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Educazione finanziaria per principianti

Educazione finanziaria per principianti

Educatore finanziario: la mia storia

Quando ho smesso di fare il carabiniere, ho iniziato a lavorare per una struttura finanziaria il cui compito era quello di agevolare l’accesso al credito delle aziende.
In un paio di anni avrò visto ed avuto a che fare con 500/600 aziende di ogni ordine di grandezza ed ovviamente con ogni tipo di problematiche.
Siccome sono curioso, ho sempre chiesto la storia dell’azienda e dell’imprenditore.
Insomma, gira che ti rigira nella maggior parte dei casi si trattava di persone che a malapena avevano finito la scuola dell’obbligo e facevano gli imprenditori con dipendenti laureati.
Mah! Strana sta cosa, mi sono sempre detto. Quello meno istruito che da lavoro a quello più istruito…

Che c’entra tutto questo con la finanza e gli investimenti? Porta un attimo di pazienza e seguimi in quello di cui ti voglio parlare.

Qualcosa non mi tornava, ma è rimasta latente nei miei pensieri per tanto tempo.

Poi ho iniziato a vedere che in banca, quando vai a chiedere soldi per finanziare l’acquisto di un immobile o di un progetto aziendale non ti chiedono quanti master hai fatto, l’elenco degli esami di laurea con i voti… ti chiedono la dichiarazione dei redditi!

 

Modello di educazione finanziaria per trovare un buon posto di lavoro

Questa cosa mi è diventata sempre più chiara leggendo, studiando ed applicando le nozioni di un formatore di cui sono un accanito seguace: Robert Kiyosaki.

Dunque, per tutta la vita mi sono sentito dire: vai a scuola prendi bei voti che così troverai un buon posto di lavoro… Questo è un modello educativo perdente.
Perché? Perché è contro il rischio.
Perché ti abitua ad un automatismo. Studi, il prof ti interroga, vieni premiato con un voto che ti gratifica.

Quindi nella testa si installa il programma, se fai questo succede quest’altro.
Un automatismo.
Come i cani di Pavlov. Conosci la storia dei cani di Pavlov? Ti invito ad approfondire il concetto del riflesso condizionato leggendo l’esperimento di Pavlov.
In estrema sintesi, Pavlov ha scoperto che alcuni cani reagivano alla fame indipendentemente da quanto tempo prima avevano mangiato semplicemente ascoltando il suono di una campanella a cui si erano abituati ed a cui avevano associato la consegna di cibo.

Un automatismo però non è un modello che premia l’iniziativa. È un modello che condanna l’errore. Quindi se non studi, prendi un cattivo voto e non troverai nessun posto di lavoro. Quindi automaticamente sei indotto a pensare che non vali niente.

Dunque se la scuola anziché premiare il percorso per la soluzione ad un problema, premia il risultato, eliminando la possibilità di sbagliare, vuol dire che ammazza l’iniziativa. Ma se non si può sbagliare a scuola senza condanna: che conseguenze ho poi nella vita quando l’errore avrà un peso ben diverso?

 

Modello di educazione finanziaria “identificazione dell’obiettivo”

Un modello aperto, a mio avviso, dovrebbe prevedere l’identificazione dell’obiettivo e rispondere ad una semplice domanda

Come posso fare, ovvero quale è il modo migliore per raggiungere quell’obiettivo?

Domande di questo tipo provocano una apertura mentale.
Domande di questo tipo ti obbligano a dover chiedere aiuto. Chiedere aiuto ad una o più persone mette in moto quella che si chiama alleanza di cervelli.
Cosa è una alleanza di cervelli? Te lo spiego con la mia esperienza.

Quando sono arrivato a Bologna come carabiniere mi sono iscritto all’università alla facoltà di economia. Mai avrei pensato che mi sarei laureato in corso. All’inizio non avrei scommesso nemmeno un euro. Però per me era un desiderio ed un obiettivo che mi ha fatto da faro durante tutto il percorso di studi.

Se però fossi stato da solo difficilmente ci sarei riuscito. La vera marcia in più è stata quella di essere insieme ad altre persone che vivevano la mia esperienza di studio e lavoro. Studiavamo insieme e quindi quello che da solo era difficile è diventata una cosa più facile ed affrontabile che ha permesso il raggiungimento dell’obiettivo.

