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Gestione del rischio: che tipo di investitore sei?

Quante volte ho sentito dire affermazioni tipo:

“I soldi devono lavorare per me”, “devo trovare il modo per procurarmi una rendita passiva”, “mi piacerebbe lavorare meno”, “vorrei trovare la libertà finanziaria”.

Sono tutte affermazioni che nascondono un desiderio, un obiettivo. Poi però allo stato dei fatti, facendo una sintesi di tutto, ci si scontra con la parola rischio.

 

Perché decidi di avere paura di rischiare

Come ho scritto in un mio precedente articolo, la differenza tra risparmiatore e investitore sta proprio nell’assunzione del rischio. Rischio che, chissà per quale assurdo motivo, viene sempre interpretato nella sua definizione negativa del termine.
Come vedere un bicchiere riempito a metà. Può essere mezzo pieno o mezzo vuoto. Dire che è mezzo vuoto fa più scena. Impressiona di più. Ci mette in una condizione difensiva dovuta alla scarsità.
Penso che sia lo stesso motivo per cui i telegiornali, piuttosto che parlare di quante cose belle e positive accadono nel mondo ci mostrano sempre il peggio del peggio.
In questo modo si provoca uno stato di rassegnazione da cui si diventa dipendenti. Perché l’uomo è fatto per il bello e a quello tenderebbe, ma per non illudersi che possa essere vero va alla ricerca di conferme. Riaccende la TV e puntuale altre notizie negative a conferma che non sia possibile un mondo diverso.

La stessa identica cosa accade negli investimenti. Mi piacerebbe, vorrei… Ma poi ad un certo punto immancabile esce fuori la parola rischio.

E se invece il rischio fosse letto in una chiave diversa? E se invece di pensare a quello che potresti perdere, ti concentrassi su quello che potresti ottenere?

 

Quante volte ogni giorno ti assumi dei rischi?

Hai mai pensato a quante volte in ogni singolo giorno ti assumi dei rischi?
Pensaci un attimo.
Esci di casa per andare al lavoro e prendi la macchina. In cuor tuo sai benissimo che potresti fare un incidente. Non per questo però non vai al lavoro. Perché? Perché le motivazioni per andarci sono di gran lunga superiori rispetto al non andarci. Non stai forse rischiando?

Ci sono molte dinamiche della vita che hanno dei rischi, ma che comunque tu affronti non pensando a cosa potrebbe andare male, ma per il positivo che c’è su quella scelta.
Fai l’università perchè pensi all’ottenimento della laurea, non ti fermi a pensare se sarai in grado di affrontare tutti gli esami.
Inizi una relazione per un progetto di vita futuro, non ti fermi a pensare se durerà o se è la persona giusta.

Intendiamoci, non vuol dire che siccome ci sono le condizioni giuste per un obiettivo futuro desiderato questo si realizzerà o sarà scevro di intoppi.

Non vuol dire nemmeno prendersi rischi ad ogni costo o essere leggeri nelle scelte che in campo di investimenti si fanno. Bisogna ponderare sempre ogni risvolto che può esserci positivo o negativo che sia e prendere le decisioni di conseguenza.

 

Paura di perdere soldi: i 4 tipi di investitori

Robert Kiyosaki è un autore che seguo che mi ha permesso di cambiare il mio modo di lavorare e di vedere le cose. Una di queste cose riguarda la paura di perdere soldi. La paura di perdere soldi divide gli investitori in 4 categorie:

  1. Persone contrarie al rischio che scelgono soltanto il sicuro, mettendo i soldi in banca.
  2. Persone che delegano gli investimenti ad altri, come consulente finanziario o gestore di fondi comuni.
  3. Scommettitori.
  4. Investitori.

La differenza sostanziale tra uno scommettitore ed un investitore è che il primo basa le proprie scelte sulle probabilità mentre il secondo sulle abilità e le informazioni a disposizione.

Chi delega invece a terzi i consigli sugli investimenti, si assicura in primo luogo di scegliere attentamente il consulente. Ora su questo, per capire quanto possa essere riduttiva questa scelta, ti voglio fare un esempio.

Supponi di arrivare in una città che non conosci e di voler andare in un ristorante ma non sai quale scegliere. Ti affidi quindi ad un consulente. Il migliore. Il più preparato della zona. Questo consulente ti dice che ha fatto una ricerca su quel ristorante: ha valutato il curriculum del cuoco, valutato tutti i fornitori e le relative materie prime, i prezzi, ecc… Alla fine quindi ti accompagna al ristorante. Tu entri, ma lui resta fuori. Andrebbe bene per te? Oppure preferiresti una persona che ti raccontasse la sua esperienza pratica e fosse disponibile a condividerla con te?

