Diversificazione negli investimenti finanziariEducazione finanziariaFinancial Coach Rimini

Investire o risparmiare? Questo è il problema…

Chi di noi non ha un sogno? Chi di noi non ha qualcosa di eccezionale da voler realizzare o vivere? Spesso sono cose o situazioni che coincidono con il meglio che ognuno possa volere o desiderare.
Guardati intorno. Tutto ciò che ti circonda è nato da un sogno. Da qualcuno che ha pensato quell’oggetto o quel servizio e che poi è diventato realtà.

Nella vita di tutti i giorni però ogni tanto qualcuno ci dice che dobbiamo vivere al di sotto delle nostre possibilità, per essere parsimoniosi.
Vivere al di sotto delle nostre possibilità, vuol dire fare qualcosa nella media. Il che non è sbagliato. È semplicemente una condizione di vita nella media. Se ciò corrispondesse a verità dovresti essere contento di avere un lavoro nella media, prendere uno stipendio nella media, di avere una casa nella media, di avere dei figli che a scuola vanno mediamente bene, insomma di fare una vita nella media.

Come? Non è cosi? E allora se non è cosi perchè continuare su questa strada?

 

L’educazione finanziaria può risolvere?

La colpa non è tua. È sempre un problema educativo, come scrivo da diverso tempo.
Siamo cresciuti con la favoletta che “l’importante non è vincere, ma partecipare”. Chi ha pronunciato questa frase è il più grande perdente della storia. In fondo se fosse vero basterebbe avere una partecipazione nella vita. Insomma ottenere dei risultati nella media.

Avrei una opinione diversa se la frase fosse stata “l’importante non è vincere, ma divertirsi”. Cosa cambia? Cambia tutto. Perché se mi voglio divertire in una attività voglio dare il massimo che posso per divertirmi il più possibile.

Tendere ad un risultato medio, ti fa aspirare ad accontentarti, a desiderare meno, non di più, per poter migliorare la tua situazione.

Quante volte ci siamo sentiti dire che “Chi si accontenta gode!”… È sbagliato? Assolutamente no, se aggiungi un pezzo però… “solo dopo aver fatto il massimo delle sue possibilità!”. Allora mi sta bene.

Ora cosa c’entra tutto questo con la gestione del patrimonio e gli investimenti?
Beh c’entra. Pensa alla dinamica che avviene con il lavoro, ma anche con gli investimenti che la maggior parte delle persone mette in atto.

 

L’annosa questione degli investimenti sicuri…

Hai dei soldi da parte devi decidere cosa farne. La prima faccenda nella valutazione di un investimento quasi sempre diventa “È sicuro?”.
A parte la banalità di questa domanda che ci ritroviamo tutti nella testa senza ricordare che nella vita nulla di sicuro c’è anche se non lo vogliamo vedere… Anche stando in casa corri dei rischi!

Sorvolando comunque su questo aspetto, ammesso e non concesso che esista qualcosa di sicuro, si pone un’altra questione: posta in questi termini, non stai facendo una valutazione per vincere, ma per non perdere!

Giocheresti mai una partita di calcio per non perdere? Una partita di carte per non perdere? Vivere la tua vita per non perdere?

Questo purtroppo è figlio di un cattivo significato che diamo ai termini: risparmiare ed investire.

 

Risparmiare e investire non sono sinonimi!

Risparmiare ed investire non sono sinonimi. Non si assomigliano nemmeno lontanamente!
Risparmio quando compro qualcosa che da una parte costa 100 mentre da un’altra la pago 90. Ho risparmiato. Risparmio quando prendo 100 di entrate e 10 le metto da parte. Ho risparmiato.

Investire è tutta un’altra faccenda.
Nel momento in cui investo mi sto assumendo un rischio esplicito o implicito che sia.
Posso investire in formazione auspicando di far fruttare quel sapere in futuro. È sicuro? Non mi pare.
Posso investire in una azione aspettandomi che il suo valore possa crescere nel tempo. È sicuro? Nemmeno questo direi.
Posso investire in un immobile, in una attività, in una obbligazione aspettandomi di ricevere un flusso di cassa nel tempo o di aumentarne il valore. È sicuro? Nemmeno queste soluzioni mi sembrano sicure.

 

Ogni investimento comporta un rischio

L’investimento comporta l’assunzione di un rischio, grande o piccolo che sia.

Solo e soltanto quando l’investimento si è concluso possiamo dire se è andato bene o meno. Non ci sono altre soluzioni. Ricordati bene che non è detto che siccome qualcosa è andato bene fino ad oggi è scontato che sia così in futuro. Quasi tutti gli investimenti che sono andati a finire male avevano degli ottimi precedenti senza problemi.

E quindi che si fa?

 

Diversificare in modo intelligente

Diversificare in modo intelligente ad esempio. Il che non vuol dire prendere la prima accozzaglia di prodotto gestito (fondi o ETF) che ci si ritrova davanti e mettersi l’anima in pace. Diversificare significa trovare un giusto mix di soluzioni, possibilmente non correlate tra di loro tenendo in considerazione liquidità, rendimento, durata, rischio dell’investimento che si sta considerando.

 

Acquisire informazioni

Acquisire informazioni. Maggiori sono le informazioni in tuo possesso, più riduci il rischio dell’investimento che stai valutando. Questa è una delle grandiosità della nostra epoca. Per esempio basta andare su internet ed è possibile trovare una miniera di informazioni praticamente su qualsiasi cosa. Ci sono migliaia e migliaia di utenti che condividono la loro esperienza.

 

Perché cerchiamo soluzioni sicure?

