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La strategia per investire in azioni: perchè puntare su almeno 10-15 titoli?

Strategia per investimenti azionari

Il mercato azionario è uno degli asset su cui è possibile investire e sicuramente dove ci sono più possibilità soprattutto nel lungo termine (almeno questo ci dice la storia) di poter ottenere maggiori gratificazioni in termini di rendimenti attesi. È pero necessaria una strategia per investire in azioni.
Ora qui nasce un annoso problema.

Come si fa ad investire in azioni? E come si può attenuare il rischio? Quale strategia per investire in azioni bisogna adottare?

Su questo aspetto, per esempio, l’industria finanziaria ci ha risolto parzialmente il problema attraverso i prodotti del risparmio gestito (fondi ed ETF).
Per cui fondamentalmente se vuoi investire in azioni, ma non sai da che parte girarti, prendi un ETF che replica un indice tipo Nasdaq, S&P500, Eurostox ed il gioco è fatto: hai preso esposizione sul mercato azionario.

Addirittura esistono poi ETF azionari che replicano settori particolari e lì potremmo stare a parlarne per giorni; giusto per citare qualche settore: robotica, sicurezza informatica, legname, acqua, videogames, intelligenza artificiale, ecc…

 

Investire in azioni attraverso un indice

Allora quale è il problema di investire in azioni attraverso un indice?
Il problema principale è dovuto al fatto che investendo nell’indice compri tutte le azioni che lo compongono indistintamente.

Per fare un paragone è come dire investire su una cassetta di mele. Comprando tutta la cassetta, nel suo interno, ci saranno le mele buone e anche le mele marce. Per cui se le mele aumentano di prezzo ovviamente su quelle buone si guadagna, ma quelle marce tenderanno a far diminuire il guadagno complessivo.

Sui vantaggi in merito all’investimento sui singoli titoli piuttosto che sull’indice ne ho parlato in questo post

Investire in azioni è un asset che conviene? Come si fa?

 

Chiaro è che, investendo su un indice, sia i rischi che le potenzialità sono mitigate.
Mi spiego meglio.
Un singolo titolo all’interno di un paniere avrà un peso dello 0 virgola qualcosa per cento. Quindi se la società salta per aria l’incidenza sull’indice stesso è pressoché nulla.

Se invece investi sulla singola azione sei strettamente legato alle sorti della stessa: nel bene e nel male. Il che significa che puoi andare molto più forte sia nei guadagni, ma anche nelle perdite.

Quindi a questo punto bisogna capire come fare per ottimizzare il tutto ovvero come mettere a punto una strategia per investire in azioni.

Lascio da parte il discorso tecnico relativo alla scelta dei titoli basato sia sull’analisi tecnica che quella fondamentale e partiamo dal presupposto che i titoli scelti rispondano a dei criteri per cui presumibilmente lascino intuire delle ottime potenzialità future.

 

Strategia per investire in azioni: quante bisogna averne in portafoglio?

La prima domanda da farsi è: quante azioni?

Diciamo che per poter essere efficace, una strategia per investire in azioni dovrebbe contemplare in portafoglio almeno 15 azioni. Questo perchè, per quanto l’analisi tecnica e fondamentale svolta possano essere valide ed accurate, ci possono sempre essere eventi esterni o futuri difficilmente prevedibili.

Perché proprio 15? Perché da studi svolti risulta essere il numero con cui è possibile ottimizzare la parte azionaria. Ovvero metterne di meno espone ad una concentrazione del rischio mentre metterne di più vanifica la strategia.

Va inoltre ricordato che non è detto che il titolo possa fornire soddisfazioni immediate. Per questo motivo avere un paniere di titoli aiuta a gestire anche da un punto di vista emotivo la situazione.

Per fare qualche esempio concreto, Netflix alla fine del 2011, rispetto alle quotazioni di inizio anno perdeva il 77%.
Amazon nel 2010 per ben 5 volte ha registrato cali del 25%-30%.

Cosa è successo dopo?
Netflix è passata da un valore di circa 6 dollari alla fine del 2011 dopo aver perso il 75% agli attuali 500$ per azione… Il che significa un + 8000%.
Amazon è passata da un valore di 170$ circa a fine 2011 agli attuali 3200$…

Già sento le voci nei tuoi pensieri…

Eh si, se compravo a 170$ col cavolo che me lo tenevo fino a 3200$…Avevo venduto da un pezzo.

Vero. Ma forse anche no. Ed è per questo che ho trasportato una tecnica di money management del trading al mondo investing.
Ti faccio un esempio concreto.

Il 14 giugno 2020, segnalavo a coloro che mi seguono la possibilità di acquistare il titolo NIO quotato sul mercato americano. (Se il nome non ti dice nulla è sostanzialmente un concorrente di TESLA). Il titolo quotava circa 7$ ad azione.

