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L’investimento obbligazionario è morto!

Investimento obbligazionario

Investimento obbligazionario: oggi affrontiamo questa asset class.

Si, avete letto bene: l’investimento obbligazionario è morto e cercheremo di capire perché.

Fatta la necessaria premessa che è un asset class che ha avuto rendimenti interessanti negli ultimi anni, oggi siamo di fatto ad un capolinea.

Questo comporta inevitabilmente una revisione del proprio portafoglio e dei propri investimenti.

Perchè siamo al capolinea di questo asset? Quali alternative è possibile prendere in esame?

Investimento obbligazionario: come è stato trattato fino ad oggi?

Una volta quando si andava in banca, a seconda del “rischio” che ci si voleva prendere, si veniva indirizzati su investimenti azionari per profili più rischiosi o dinamici, sull’obbligazionario per quelli che “voglio che i miei soldi rendano ma senza prendere troppi rischi” e sul monetario per tutti quelli completamente avversi al rischio.

Mai si ragionava o si ragiona per obiettivi. Ma questa è un’altra faccenda che ho affrontato in altri post tra cui questo:

Crea i tuoi obiettivi e scopri come raggiungerli

Poi i mercati finanziari si sono evoluti e sono diventati sempre più sofisticati.

Quindi c’era bisogno di integrare le strategie di investimento ed è uscito fuori il famigerato 80-20 in logica paretiana, che significa 80% obbligazionario e 20% azionario.

Poi è stata la volta dell’entrata sul mercato dei fondi comuni: un recipiente in cui ci sono diversi titoli affidandosi indirettamente ad un gestore esperto.

Gli strumenti del risparmio gestito e le obbligazioni

Il problema è che 9 fondi su 10 non battono l’indice di riferimento.

Per i meno avvezzi prendere un indice di riferimento è un po’ come dire il nostro riferimento per la pasta è Barilla io sarò in grado di fare meglio.

9 volte su 10 non avviene.

Oltretutto per fare peggio questi strumenti hanno, spesso e volentieri, profumate commissioni di ingresso, qualche volta di uscita e sempre delle commissioni di gestioni annue. Che indovinate un po’ chi le paga?

Venuti alla luce questi balzelli, l’industria finanziaria ha quindi tirato fuori gli ETF.

Sempre dei contenitori con il compito di replicare l’indice di riferimento.

Quindi non hanno come scopo quello di battere l’indice ma semplicemente di fare uguale.

Per cui fino a questo punto dovremmo esserci per capire la situazione.

Investimento obbligazionario e rischi

Investimento obbligazionario rischio

Oggi le cose sono completamente cambiate.

Di fatto l’investitore è obbligato comunque ad assumersi maggiori rischi. Quindi non vale più la “regola” investimento obbligazionario pochi rischi.

Perché dico questo?

La situazione di bassi tassi di interesse che stiamo vivendo è figlia dell’enorme quantità di moneta riversata sul mercato finanziario da parte delle banche centrali.

Conseguenza di questo è che se tutti comprano i prezzi salgono.

Se i prezzi salgono, a parità di altre condizioni, i rendimenti diminuiscono.

Per farvi comprendere meglio questo concetto andrò ad utilizzare un esempio.  Immaginiamo di possedere un monolocale che abbiamo acquistato per € 100.000 e che lo stesso sia affittato a € 6.000 annui.

Per semplicità lasciamo stare le spese e prendiamo il dato puro come è.

Questo immobile rende quindi il 6% su base annua. Immaginiamo che 3 anni dopo lo vendiamo a 140.000€ ma l’immobile è sempre affittato per € 6.000 annui. A questo punto il rendimento diventerebbe del 4,2%.

Ipotizziamo che questa cosa si ripeta negli anni successivi. Il risultato sarebbe che ad un certo punto, a parità di affitto incassato, nessuno sarebbe più disposto a pagare quel prezzo per ottenere una rendita vicina allo zero pur assumendosi la certezza di rischi e oneri.

Questa è la situazione oggi sul mercato obbligazionario.

Investimento obbligazionario e le altre asset class

L’investimento azionario non è più rischioso di quanto non lo fosse in passato.

Di certo siamo in una situazione dove i mercati sono ai massimi storici. Quindi più si sale, e si potrebbe salire ancora per tanto tempo, più se arriva una “scriccatina” si scende velocemente.

L’investimento monetario praticamente oggi è inesistente. Tanto vale lasciare i soldi sul conto.

L’investimento obbligazionario invece è letteralmente morto. Si hai letto bene: è morto.

Morto non significa che non esiste.

Esiste ancora ma praticamente a meno di non fare una operazione alla “banzai“, di fatto ci si assume un rischio senza portare a casa nulla proviamo a capire il perché.

Rendimenti dell’investimento obbligazionario

Ipotizziamo di essere investitori non troppo prudenti ma nemmeno particolarmente amanti del rischio.

