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Investimenti sicuri e garantiti: la filastrocca del bugiardo

Roberto D'Addario - Coach finanziario Rimini

Quando si parla di investimenti, le dinamiche sono quasi sempre le stesse. È sicuro oppure è rischioso? Già, ma cosa vuol dire sicuro oppure rischioso? Cosa definisce la rischiosità? Le informazioni in nostro possesso. Maggiori informazioni abbiamo, più riduciamo la rischiosità sulle scelte che prendiamo. Vale nella vita come negli investimenti. Meno informazioni abbiamo, più ciò che facciamo assomiglia ad una scommessa. Ovvero il risultato viene lasciato al caso. Quanto alla sicurezza è un ancoraggio mentale. Se anche esistesse uno strumento sicuro, non è detto che lo stesso rimarrebbe tale domani, fra una settimana, fra un anno. Non è tanto una caratteristica degli investimenti, quanto della vita. Nessuno può garantire a nessun’altro dove sarà tra un anno. Quindi che si fa?

Bisogna lavorare sulle informazioni per fare scelte coscienti e consapevoli.

Triiin….Triiinnn… Rispondo: “Pronto?”

Salve, buongiorno Dottore, volevo sapere se potevo avere un appuntamento. Lei lavora per qualche banca?

“No, non lavoro e non ho mai lavorato per nessuna banca”.
Già, questo è un primo aspetto del mio lavoro. Non lavoro e non ho mai lavorato per nessuna banca. Quindi uno giustamente si potrebbe chiedere il motivo, e qui le ragioni sono diverse:

  1. Lavorare per una banca significa essere dipendenti della stessa, il che vuol dire nel bene e nel male rispettare le direttive impartite dal vertice… Oppure avere un mandato di vendita per vendere i prodotti di quella o altre strutture. Questo implica tanto per iniziare non avere una informazione completa su ciò che offre il mercato nella sua globalità. Referenti di strutture diverse conosceranno strumenti diversi che hanno peculiarità diverse. Inoltre fare riferimento ad una struttura finanziaria significa per forza di cose escludere molte altre forme di investimento che possono essere valutate e che possono offrire soddisfazioni diverse rispetto agli strumenti finanziari.
  2. Il secondo motivo riguarda l’approccio lavorativo. Lavorare in regime di libera professione significa in un certo qual modo svolgere un’attività imprenditoriale quindi per sua caratteristica più difficile ma sicuramente più entusiasmante. Entusiasmo che si riversa nel modo di affrontare e di condividere le conoscenze in campo finanziario che ho acquisito con l’esperienza di questi anni.
  3. Lavorare per il cliente, significa essere pagato dal cliente. Concetto di difficile comprensione in ambito finanziario, ma se ci si ferma a riflettere tutto torna… Prova ad immaginare i motivi.

 

Ah, ho capito… Quindi lei svolge una consulenza e mi indicherebbe cosa fare”.

NO. E ribadisco, assolutamente NO. Perché? Perché io mi occupo di trasferire conoscenze e di rendere comprensibile ciò che risulta incomprensibile. Volutamente non esprimo alcun parere su cosa debba essere fatto: affinchè il cliente possa fare una scelta consapevole è lui che deve effettuare le scelte del caso. Diversamente ci si trova sempre esposti su investimenti che qualcun altro ha deciso per noi (la banca, il promotore, il consulente finanziario, l’amico di famiglia). Al netto della bontà del suggerimento fornito dai diversi interlocutori, il cliente solitamente diventa parte passiva ovvero si limita ad eseguire ed impartire l’ordine ricevuto.

Nel mio modo di vedere le cose il cliente deve essere parte attiva del processo decisionale di investimento.

Significa che lo stesso deve avere tutti gli elementi affinché possa effettuare in autonomia le proprie scelte. Se questo non avviene, se il cliente non comprende appieno quello che sta, facendo vuol dire che sta scommettendo su un investimento. Il che non è in assoluto sbagliato, ma una scommessa può andare bene oppure male.

 

Beh, molto interessante ed innovativo il suo approccio dottore… Però sa, io ci capisco poco e niente e quindi di rischiare non se ne parla… E poi non ho tempo…

Quando si parla di rischio è bene comprendere un concetto fondamentale. Ciò che fa il rischio non è semplicemente l’azione o l’obbligazione o qualsiasi altra forma di investimento che si voglia valutare. Ciò che fa il rischio è la quantità e la qualità di informazioni che si hanno a disposizione su quell’investimento. Per anni ci hanno raccontato la favoletta che le azioni sono più rischiose delle obbligazioni. Ora torniamo indietro con la mente di 10 anni. Supponiamo, utilizzando questo criterio, di dover valutare un investimento in azioni Amazon od obbligazioni della Grecia (10 anni fa erano delle obbligazioni con rating A, della unione europea)… Come è andata a finire? Cosa si è trovato in tasca chi ha investito in una piuttosto che nell’altra? E allora cosa fa realmente la differenza su un investimento?

La conoscenza, ovvero le informazioni che si hanno a disposizione.

