventando io correntista un creditore della banca stessa. Questa, è tenuta a restituirli a richiesta del “depositante”. In altre parole, il saldo che vedo sul mio conto corrente, è solo apparentemente mio, in realtà è della banca, fino a quando non mi presento per riavere i “miei” soldi. […]

P.I.R. piano individuale risparmio convengono

P.I.R. Piani Individuali Risparmio: convengono?

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P.I.R. piani individuali risparmio… In molti mi hanno scritto chiedendomi un parere. Prima di esprimere un parere, vediamo cosa sono questi P.I.R. piani individuali risparmio. Naturalmente mai migliore acronimo fu azzeccato per capire subito di cosa stiamo parlando… P.I.R. Piani Individuali Risparmio: cosa sono? I P.I.R. Piani Individuali Risparmio, sono un eccellente ritrovato per far confluire (spintaneamente) denaro sulle piccole medie imprese italiane. Detto in altri termini, essendo lo Stato incapace di sostenere l’iniziativa privata (quella delle aziende per intenderci) che viene massacrata da ogni punto di vista, qualcuno ha pensato bene di introdurre i P.I.R. piani individuali risparmio. Attraverso i P.I.R. viene fatto confluire denaro sulle azioni ed obbligazioni delle piccole e medie imprese italiane quotate. Ogni singolo P.I.R. piano individuale risparmio, deve essere mantenuto almeno 5 anni e non può superare i 30 mila euro di investimento. Ogni singolo investitore non può superare i 150 mila euro di investimento complessivi. Ma naturalmente la pillola doveva essere indorata per ingolosire il risparmiatore italico massacrato dalle imposte e quindi, udite udite, chi se lo tiene 5 anni ed ha la fortuna di chiudere in guadagno non pagherà l’imposta del 26% sulla plusvalenza! Wow! Una gallina dalle uova d’oro! Certamente una favolosa opportunità per le case di gestione che hanno subito creato prodotti pronti all’uso carichi di costi e commissioni. Non gli sarà sembrato vero a questi signori… 5 anni di commissioni garantite addirittura dallo Stato che in nome di un risparmio fiscale tanto caro agli italiani praticamente ti obbliga a […]

Risparmio gestito e diversificazione: cosa guardare?

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Risparmio gestito. Sono molte le forme utilizzate come fondi ed ETF. Occorre però scegliere con attenzione il prodotto in cui si investe senza innamorarsi del loro nome. Il rischio è quello di investire sugli stessi strumenti finanziari. Non bisogna guardare la marca. E’ importante vedere se sono a gestione attiva o passiva, quanto costano, se sono a replica fisica o sintetica, quali sono gli strumenti su cui si espone.

etf come sceglierli

ETF: come si valutano? Quali errori evitare?

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Gli Etf rappresentano un valido strumento finanziario da utilizzare nella gestione del patrimonio. Ma prima di utilizzare ed acquistare un ETF è opportuno conoscerne alcune caratteristiche. In questo articolo ho voluto focalizzare gli elementi base da conoscere prima di decidere come e quale ETF comprare. Vediamo insieme come filtrare e valutare le informazioni più interessanti.

Gestione del patrimonio nella convivenza

Patrimonio nelle convivenze e sua protezione: quali soluzioni?

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Coppie di fatto, conviventi sono solo alcuni termini con cui vengono identificati rapporti sentimentali non disciplinati dall’istituto normativo del matrimonio. Purtroppo la legge è carente in quanto il nostro ordinamento giuridico ha delle basi che risultano un po’ datate. Ovviamente questi buchi normativi hanno delle conseguenze anche nella gestione patrimoniale. Esistono delle tutele a cui le coppie conviventi possono ricorrere? Proviamo a vedere cosa è possibile fare.

Diversificazione finanziaria

diversificazione finanziaria: perchè escludere l’Italia

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Quando si parla di investimenti, in modo quasi immediato ci imbattiamo nella tematica della diversificazione. Pensando di fare bene, cerchiamo di scovare le soluzioni più sicure e meno legate tra di loro. Spesso però ci dimentichiamo di qualche fattore che a ben vedere non fa altro che concentrare il rischio sul nostro patrimonio. Ma che cos’è e da cosa è composto il nostro patrimonio? Scopriamolo insieme cercando qualche spunto di riflessione.

Monte dei Paschi di Siena: quali rischi corrono i clienti?

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Periodicamente torna fuori il problema Monte dei Paschi di Siena che fa prendere qualche paura ai diversi clienti: azionisti correntisti ed obbligazionisti. Aldilà delle problematiche presentate dalla banca come devono comportarsi i clienti di Monte dei Paschi di Siena? Proviamo a capire le diverse posizioni di azionisti, obbligazionisti e correntisti.