Torniamo al nostro mondo. E che c’entra tutto questo che ti ho raccontato con il mondo degli investimenti?
Molto semplice. Segui l’ancoraggio mentale a cui siamo tutti, chi più chi meno, attaccati.

Vado a lavorare, guadagno, risparmio vado in banca o dal consulente e ti aspetti che succede qualcosa.

Sono stato bravo, (ho studiato) ho messo i soldi da parte ora mi aspetto la gratificazione ovvero tu banca fai qualcosa per me, mentre il mio compito è finito (io ho fatto tutto quello che dovevo fare). Motivo per cui le perdite non sono contemplate.

E qua casca l’asino!!!

 

Punti cardini dell’educazione finanziaria

  1. Ciascuno di noi ha le sue diversità. Patrimoni diversi, esigenze diverse, età diverse, sensibilità diverse. Quello che va bene a me potrebbe non andare bene per te.
  2. Non esiste l’investimento migliore o peggiore. Io ho i miei obiettivi, tu hai tuoi obiettivi. Se non sono chiari gli obiettivi e se non ti rispondi alla domanda “Come faccio per raggiungere quell’obiettivo?” come pretendi di poter capire quale investimento fa a al caso tuo?
  3. In ambito finanziario tendiamo tutti a farci un po’ gli affari propri. Modello perdente, ricordatelo bene. È come voler vincere le olimpiadi senza un allenatore. Tutti i modelli vincenti non sono mai modelli solitari, prevedono sempre la partecipazione ovvero il confronto di più soggetti. Vale nelle aziende come nello sport. Perché non dovrebbe valere anche per gli investimenti?
  4. Viviamo in un mondo che cambia alla velocità della luce. Pur trovando una forma di investimento che oggi risponde alle nostre esigenze, non è pensabile non occuparsene per niente.

L’educazione ad un modello ed un automatismo sbagliato e, a mio avviso, perdente, comporta come conseguenza l’incapacità e l’inibizione della scelta. Tanto vale nella vita quanto nelle possibilità di investimento.

Se non siamo stati educati a prenderci dei rischi, a valutarli e ad aprire l’orizzonte della nostra mente, quale può essere il riflesso in ambito finanziario?
Semplice, ho fatto quello che dovevo fare ora cerco qualcosa di “sicuro” (la gratificazione) e, siccome non sono capace di valutarne compiutamente i rischi, mi basta che da qualche parte ci sia scritto “capitale garantito, capitale assicurato” ed il problema si è risolto…

Dimenticandoci però di un paio di cose:

  1. il fatto che possa essere sicuro e garantito oggi non è detto che rimanga tale anche domani. L’impero romano era destinato all’eternità…
  2. il costo opportunità, ovvero a cosa sto rinunciando oggi che mi potrebbe dare maggiore soddisfazione del “sicuro”?

 

Coaching finanziario: educare finanziariamente

Per spiegarmi fino in fondo, non ti sto invitando al rischio. Ti sto invitando all’apertura mentale. Il rischio lo riduci acquisendo informazioni. Se padroneggi le informazioni capisci anche se ti puoi prendere o meno quel rischio.

Se il solo modello andare a scuola, prendere buoni voti e trovare un buon posto di lavoro fosse stato un modello corretto ed indiscutibile, non ci sarebbe nessuno che fa impresa e quindi saremmo tutti laureati che si aspettano che qualcun altro faccia qualcosa per loro. E ancora peggio, non esisterebbero aziende ovvero opportunità su cui investire.

Cosa vuol dire fare coaching finanziario? Vuol dire questo. Vuol dire fare un’alleanza di cervelli tra me e te rimanendo focalizzati su quello che sono i tuoi obiettivi cercando insieme una strada per raggiungerli!

Alla tua libertà!

 

2 pensieri su “Educazione finanziaria per principianti

    1. Grazie Mariaelisa! C’è molto lavoro da fare. Spesso non ci rendiamo conto che il cambiamento personale ha un impatto totalizzante nella vita privata, nel lavoro e anche negli investimenti che fanno parte della vita. Quanto riporto negli articoli è un percorso innanzitutto personale e che poi faccio con i miei clienti. Se credi sia stato utile, condividilo! Continua a seguirmi!

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