Ed è per questo motivo che il nostro miglior consulente di investimento siamo noi stessi. Ed è sempre per questo motivo che c’è bisogno di chi aiuti le persone a comprendere e digerire le tante informazioni che ci sono nel settore.
Che differenza c’è tra una persona che sa guidare ed una persona che non sa guidare? Informazioni.
Che differenza c’è tra uno che sa cucinare ed uno che non sa cucinare? Informazioni.
Che differenza c’è tra un medico ed una persona che non lo è? Informazioni.
Che differenza c’è tra un avvocato ed una persona che non lo è? Informazioni.
Che differenza c’è tra saper investire e non saperlo fare? Informazioni.

Domande diverse, stessa risposta.

Investimenti garantiti

Quindi in qualsiasi campo noi scambiamo denaro con informazioni ovvero con il tempo necessario per acquisirle.

Così come avviene in ogni settore ed in ogni circostanza della vita, non esiste alcuna certezza. Nessuna garanzia. Avere e comprendere le informazioni contribuisce però a ridurre i rischi che è l’unica cosa che possiamo fare.

Ti ricordo inoltre che anche se esistesse uno strumento sicuro e garantito, il fatto che lo sia oggi non è detto che rimanga tale anche domani, tra una settimana, tra un anno… Questo vale per ogni forma di investimento o presunta tale, fosse anche la liquidità (imposte patrimoniali, inflazione, commissioni, possibili fallimenti bancari.. ecc…) oppure per i tanto amati buoni fruttiferi postali, prodotti postali, assicurazioni..

Chi vi dice che l’investimento è garantito e sicuro è un bugiardo.

Non c’è molto altro da dire. Si può parlare al massimo di una elevata probabilità sulla restituzione dell’investimento. Ma nulla di più.

 

Capisco, comprendo perfettamente… Ma quindi come lavora, come mi posso avvalere della sua professionalità?

Tanto per iniziare si parte dalla situazione presente attraverso una analisi di portafoglio in cui vengono evidenziate eventuali criticità, se presenti. Poi si lavora sulle aspettative che significa rispondere a delle domande come

“Cosa mi aspetto dal mio patrimonio? Cosa deve fare questo patrimonio per me? Tra quanto tempo?”

Detto in altri termini, si lavora su un progetto. Un progetto tiene conto di tutte le aspettative che una persona può avere nel breve, nel medio e nel lungo termine. Una volta che il progetto è definito, allora è possibile acquisire informazioni sulle diverse possibilità di investimento alcune delle quali anche non finanziarie. Con questo patrimonio informativo il cliente ha gli elementi per poter effettuare le scelte più appropriate. Questa forma di assistenza ha carattere continuativo su base annua e prevede degli incontri programmati per verificare lo stato dei fatti ed acquisire ulteriori conoscenze.

 

Capisco, e se invece volessi soltanto approfondire gli argomenti senza essere seguito sul progetto?

È possibile farlo. Iin questo caso valuteremo una giornata di formazione completa, terminata la quale mi rendo disponibile a fornire assistenza successiva su argomenti che non sono stati “digeriti” per un periodo di tempo che andrà concordato.

 

Dottore mi scusi, un ultima domanda… Cosa ne pensa lei di un investimento in perdita presente nel portafoglio? Può valere la pena aspettare che ritorni alle quotazioni originarie?

Questa è forse la domanda che più di ogni altra si ripete tra tutte le persone che incontro. Così come chi mi sottopone un portafoglio disastrato pieno di strumenti in perdita oppure con strumenti della stessa natura e si aspetta che io o altre figure professionali con la bacchetta magica possiamo risolvere la situazione, cancellare ogni perdita e riportare la situazione allo stadio originario…

Purtroppo non si può ragionare in questo modo. Non si può desiderare di cambiare le cose rimanendo nella stessa posizione. È praticamente impossibile. Se si vogliono ottenere risultati diversi, occorre fare cose diverse. Bisogna pertanto partire non da quello che si è perso, ma da quello che si sta perdendo non facendo cose diverse. Scelte alternative.

La perdita brucia, lo so. Lo sappiamo tutti. Un investimento “garantito” che sfuma davanti agli occhi… Purtroppo però rimanere ancorati alla speranza, qualche volta gioca brutti scherzi…. Oltre a farci perdere delle opportunità, può degenerare in situazioni irrecuperabili. Come chi ha comprato le azioni di qualche banca, che ha perso il 99,9% del suo investimento per aspettare che prima o poi lo stesso potesse recuperare… Se invece si fosse presa coscienza ed accettata una perdita, ad esempio del -10%, le cose starebbero sicuramente in modo diverso.

 

Grazie dottore, molto utile la chiacchierata con lei. Quando ci possiamo conoscere per valutare se possiamo lavorare insieme?

Compatibilmente con i miei impegni di persona presso il mio ufficio, oppure tramite skype se vive a distanza.

 

Think different, make different, make it better!

Pensa diversamente, fallo diversamente, fallo meglio!

 

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