Più di una persona che mi segue ha acquistato il titolo.

Dopo circa un mese, quindi luglio 2020, il titolo valeva 14 dollari. A quel punto, sfruttando una tecnica di money management tratta dall’attività di trading, è stato liquidato il 50% della posizione e l’altro 50% è rimasto in portafoglio. In questo modo la posizione è diventata a rischio 0.
Significa che, per assurdo, se il titolo dovesse arrivare a 0, alle predette condizioni, non perderesti nulla.

Sai quanto vale oggi il titolo NIO e quella posizione in particolare?
Guarda tu stesso con i tuoi occhi lo screenshot di un cliente.

 

E vabbè, è stata una botta di fortuna… Ho beccato ancora la voce nei tuoi pensieri!

Proviamo a vedere qualche altra posizione in essere.

 

 

 

 

 

Ah! Ecco qua… “E’ arrivato il mago della finanza!” Ti ho sentito pure stavolta.
Le prendiamo tutte? Mi piacerebbe risponderti di si, ma la verità è che non è possibile prenderci sempre.

 

 

 

Senza troppe parole, spero però di averti fatto capire perchè bisogna avere 15 titoli in portafoglio. E soprattutto perchè bisogna lavorare con metodo e definire una strategia per investire in azioni ben delineata.

Come? Ho sentito bene? Ancora qualche domanda? Perchè proprio gli USA?

Le opportunità offerte dal mercato azionario americano sono notevolmente superiori a quelle offerte dal mercato nostrano. Sì, lo so che comprare ENI, Enel, Poste Italiane, Atlantia, Campari, ecc… ti fa sentire più al sicuro e meno esposto ai rischi perchè praticamente le hai sotto casa ed hai la pia illusione di avere un maggior controllo… Purtroppo però i dati sono impietosi…
Prova a prendere tu stesso un grafico decennale di Enel per esempio, proprio per fare un esempio e guarda dal 2010 ad oggi la valorizzazione del titolo:

Grafico Enel

Anno 2010, quotazione 4,30. Dopo essere passato per un -50% nel corso degli anni, nel 2020 il titolo ha una quotazione intorno ai 7,36 (momento in cui scrivo). Beh dai non male, un sostanzioso guadagno del 71% in 10 anni, circa il 7% annuo.

 

Ora, senza chiamare in campo i soliti noti perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa e quindi lasciando stare Google, Apple, Amazon, Facebook, Netflix proviamo a vedere la performance di qualche titolo americano che magari non conosci come Illinois tool work oppure Kroger.

Prezzo nel 2010 48$. Prezzo nel 2020: 207$. 4 Volte tanto. Siamo ad oltre il 300%.

 

Grafico Kroger

Prezzo nel 2010: 10$. Prezzo nel 2020: 32$. 3 Volte tanto. In questo caso siamo ad oltre il 200%.

Eh ma c’è il rischio cambio… Ed hai pienamente ragione… Ma una domanda mi tocca farti: ma che te frega del rischio cambio se hai titoli in portafoglio che fanno +200/300/500%?

 

Quanto bisogna investire su ogni titolo?

A questo punto la giusta domanda potrebbe diventare: quanto bisogna investire su ogni titolo?

Ovviamente non esiste una risposta univoca a questa domanda fermo restando che comprendi benissimo da solo che investire 1000$ sul singolo titolo non ha un granché senso.

Diciamo inoltre che essendo la parte azionaria sui singoli titoli più rischiosa, la stessa dovrebbe essere di un 10/15% del controvalore complessivo del portafoglio.

Ritengo che su ogni singolo titolo l’esposizione ideale per un portafoglio di un controvalore complessivo di 500.000/1.000.000 di euro debba essere di circa 5.000/10.000 per ogni titolo.

Proviamo a ragionare un secondo sul perchè di questi numeri.
Se investi 5000 su un singolo titolo e pensi di adottare la strategia che ho descritto prima ovvero liquidare metà della posizione se il titolo dovesse arrivare a fare +100%, a quel punto vuol dire che rimani a mercato con rischio pari a zero ed hai ripreso i soldi investiti.

Dunque se prendiamo, casi concreti alla mano, come gli esempi fatti sopra, su un titolo come NIO in cui sono stati investiti 10.000$ circa, oggi si vedono dei frutti particolarmente interessanti.

Entrare in posizione con una quantità ridotta, comporterebbe il fatto che in caso di guadagno il risultato economico sarebbe estremamente ridimensionato. Prova a immaginare se la stessa operazione fosse stata fatta con 1000$. In termini percentuali il risultato sarebbe stato lo stesso, ma in termini economici oggi avresti un controvalore di 2200$ circa…
Che poi per carità, seguendo la strategia sono a rischio zero quindi sempre meglio che un pugno in un occhio, anche se ovviamente perde di efficacia.

