Ribilanciamento del portafoglio: di cosa si tratta?

Ribilanciamento del portafoglio

Ribilanciamento del portafoglio è una attività periodica che serve per mantenere l’equilibrio dei propri investimenti.

Si tratta in pratica di andare ad integrare (acquistare) eventuali posizioni all’interno del portafoglio ovvero andarle ad alleggerire (vendere).

Non si tratta di una attività particolarmente complicata, ma richiede un minimo di costanza per essere praticata in modo efficace ed efficiente. Vuoi ottenere dei buoni risultati dal tuo ribalanciamento del portafoglio? Vediamo insieme come fare.

Buy and hold ed il ribilanciamento del portafoglio

Questo tipo di modifiche ben si sposano con un profilo buy and hold, ovvero da “investing“, come lo amo definire io.

Quando parliamo di buy and hold (comprare e mantenere) e quindi in ottica di investing, significa prendere in considerazione tutte quelle posizioni in cui il patrimonio è investito in strumenti finanziari.

Di certo non siamo di fronte a soggetti che amano acquistare e vendere giornalmente qualcosa, oppure fare frequenti modifiche.

Costruzione del portafoglio

Ribilanciamento del portafoglio e costruzioneUna volta fatta l’analisi delle necessità ed aspettative, si giunge quindi a quella che si definisce asset allocation di portafoglio.

Un asset allocation è la determinazione, in macro classi, su dove investire il proprio patrimonio compatibilmente con il proprio profilo di rischio e le proprie esigenze.

Ad esempio: 10% azionario, 30% obbligazionario, 30% liquidità, 5% criptovalute ecc…

Ma quello che stabiliamo oggi, sia a causa dei movimenti giornalieri del mercato, sia perché potrebbero cambiare le nostre caratteristiche e/o esigenze, è soggetto a variazioni nel corso del tempo.

Per questa ragione, nasce l’esigenza di dover mettere in atto il ribilanciamento del portafoglio.

 

In cosa consiste il ribilanciamento del portafoglio

Per dirla in parole molto semplici, si andranno a vendere le posizioni che risultano in guadagno e si andranno ad incrementare quelle che risultano in perdita.

Attraverso questa operazione, quindi, è possibile mantenere costante l’esposizione su ogni tipo di investimento all’interno del portafoglio.

Questa tecnica ha senso utilizzarla quando nel portafoglio sono contemplati strumenti del risparmio gestito, oppure qualche materia prima su cui si è presa esposizione, magari tramite qualche ETC.

Se all’interno del portafoglio ci sono singoli titoli azionari e/o obbligazionari, la tecnica del ribilanciamento del portafoglio perde la sua efficacia. Questo perché quando si sceglie l’investimento diretto su un singolo titolo, ci si espone ad un rischio specifico.

Quando non deve essere fatto il ribilanciamento

Vediamo un caso pratico:

Ipotizziamo di aver inserito in portafoglio Wirecard (titolo oggetto di un grande scandalo. Qualche mese fa questo titolo è crollato in pochi giorni da oltre 100 € a meno di 1 €).

Se avessimo deciso di investire il 2% del nostro patrimonio su questo titolo, ci saremmo trovati, indipendentemente dalla frequenza con cui avessimo deciso il ribilanciamento del portafoglio, ad investire su un titolo praticamente in default.

Quindi avremmo impiegato una tecnica efficace, su uno strumento non efficiente, allocando in modo errato risorse buone per strumenti cattivi.

Per questo il ribilanciamento del portafoglio va contemplato solo quando parliamo di strumenti del risparmio gestito, come gli ETF, che al loro interno hanno una pluralità di titoli che consentono quindi di calmierare il rischio.

Ribilanciamento del portafoglio, ogni quanto deve essere fatto?

Non esiste un periodo preciso in cui mettere in pratica questi correttivi.

Potrebbe essere fatto ogni 3 mesi, ogni 6 mesi ma anche ogni anno. Tutto dipende dall’orizzonte temporale dei propri investimenti.

Per gli obiettivi dei portafogli modello presenti in area riservata, i ribilanciamenti vengono fatti ogni tre mesi. Con questa frequenza vengono effettuati gli aggiornamenti sui portafogli modello presenti nell’area riservata del mio sito rdfinanza.it

In questo video, ho spiegato l’azione di ribilanciamento effettuata sul portafoglio modello a basso profilo di rischio disponibile per tutti gli utenti dell’area riservata.

Ribilanciamento del portafoglio, quali sono i motivi per cui ha senso farlo?

Ribilanciamento del portafoglio i motivi per farlo

I motivi ed i vantaggi per cui ha senso effettuare l’operazione di ribilanciamento, sono essenzialmente 3:

Maggiore controllo della rischiosità

I mercati si muovono ad ondate e periodi. Questo significa che naturalmente lo stesso tipo di portafoglio tenderà ad avere risultati diversi a seconda del periodo. Con l’azione di ribilanciamento del portafoglio quindi si va di fatto ad esercitare un maggiore controllo sulla rischiosità dello stesso.

Interventi anticiclici

Per natura tecnica dell’azione di ribilanciamento del portafoglio ci si troverà naturalmente a vendere le parti più performanti ed incrementare quelle meno efficaci.

Quindi, in termini pratici, si andrà a vendere una parte di azionario in presenza di mercati rialzisti e incrementarla in presenza di mercati azionari ribassisti. Ovviamente accadrà lo stesso per materie prime, obbligazionari e altre asset class come le criptovalute.

Semplicità di gestione e disciplina

Una delle cose più complicate riguardante la gestione degli investimenti. è quando andare a comprare o a vendere.

Il quando, ovvero il timing, è tutto in una operazione di investimento, sia finanziaria, sia di altra natura. Mettendo in pratica il ribilanciamento si rende il timing meno influente nella gestione.

Immaginiamo di iniziare oggi ad investire: compriamo quando il mercato azionario è ai massimi, sbagliando completamente il timing di ingresso. Ipotizziamo altresì, che il mercato sia soggetto ad un crollo. A questo punto è vero che al prossimo controllo ci troveremmo con una perdita, ma è altrettanto vero che l’andremmo ad integrare a prezzi migliori, per riportare la sua incidenza percentuale sul totale investito, al rapporto originario.

La caratteristica più importante per un corretto ribilanciamento

Dai concetti sopra esposti, è chiaro che, per non trovarsi in difficoltà e cioè a corto di liquidità, per mettere in atto un ribilanciamento efficace, bisogna sempre avere a disposizione un cuscinetto di liquidità per un 20-30% per poter integrare le posizioni.

Molto probabilmente non ci si troverà mai nella condizione di doverla utilizzare tutta.

Per una corretta applicazione della strategia, conviene però, essere preparati ad ogni evenienza.

Eravate a conoscenza di questa strategia di gestione degli investimenti?

Quale tipo di strategia utilizzate per la gestione del vostro patrimonio?

Se volete saperne di più contattatemi o visitate la pagina dei servizi.

Alla prossima!

Roberto D’Addario

Consulente Finanziario Indipendente

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