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Rischio, patrimonio e coaching finanziario: da chi dipende il rendimento?

Coaching finanziario: la richiesta di Umberto

Oggi ti voglio parlare di una case history che ti aiuta a capire un po’ di concetti, tra cui quello del coaching finanziario. Ti voglio raccontare la storia di Umberto (nome di fantasia di un cliente). La storia di Umberto è quella di una persona sulla cinquantina, con qualche soldo risparmiato da parte.

Umberto, come la maggior parte di noi, ha provato diverse forme di investimento passando per fondi comuni, polizze assicurative, gestioni patrimoniali, ma alla fine non era mai contento del risultato ottenuto.
Una volta c’era di mezzo il crollo delle borse, una volta c’era di mezzo l’errore del gestore, un’altra volta era sbagliato lo strumento.

Quando ho conosciuto Umberto, la prima cosa che abbiamo fatto è quella di sederci e verificare il suo grado di conoscenza dei mercati finanziari e non finanziari.

Il secondo passaggio che abbiamo fatto (con molta fatica) è stato quello di identificare i suoi obiettivi. Identificare gli obiettivi significa che, dato un patrimonio X, capire cosa ci si aspetta o cosa ci piacerebbe che quel patrimonio faccia per noi.

Il tutto rimanendo ovviamente ben ancorati alla realtà. Questo significa individuare degli obiettivi che abbiano alcune caratteristiche, ed in particolare:

  • essere raggiungibili;
  • essere concreti;
  • essere quantificabili.

La storia di Umberto è quella di un piccolo imprenditore che non ha esigenze particolari.
Dopo lo studio e l’analisi svolta è giunto alla conclusione che il suo obiettivo era quello di avere un flusso cedolare costante. Allo stesso tempo però Umberto si era stufato di vedere il suo patrimonio oscillare a causa dei movimenti dei mercati.

Stabilito quindi l’obiettivo abbiamo fatto un lavoro di ricerca sulle diverse possibilità di investimento sia finanziario, ma anche e soprattutto non finanziario.
Sono state individuate diverse possibilità. Su ogni possibilità di investimento mi sono preso cura di trasferire ad Umberto rischi ed opportunità.

Alla fine Umberto con tutte le informazioni in suo possesso ha effettuato le sue scelte di investimento in modo autonomo e consapevole.
Attraverso l’utilizzo di soluzioni di breve-medio termine (da uno fino a cinque anni di durata) Umberto, attraverso le sue scelte, ha centrato l’obiettivo che soddisfaceva le sue aspettative: avere un flusso periodico dai suoi investimenti ed al tempo stesso contenere la variazione del patrimonio investito.

Il risultato di Umberto, su un patrimonio investito di 450.000€ è quello che vedi riportato qui sotto. Un risultato al lordo delle imposte di 11,75% annuo.

Sento già le voci:

E’ impossibile!

Come diavolo ha fatto?

Si vabbè, chissà che rischio si sta prendendo!

Togliamoci subito dall’imbarazzo. Non è impossibile e quanto riportato riflette una situazione reale.

 

Caro coach finanziario, a un rischio più elevato corrisponde un rendimento più elevato?

Per quanto riguarda il rischio vale la pena approfondire questo discorso. Sul rischio, ci hanno sempre detto che a un rendimento più elevato corrisponde un rischio più elevato. La risposta è dipende.

Quello che dico sempre è che, al contrario di qualsiasi altra disciplina esatta, in finanza 1+1 non è detto che faccia 2.
Mi spiego.
Il concetto di rendimento elevato uguale rischio elevato forse può essere vero se valutiamo degli attivi cartacei (azioni, fondi, obbligazioni, ecc).
Ma se per esempio prendessimo un’attività aziendale ecco che il concetto di rischio si ribalterebbe completamente. Infatti, a mio avviso, è molto più rischioso investire in una azienda che ha un rendimento basso dalle sue attività piuttosto che investire in una azienda che ha un elevato rendimento (margine o guadagno chiamalo come vuoi) dalle sue attività.

E quindi come la mettiamo? È vero che a un rendimento elevato corrisponde un rischio elevato? La risposta è no, o meglio dipende da cosa stai valutando.

 

Bisogna prendere le misure con il concetto di rischio

Bisogna prendere le misure con il rischio. Il concetto di rischio è un concetto un po’ particolare. La prima cosa da tenere a mente è che non esistono attività o investimenti privi di rischio. Se anche ne trovassimo uno, il fatto che sia sicuro e garantito oggi, non è detto che rimanga tale anche domani. Oltretutto perchè c’è un’altra cosa da tenere sempre presente che è insita nella dinamica di ogni investimento. Qualsiasi investimento si prenda in considerazione, soltanto alla fine si può sapere se è andato bene o male ovvero dopo che si è rientrati in possesso del capitale investito. Questo vale per qualsiasi investimento (obbligazioni, azioni, immobili, fondi, ETF, ecc…)

Quello che fa la differenza sul rischio di un investimento è il controllo dello stesso che abbiamo noi. Facciamo ancora un esempio. Se prendiamo la stessa autovettura, guidata dallo stesso conducente, sullo stesso tratto di strada, nello stesso orario ma in due situazioni diverse il rischio può essere diametralmente opposto. Immagina che in un caso il conduttore sia sobrio, nell’altro sia completamente ubriaco. A questo punto la domanda diventa, chi fa la differenza ovvero il rischio? Lo strumento? La circostanza? Oppure la fa chi sta conducendo l’autovettura?

Quindi, vista da fuori questa situazione, quello che ci fa capire e misurare il rischio sono le informazioni, sapere o non sapere che il conducente sia o meno sobrio.

 

Coaching finanziario in parole semplici

Perché questo esempio? Perché Umberto è passato da una condizione in cui c’era qualcuno che prendeva decisioni per lui ad una condizione dove attraverso un percorso di affiancamento, di preparazione e di formazione è passato dall’essere ubriaco all’essere sobrio, stravolgendo completamente i risultati ottenuti e raggiungendo il suo obiettivo rimanendo solo ed esclusivo padrone e responsabile delle scelte fatte. Questo è in sostanza il lavoro che svolgo di coaching finanziario.

Dal punto di vista professionale posso ritenermi orgoglioso e soddisfatto del risultato di Umberto. Perché ho aiutato una persona a raggiungere i suoi obiettivi. Perché ha cambiato la sua dinamica ed il suo approccio con gli investimenti.

Umberto però si è messo in gioco, ha desiderato e raggiunto il suo cambiamento. Io sono stato solo la persona che lo ha accompagnato e che lo accompagna nel processo della sua formazione. Il tempo e la fatica sono stati di Umberto. Quindi chi ha voluto il cambiamento è stato Umberto.

A questo punto la scelta spetta a te e dipende da te. Se desideri un cambiamento radicale allora ci possiamo prendere liberamente un caffè, se altrimenti non hai tempo e voglia di fare la fatica di Umberto non mi resta che augurarti un grandissimo in bocca al lupo!!

 

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