Ovvio che se l’investimento fosse stato ancora maggiore anche il ritorno sarebbe stato decisamente più interessante, ma a questo punto torniamo punto e capo nel senso che io ho identificato un taglio di investimento su un totale complessivo di 500.000/1.000.000 ovviamente con numeri più grandi si può operare anche con posizioni diverse.

 

Come si fa a scegliere i titoli? La strategia per investire in azioni

A questo punto rimane una ulteriore domanda: come si fa a scegliere i titoli ed implentare una strategia per investire in azioni?
Beh ovviamente questo non è un lavoro semplice. Non è che si può puntare sul rosso o il nero come alla roulette. Occorre che si incastrino diverse variabili.

Ad esempio:

  • la capitalizzazione di mercato;
  • il margine operativo;
  • il numero dei dipendenti;
  • la partecipazione da parte di investitori istituzionali;
  • i dividendi attesi (che non ci dispiacciono affatto).

Insomma tutte quelle informazioni utili per fare in modo di minimizzare i rischi il più possibile.

Non ci sono ricette uniche. Io utilizzo la mia. Tu potresti utilizzare la tua. Di sicuro però è necessario avere ben chiaro il progetto. Lo scopo dell’investimento.

Quindi se investo su 15 titoli azionari per il lungo termine, utilizzando qualche accortezza descritta in questo articolo, bisogna avere chiaro cosa vuol dire lungo termine. Se per te il lungo termine è qualcosa di superiore a 5 anni, quale è il senso di farsi venire l’ansia e verificare il portafoglio il giorno dopo? Inutile emozionarsi se dopo un mese fa +70% e quindi per paura di perdere tutto si corre subito alla vendita. Ricordati i casi che ti ho riportato in questo articolo.

Oppure se scelgo titoli o ETF per mettere in pratica una strategia da cash flow, inutile farsi prendere dall’ansia se il titolo arriva a fare anche -20/-30%. Se il punto sono i dividendi su quello bisogna rimanere focalizzati ovviamente con qualche accortezza utile da mettere in pratica periodicamente per effettuare eventuali aggiustamenti o ribilanciamenti.

Ti faccio un esempio molto banale. Immagina di andare in un ristorante. Già qui si pone il primo problema. Capisci da solo la differenza di avere già in mente dove andare oppure di entrare nel primo locale che ti capita. Sorvoliamo su questo problema. Ti siedi, arriva il cameriere. A quel punto gli dici “Ho fame!”. Lui per pronta risposta ti dirà “Bene Signore, siamo qui per questo. Cosa desidera?”. Comprendi da solo che è chiaro che possiamo chiedere un suggerimento, ma è decisamente diverso se ci rechiamo in un determinato posto con le idee molto chiare di ciò che vogliamo.

 

La strategia di investimento per il tuo portafoglio

Investire, soprattutto in azioni, funziona più o meno allo stesso modo. Non è che ti puoi svegliare domani mattina e dire “voglio comprare delle azioni”.
Benissimo.
Quali? Perché? Cosa ti aspetti? Quale strategia per il tuo portafoglio hai in mente? Perché se non sono chiare le risposte a queste domande allora torniamo al discorso del rosso e nero… Può andare bene comprare Fiat, ma anche Generali, Campari, o altro.

Dal 02 luglio ho messo a disposizione un servizio gratuito in cui è possibile vedere il contenuto del portafoglio che metto in pratica su cui sono stati veicolati molti segnali di quelli riportati in questo articolo.

Lo puoi vedere a questo link
https://wallmine.com/portfolios/204177/s/RCEPpv8atuo9fRDmP9UzA5wA

Attualmente, ancora per poco, il servizio è gratuito. Se desideri essere inserito nella lista occorre compilare il form dei contatti indicandomi Nome, Cognome, numero di telefono WhatsApp. Verrai aggiunto alla lista e sarai aggiornato quando ci saranno operazioni da fare. Non ti preoccupare non ti squillerà il telefono ogni 4 secondi. Anzi vedrai sì e no 1-2 notifiche al mese.

Si tratta di una gestione e non di trading a breve termine. Per cui se sei interessato qui il form dei contatti:

Financial Coach – Prendiamoci un caffè!

 

Penso di aver condiviso con te molte informazioni. Ti voglio ora fare qualche domanda.
In quali azioni hai investito? Perchè? Quanto tempo le hai tenute? Quale è la tua strategia per investire in azioni? Come hai fatto a selezionarle?
Fammelo sapere nei commenti!

Alla prossima!
Roberto D’Addario
Financial Coach

 

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