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Che priorità ti dai nella gestione del patrimonio?

Gestione del patrimonio e priorità

Le priorità nella gestione del patrimonio

L’altro giorno ragionavo sulla dinamica di ciò che avviene comunemente, da un punto di vista finanziario, in una famiglia.
Il primo aspetto che emerge è che noi siamo abituati a non volerci bene. Ci lasciamo sempre per ultimi.
Pensiamo prima a tutto il resto, poi pensiamo a noi.
Questo non va bene, perchè è una dinamica che provoca impoverimento finanziario, ma anche morale.

Non ci stai capendo un fico secco di quello che sto dicendo vero? Allora prova a seguirmi che cerco di spiegarmi meglio.

 

Il ragionamento comune nella gestione del patrimonio

Nella maggior parte dei casi questo è ciò che avviene:

TABELLA 1

Tipologia Ordine di priorità
Reddito (entrate derivanti dall’attività lavorativa) Prima priorità
Passivi (pagare le rate del mutuo, auto, ecc…) Seconda priorità
Spese (pagare le utenze domestiche per esempio) Terza priorità
Investire (ciò che rimane dalle uscite di cui sopra) Quarta priorità

 

A questo punto le considerazioni da fare sarebbero diverse. Fatto salvo il caso in cui il reddito abbia una certa consistenza, quando si è arrivati a rispondere alla quarta priorità direi che rimane ben poco.
Dai diciamoci la verità. Quante volte sei partito ad inizio mese pensando di voler risparmiare X, ma poi alla fine sei arrivato sdraiato e ti sei detto

Questo mese non ho avuto la possibilità, il prossimo mese recupero!

Poi viene il mese successivo, quello dopo ancora e arrivi alla fine dell’anno che in teoria dovevi avere da parte 100, in pratica hai meno della metà se va bene.

Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco. Non sei imbecille tu che non riesci a tenere fede alle tue promesse. È un problema di metodo. È un problema di educazione, come ho spesso ribadito anche negli articoli precedenti.

Quindi la domanda diventa: è possibile fare diversamente?
Certo che è possibile. Basta modificare le priorità.

 

Il ragionamento di chi vuole incrementare il proprio patrimonio

TABELLA 2

Tipologia Ordine di priorità
Reddito (entrate derivanti dall’attività lavorativa) Prima priorità
Investire una percentuale (almeno il 10%) delle proprie entrate Seconda priorità
Passivi (pagare le rate del mutuo, auto, ecc…) Terza priorità
Spese (pagare le utenze domestiche per esempio) Quarta priorità

 

Già vedo il terrore nei tuoi occhi e forse pensi che sia impazzito. Ma prova a seguirmi nel ragionamento.

Nella prima tabella, definiamola ordinaria, quello che succede è che tu ti metti in fondo alla lista. Cioè tu ti paghi, sempre che rimanga qualcosa, dopo aver soddisfatto tutti gli altri. Questo implica che qualche volta non ti paghi. Non fai nulla per te stesso, per accrescere il tuo patrimonio. Se lo fai con gli altri hai il terrore che la banca ti venga a pignorare la casa, oppure che la società di gestione delle utenze ti sospenda il servizio. Ma se non tu non ti paghi, non c’è nessuno che sbraita e invece dovresti cominciare a farlo.

Nella seconda tabella ho invertito le priorità. Questo implica che se tu parti prima con il risparmio per poi pensare al resto stai facendo diverse azioni. Tanto per iniziare cominci a volerti più bene, in secondo luogo cominci a costruire il tuo patrimonio, in terzo luogo sei obbligato a fare ricorso ovvero a sviluppare la tua intelligenza finanziaria. E qui viene il bello.

Nel primo caso, ovvero nel modo tradizionale in cui siamo abituati a ragionare, non ti sogneresti (giustamente) per nessuna ragione al mondo di lasciare indietro il pagamento di una utenza domestica ovvero della rata di un mutuo, ma saresti disposto a non pagarti a non mettere niente da parte per te.

Nel secondo caso, siccome il risparmio avviene prima, ma tu rimani sempre lo stesso e quindi non ci pensi minimamente a lasciare non pagati degli impegni, succede che la tua testa deve trovare una soluzione. Il che vuol dire pensare a quali spese ridurre, piuttosto che trovare un modo (legale si intende) per aumentare il tuo reddito. Non puoi uscire fuori da questa dinamica. È cosi. Questo implica di fatto valutare tutte le possibilità in tuo possesso per far quadrare i conti.

 

Intelligenza finanziaria: il coraggio di usarla

Che differenze ci sono tra il primo caso ed il secondo caso?