A questo punto, la cosa interessante diventa capire il motivo per cui tendiamo a ricercare soluzioni “sicure”.

Il cervello umano si compone di 3 parti:

  1. Emisfero sinistro. È quella parte del cervello a cui sono legate le abilità linguistiche e logico matematiche (scrittori, scienziati, avvocati).
  2. Emisfero destro. È quella parte del cervello a cui sono legate le abilità musicali e spaziali (designer, architetti, musicisti).
  3. Subconscio. È la parte più potente e antica del cervello è quella che provoca le reazioni. È in sostanza una parte di noi stessi programmata per reagire, non per pensare (lotta, scappa, resta immobile) soprattutto in situazioni di pressione. Si attribuisce a questa parte il successo e l’insuccesso nella vita, nell’amore, negli affari. Una persona può rimanere immobile e non reagire per paura di commettere un errore oppure può rimanere ancorata ad un posto di lavoro che trasmette sicurezza. Quando si parla di investimenti, se il subconscio è alimentato dalla paura la conseguenza diventa “Non posso fare questo. Che cosa succederà se fallirò?” Oppure “Questo è rischioso”. Se confrontiamo questo atteggiamento con quello dell’individuo che invece si pone in uno stato combattivo e che invece potrebbe dire “Posso farcela se seguo queste azioni” già si capisce la differenza di atteggiamento provocata da una apertura mentale diversa.

Quindi prima di usare l’emisfero destro o sinistro per prendere le decisioni, occorre prendere atto del controllo del proprio subconscio. Per questo motivo spesso ribadisco che se si vuole essere investitori (aldilà del patrimonio grande o piccolo che sia) bisogna essere anche imprenditori ovvero essere in grado di prendere decisioni e saper gestire le emozioni.

L’imprenditore è una persona che prende decisioni. Sia che lavori per se stesso sia che abbia un migliaio di persone alle sue dipendenze.

 

Cosa succede quando valutiamo un investimento?

Prendiamo una decisione. Poniamo di chiedere ad una persona “Vuoi fare un investimento al 7%” Probabilmente la maggior parte risponderebbe di si, utilizzando l’emisfero sinistro logico. Il problema è che interviene il subconscio, molto più potente, che dice “No, è troppo rischioso” oppure “Non hai abbastanza soldi”.

Quindi alla fine comanda la paura di fallire che ti mette il freno. Siamo stati educati con questa logica. “Se non studi non prendi dei buoni voti e non troverai mai un posto di lavoro”. Dopo aver studiato, preso 110 e lode all’università trovi il posto di lavoro e rimani ancorato li per paura di perderlo.

Concretamente questo cosa significa?
Significa che se parliamo di investimenti bisogna avere un piano di azione. Ora se condividi con me che un investitore deve avere l’atteggiamento di un imprenditore, le imprese di solito hanno o dovrebbero avere quello che si chiama business plan.

 

Un business plan personale per gli investimenti personali

Perché non usare lo stesso metodo per gli investimenti? Perché non fare una programmazione?

Questa attività serve per ingannare proprio il subconscio ovvero la parte primitiva del cervello che è fatta per reagire. La cosa bella è che non distingue tra finzione e realtà. Ma reagisce. Quindi se viene fatta una programmazione vuol dire che stai allenando il tuo subconscio attraverso una operazione teorica fatta su carta a prepararsi a ciò che deve fare quando ci saranno le condizioni, allineandolo agli altri due emisferi “pensanti” del tuo cervello.

Prima di fare questo però occorre uno scopo: cosa ci devo fare dei soldi? Cosa mi aspetto dai miei soldi? Quanto tempo mi occorre?

Una volta ottenuta la risposta a queste domande abbiamo le linee guida di massima per sapere quali caratteristiche dovrebbe avere l’investimento cercato e se esiste sul mercato finanziario o non finanziario qualcosa che rispetti queste caratteristiche.

 

Crea il tuo sistema di investimento

L’invito quindi che ti faccio è quello di creare il tuo sistema di investimento, di alzare lo sguardo e di creare e cercare nuove soluzioni senza perseguire soluzioni pronte che anche una scimmia sarebbe in grado di mettere in pratica (prendo dei soldi, investo in un fondo comune, in un ETF oppure in un buono fruttifero postale).

 

Ricapitolando ciò che abbiamo visto in questo articolo:

  • Vivere nella media è una condizione che non ci permette di aspirare a nulla di meglio. Si vive nella media, si fanno investimenti nella media.
  • Se la prima domanda che ti fai sugli investimenti è “È sicuro?” ti concentri sul non perdere piuttosto che sulle potenzialità che può avere un investimento.
  • Risparmiare ed investire non sono sinonimi. Non sono nemmeno lontani parenti. Se investi, ti assumi dei rischi che possono essere contenuti attraverso una diversificazione intelligente e l’acquisizione di informazioni.
  • Investire significa inoltre acquisire una mentalità imprenditoriale nei confronti del proprio patrimonio. Si deve partire quindi dalla definizione di un progetto.
  • Il cervello umano si compone di 3 parti: emisfero destro, emisfero sinistro e subconscio. Il subconscio in quanto parte istintiva è programmato per reagire e non per pensare. Bisogna cercare di individuare il giusto equilibrio tra queste 3 parti.
  • Devi trovare il tuo sistema di investimento in grado di soddisfare le tue aspettative rimanendo aperto ad ogni possibilità.

Concludo con una frase bellissima che ti auguro con tutto il cuore:

“Fai della tua vita un sogno e del sogno la realtà” – Il Piccolo Principe –

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *