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Paura di perdere soldi: sei avverso o propenso al rischio?

Nel post sulla Gestione del rischio abbiamo visto i quadranti del cashflow ideati da R. Kiyosaky.

I quadranti indicano da dove proviene il nostro flusso di denaro.

Esiste una distinzione tra i quadranti di sinistra (dipendente, lavoratore autonomo) e quelli di destra (titolare di impresa, investitore).

In particolare sui quadranti di sinistra si scambia tempo per denaro, sui quadranti di destra gli attivi producono denaro indipendentemente dal tempo dedicato.

Un attivo è qualcosa che ti mette i soldi nelle tasche.

Altra caratteristica che hanno i quadranti è l’assunzione di rischio.

In linea di massima nei quadranti di sinistra alberga una avversione al rischio, mentre in quelli di destra c’è una propensione al rischio.

Fatta questa necessaria premessa, è lampante che nei quadranti di sinistra dove si scambia tempo per denaro, esiste un limite temporale. Le ore sono 24 per tutti. Non c’è storia.

Essere presente in un quadrante, ovvero ricevere la maggiore remunerazione da un quadrante, non vuol dire non poter essere presenti anche su altri quadranti.
Per esempio, un dipendente può essere benissimo un ottimo investitore e percepire il 50% dei suoi flussi dal lavoro da dipendente ed il 50% dei flussi dai suoi investimenti.
Un lavoratore autonomo può essere anche titolare o socio di una impresa e ricavare una parte del suo reddito dall’attività di lavoratore autonomo ed una parte dalla partecipazione aziendale.

Ora, l’elemento però cruciale che va abbattuto per poter cambiare la propria situazione ed il proprio modo di vedere le cose è l’assunzione del rischio. Non c’è altra strada.

In 3 dei 4 quadranti è presente una componente di rischio (lavoratore autonomo, titolare di impresa ed investitore). Comprendi quindi come per ottenere di più occorre imparare a gestire questa componente che, come ho specificato in un altro articolo dal titolo Imparare a investire: come ragiona un milionario, si può imparare a gestire acquisendo informazioni e utilizzando delle strategie.

 

Imparare a maneggiare il rischio

Il punto è che se mai inizi a “maneggiare” il rischio, mai impari a prenderci le misure e soprattutto a gestirlo.
Senza fare i puritani, quante volte in un giorno ti assumi dei rischi? Pensaci bene. Molte di più di quelle che pensi.
Vai a lavorare con una automobile, con una bicicletta, a piedi. Non prendi nessun rischio? Fai uno sport, non prendi nessun rischio? Vai a mangiare in un ristorante, non prendi nessun rischio?
E la lista potrebbe essere molto più lunga.

 

Investire vuol dire assumersi dei rischi

Investire vuol dire assumersi dei rischi. Ognuno sa in che misura se ne può prendere. La risposta non può essere:

Non mi posso assumere alcun rischio e quindi non ne prendo.

Certo, lo puoi fare, cosciente del fatto che rimani sempre nella stessa posizione. Per entrare nello specifico, comprendi da solo che se investi allo 0,1% ti puoi illudere che tu stia investendo, ma di fatto non stai facendo assolutamente nulla. Quindi sei fermo.

Investire, ovvero assumersi dei rischi, potrebbe anche voler dire investire in un corso di formazione ed acquisire delle informazioni che sicuramente ti torneranno utili. Puoi perdere potenzialmente tutto: una macchina, una casa, un lavoro. L’unica cosa che non ti può essere tolta è la formazione acquisita. Una volta che ti entra nella testa è tua e soltanto tua e ti può fornire gli elementi utili per ripartire e migliorarti.

In questo articolo abbiamo visto:

  1. La determinazione dei tuoi redditi ti dice in quale quadrante sei posizionato.
  2. Essere in un quadrante non significa non poter essere presente in altri quadranti.
  3. La sostanziale differenza è l’assunzione del rischio.
  4. Per imparare a gestire il rischio occorre iniziarlo a prendere. Se mai ti prendi un rischio, mai imparerai a gestirlo.
  5. Investire non vuol dire solo investire soldi. Ma significa anche investire del tempo sulla propria formazione.

“È impossibile vivere senza fallire in qualcosa. A meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto. In quel caso, avrete fallito in partenza.”
J.K. Rowling

 

 

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