Poi è chiaro che al netto del consiglio o esperienza condivisa, tu possa preferire un tipo di cucina piuttosto che un’altra e che non è detto che ciò che piaccia ad un terzo debba piacere anche a te. Ma questo comprendi bene che è tutta un’altra faccenda.

Ora, prova e pensare a quanto avviene nel mondo degli investimenti e fai le tue conclusioni.

L’ultima categoria di investitori, chiamiamoli così, sono quelli “zero rischi“: coloro che, piuttosto che scegliere ed assumersi delle responsabilità su una decisione, preferiscono non scegliere, utilizzando mezzi come conti deposito, buoni fruttiferi, polizze assicurative, lesinando lo 0,1% in più. Il che per intenderci va benissimo, purché siano chiari gli scopi e gli intenti senza poi affermare:

“Eh! ma non rendono niente!”

E purché sia chiaro che una roba allo 0,1% tutto è tranne che un investimento (senza poi contare i costi applicati a certe forme).

 

A quale categoria di investitore appartieni?

Ti faccio una domanda: che tipo di investitore sei?
È una questione di scelta. È una questione di obiettivi. È una questione di quanto volersi implicare. È una questione di aprire i propri occhi e orizzonti, sapendo che gli investimenti non sono soltanto quelli finanziari (Etf, fondi, azioni ed obbligazioni).

Al netto delle considerazioni di cui sopra, sorge un’altra domanda che ti voglio fare: da dove arriva la fonte principale del tuo reddito?
Se la fonte principale del tuo reddito deriva principalmente dall’attività lavorativa, molto probabilmente sei un lavoratore dipendente oppure un libero professionista.
Se la fonte principale del tuo reddito deriva invece dalla tua impresa, probabilmente sei un imprenditore.
Se la fonte principale del tuo reddito deriva invece dagli investimenti, allora molto probabilmente sei un investitore.

Attenzione! Un individuo può essere un dipendente ma ricevere la sua maggior parte degli introiti da investimenti. Quindi una posizione non esclude l’altra.

 

I quadranti del Cashflow

Questi, come li chiama Kiyosaki, sono i quadranti del cashflow.

 

Sostanzialmente la maggior parte delle persone abita nel quadrante di sinistra dove viene scambiato il tempo per denaro. Per quanto si voglia migliorare la propria posizione, essendo il tempo limitato per tutti, c’è sempre un limite massimo alla capacità di generare denaro. In entrambi i casi, sia il dipendente che il lavoratore autonomo se smettono di lavorare non hanno più entrate.

Nel quadrante di destra invece il flusso di denaro non viene determinato dalla quantità di tempo impiegato, ma dalla qualità degli attivi ovvero delle forme di investimento in essere. Un titolare di impresa, si dovrebbe poter assentare dal suo lavoro senza pregiudicare la capacità di generare flussi. Così come un investitore riceve il proprio flusso di denaro dagli attivi aldilà di quanto tempo gli dedica.

Ricordo che un attivo è qualsiasi cosa che ti mette dei soldi in tasca: un immobile in locazione, una obbligazione, una qualsiasi operazione che genera una plusvalenza.

Si può passare da un quadrante ad un altro? Oppure si può essere presenti su più quadranti? La risposta è assolutamente sì, per quanto non siano passaggi semplici, per cui basta il volerlo fare.  A maggior ragione se manca una base di conoscenze ed un atteggiamento nuovo e propositivo soprattutto con gli investimenti.

In quale quadrante sei ed in quale quadrante vorresti stare? Cosa stai facendo per cambiare quadrante?

 

In questo articolo abbiamo visto:

  1. In molti desiderano poter cambiare la propria posizione economica, in pochi però prendono in mano la propria posizione. Questo accade essenzialmente perchè c’è una avversione nei confronti del rischio. Il rischio è sempre visto nel suo significato negativo del termine.
  2. Ovviamente ognuno deve prendere le proprie misure con il rischio che può assumersi. Tutti i giorni inconsciamente ci assumiamo dei rischi nella vita.
  3. Esistono 4 categorie di investitori: quelli zero rischi, quelli che si affidano ai terzi, gli scommettitori e gli investitori.
  4. Il tipo di investitore che sei probabilmente è influenzato anche dalla provenienza del tuo reddito che a seconda di come viene generato può essere da: lavoratore dipendente, lavoratore autonomo, imprenditore o investitore. Si può passare da un quadrante ad un altro così come si può essere presenti su più quadranti anche se per fare i passaggi non è sufficiente il volerlo, ma occorre una giusta preparazione.

Essere informati e formati è la differenza che c’è tra sentirsi dire cosa fare con i propri soldi e sapere cosa fare con i propri soldi. Ancora una volta una questione di scelte. Tu cosa scegli?

 

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