Nel primo rischi, forse con discreta frequenza, di non mettere nemmeno un euro da parte.

Nel secondo caso invece sei costretto a trovare una soluzione per come pagare i tuoi creditori, ma questo dopo esserti pagato tu, ovvero dopo aver messo da parte una quantità di denaro.

La meraviglia della nostra epoca è internet. Attraverso internet è possibile aderire ad opportunità di investimento eccezionali, anche con poche decine di euro su operazioni e strumenti che solo 10 anni fa erano impensabili.

Perché dico questo? Perché per iniziare a costruire un patrimonio, ovvero a gestire meglio ciò che si ha, si deve fare un primo passo. Anche un viaggio di migliaia di chilometri inizia con il primo passo.

Quindi non è importante il quanto, ma il come fare aldilà dell’entità del patrimonio, piccolo o grande che sia.

 

Gestire la scarsità di denaro per acquisire un metodo

Affrontare la “scarsità” di denaro quando hai energie per poterlo fare, ti farà un grosso regalo. Ti consentirà di non doverci fare i conti quando non avrai l’età per poter sopportare certe dinamiche.

Volersi bene, oltre che pagarsi per primo, significa anche avere amor proprio e non dire mai e per nessuna ragione “non me lo posso permettere”.
“Non me lo posso permettere” è una sentenza.
Discorso chiuso. Chiusura mentale e rassegnazione.
Il passaggio deve invece essere quello di dire

Come posso fare per permettermelo?

Questa domanda provoca una apertura. Provoca un movimento della propria testa per reperire le risorse necessarie.

Non esiste una soluzione unica a tutti i problemi. Ognuno in base alla propria situazione personale e patrimoniale può trovare soluzioni diverse.

Ciò che è importante è la fedeltà ad un metodo. Questo è il primo ingrediente per iniziare a gestire in modo efficiente il proprio patrimonio oppure a costruirsi il proprio gruzzolo.

 

Selezionare gli “attivi giusti” per la gestione del patrimonio

Il passaggio successivo è rappresentato dalla selezione degli attivi. Gli attivi sono quegli investimenti che ci mettono soldi in tasca. Il punto diventa quindi la selezioni di attivi che producano reddito sufficiente per sostenere i passivi di cui vuoi entrare in possesso.

Se fai il contrario rimani sempre senza il becco di un quattrino.

Pensi che sia impossibile? Anche a Galileo era stato detto che era impossibile che la terra girasse su se stessa… “Eppur si muove”.

Se pensi che sia impossibile allora discorso chiuso. È come quando dici a te stesso “non me lo posso permettere”.

Se invece non sai come fare, ma ti piacerebbe farlo allora prendiamoci un caffè che sia virtuale o di persona così ne possiamo parlare!

Ti riepilogo i punti che abbiamo trattato in questo articolo.

  1. La prima questione da affrontare è trovare il modo per pagarsi per primi. Questo lo facciamo invertendo l’ordine delle priorità.
  2. Se ci paghiamo per primi, siamo costretti a trovare un modo per aumentare il nostro reddito.
  3. La bellezza della nostra epoca si chiama internet. Ci sono una marea di possibilità che ci possono aiutare a capire il modo migliore per investire i nostri soldi.
  4. Non è importante il quanto, soprattutto all’inizio ma il come. Significa essere fedeli ad un metodo.
  5. Le sentenze sono sentenze. Provocano chiusura. Se si cambia il modo di stare di fronte a problemi finanziari aumentiamo la nostra intelligenza finanziaria.
  6. Il punto di svolta si raggiunge quando con il flusso derivante dagli investimenti possiamo pagare i passivi che vogliamo comprare.

 

2 pensieri su “Che priorità ti dai nella gestione del patrimonio?

  1. condivido, si trovano sempre mille “scuse” per rinviare e non si segue, con disciplina, un processo non casuale ….insieme a questo sarebbe opportuno valutare se il bene comprato a debito (o che si ha in mente di comprare) fa parte delle priorità e se il bene che abbiamo comprato/individuato risponde alle nostre necessità o se è sovradimensionato (mi riferisco, in particolare, alla casa di abitazione e/o alla seconda casa)…quanti sanno quanto costa il mantenimento della casa (incluse imposte e tasse di ogni tipo)?

    1. E’ proprio così Giorgio. Spesso però la volontà di voler possedere qualcosa non è razionale e quindi fa saltare il banco ad ogni ragionamento. Mi rendo comunque conto che è una questione di “allenamento”. In qualsiasi ambito i grandi risultati si ottengono con la costanza. Anche in questo caso dunque, bisogna imparare a darsi un metodo rispettarlo ed essere costanti nel seguirlo. Grazie per il commento!!

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