Immaginiamo quindi di aspettarci un “misero” “2%-3%” dal nostro investimento.

Le condizioni di mercato però non le facciamo noi, le fa semplicemente il mercato.

Se prendiamo come riferimento il titolo di stato italiano con scadenza a 10 anni dovete sapere che possiamo contare sul fantasmagorico rendimento dello 0,63% su base annua! Ovviamente se lo teniamo fino a scadenza per 10 anni.

La faccenda sta in questi termini.

Oggi compriamo un nozionale di 10000 pezzi di titoli di stato italiani.

Per questi 10000 pezzi paghiamo 15125€.

A scadenza, sempre chè l’emittente stia ancora in piedi, riceveremmo 10000€ pari al nozionale da noi acquistato più il flusso cedolare annuo pari 6% (600€). Quindi oggi paghiamo 15125€, a scadenza compreso di flusso cedolare riceveremo 16000€ il che ci porta al nostro rendimento dello 0,6%.

E qui è ancora grasso che cola!

Quanto rende l’alternativa sicura: il bund tedesco

Investimento obbligazionario sicuro

Ipotizziamo ora che assolutamente non vogliamo rischiare nulla.

Ci dirottiamo quindi sul bund tedesco stesse condizioni.

Oggi per 10000 di nozionale andremmo a pagare 17448 per riceverne alla scadenza, la bellezza di 16000 compreso cedole.

Questo è quello che si chiama rendimento negativo.

Una di quelle robe che se la spieghi ai nostri genitori o nonni che andavano in banca 30 anni fa a sottoscrivere titoli di stato all’8/9% non ci crederebbero mai!

Dunque questa è la situazione. Uno però potrebbe dire… “Vabbè dai, perlomeno non corro rischi ed i miei 17448 che metto oggi li saranno sempre 17448…” Eh no! E qui casca l’asino!

I titoli obbligazionari a tasso fisso possono scontare aumento di tassi di interesse e/o questioni macroeconomiche soltanto con il prezzo.

Questo cosa significa? Significa che oggi chi compra un bund, sta comprando sicurezza in cambio di un rendimento negativo.

Quali probabilità ci sono secondo te che il prezzo del bund possa continuare a salire? Quanti investitori saranno disponibili a tirare fuori 18000/19000/20000 per riceverne a scadenza 16000?

Probabilmente molto pochi.

Gli scenari possibili

Dunque da questo comprendi che comprare obbligazionario oggi, semplicemente in termini statistici, significa avere moltissime probabilità che i prezzi scendano ovvero che il nostro investimento si deprezzi e veramente microscopiche probabilità che i prezzi possano ulteriormente salire.

In altri termini, fare un investimento obbligazionario oggi vuol dire prendersi più rischio.

Dunque riassumendo.

Se facciamo un investimento azionario ci assumiamo un rischio.

Se facciamo un investimento obbligazionario ci assumiamo un rischio.

Voglio semplicemente dire che investire significa assumersi un rischio e questo lo è sempre stato.

Oggi però più che mai l’investitore è obbligato dal mercato ad assumersi più rischio.

Perché o si punta sull’investimento azionario, oppure se si rimane nell’investimento obbligazionario non si hanno molte strade: o si punta su obbligazioni ad alto rendimento (notoriamente più rischiose) oppure se si vuole rimanere sul “tranquillo” si comprano titoli a rendimento zero che possono riservare soprprese amare.

Ovviamente tanto vale sul singolo titolo che sui relativi contenitori come fondi od ETF.

Conclusione sull’ investimento obbligazionario

E quindi che si fa? Domanda legittima di non semplice risposta.

Prima di tutto bisogna modificare le proprie credenze. Quindi non è vero che l’investimento obbligazionario è privo di rischi.

Secondo bisogna sempre partire da una pianificazione strutturata per obiettivi.

Terzo, oggi l’investitore è chiamato ad essere più attivo e consapevole nella gestione del proprio patrimonio. Non funziona più investi, dimentichi ci pensi tra 10 anni.

Quarto valutare alternative all’investimento obbligazionario. Oggi ne abbiamo davvero per tutti i gusti. Ci sono ETF veramente incredibili e quindi è possibile investire su idrogeno, sicurezza informatica, blockchain, criptovalute, robotica, videogames, ecc…

Oppure in alternativa valutare anche singoli titoli azionari dalle prospettive interessanti. Diversi sono stati i titoli azionari oggetto di studio da parte mia e del mio staff che hanno performato oltre il 100% nel giro di qualche mese (Macy’s, Tapestry, Cimarex, Fiverr, ecc…).

Se volete saperne di più contattatemi o visitate la pagina dei servizi

Eravate a conoscenza di questi rischi? Come state investendo il vostro patrimonio?

Alla prossima!

Roberto D’Addario

Consulente Finanziario Indipendente

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