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Qual è la differenza tra prezzo e valore?

Prezzo e valore - Differenza

Mi ha chiamato un amico qualche giorno fa e, dopo i convenevoli, mi ha manifestato il suo disappunto e la sua amarezza perchè la sua banca ha deciso di aumentare il costo dei suoi servizi.
Beh chiaro, chi è contento di pagare? Direi nessuno! Siamo tutti felici solo di ricevere, mai di pagare!

Quindi ci siamo addentrati in un confronto a mio parere molto costruttivo.
Questa storia, di per sé banale, racchiude diversi aspetti importantissimi.

Il primo aspetto è il numero ovvero 1, 10 piuttosto che 100. Vuoi per il tipo di educazione che riceviamo, vuoi per abitudine, vuoi per non so quale ragione, siamo tutti portati a pensare (quando dobbiamo pagare) che 0 sia meglio di 1 e che 5 sia meglio di 10.

Qualcuno con il pensiero più evoluto si spinge a fare i confronti per cui, pensando di essere migliore di altri, tra due oggetti come ad esempio due pacchi di pasta, dice “Beh, sempre pasta è! Prendo questa che è più conveniente!” e sceglie quella che costa meno. Quindi l’unica discriminante è il prezzo.

 

E se oltre al prezzo valesse la pena valutare altri aspetti?

Infatti il secondo aspetto su cui mi voglio concentrare è quello del valore. Cosa vuol dire valore? Valore vuol dire cosa mi restituisce indietro quella cosa per cui sto pagando un prezzo. Nel caso precedente del pacco di pasta il valore è rappresentato dall’esigenza che devo soddisfare. Quindi il punto quale è?  Riempirmi la pancia spendendo il meno possibile?

Allora se quello è lo scopo probabilmente il criterio prezzo è corretto.
Ma se il punto fosse un po’ più “sofisticato” per cui iniziassimo a valutare altri aspetti come: mangiare in modo sano, valutare gli apporti nutritivi e la qualità di ciò che sto ingurgitando, ecco qui che il fattore prezzo viene assolutamente ridimensionato e diviene di importanza relativa.

Mi viene da sorridere quando sento parlare le persone che sono andate al ristorante.
Fanno a gara per raccontare le proprie esperienze e si pavoneggiano con l’altro interlocutore perchè sono stati in quel posto e per 20€ hanno ricevuto: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, frutta e anche da bere!
Domanda: che qualità aveva il cibo che hai ingerito se il gestore deve pagare le utenze, il personale, le tasse, le materie prime e poi ci deve pure fare profitto?

Ma torniamo al nostro punto di partenza: l’aumento del costo del servizio bancario.
Certamente non fa piacere.
Certamente non bisogna farsi andare bene tutto.

Ma il punto diventa un altro.
La differenza tra valore e prezzo.

 

La differenza tra prezzo e valore

A fronte del pagamento di un prezzo di qualche euro al mese quale è il valore che ottengo? Quali servizi mi mette a disposizione la banca? È funzionale? Mi risolve problemi e semplifica la vita?

Allora capisci bene che se le cose stanno così, e chissenefrega di pagare 3€ al mese?

Il vero punto per cui cerchiamo di spendere meno nasce da una esigenza giusta concepita però in modo completamente sbagliato. È chiaro che se nel mio recipiente ci entra una quantità fissa di denaro tutti i mesi non posso fare altro che cercare il modo di spendere meno. Che implicazioni ha questo modo di pensare?

Il problema di concentrarsi sullo spendere meno e basta, fa venire meno altri aspetti importanti come ad esempio la qualità oppure il tempo. 

Già, il tempo. Risorsa finita per definizione. Quanto di più importante possiamo avere. Però preferiamo lasciare la macchina a 4 chilometri di distanza per non pagare un euro o forse due di parcheggio piuttosto che ragionare in termini di risparmio di tempo che possiamo impiegare in altro modo.
Questo semplicemente per dire che:

Il cercare ad ogni costo ciò che costa meno ci fa entrare in un tipo di ragionamento dove piuttosto che essere aperti alla grandezza, alla bellezza e alle possibilità che ci offre la vita, ci concentriamo sul piccolo facendoci rattrappire ed involvere su ciò che desideriamo.

Perché dico che è un problema educativo? Perché fin da quando siamo piccoli, la cultura ed il sistema ci hanno soggiogato alle regole.
Vedi un bambino che gioca con le costruzioni, fa un bellissimo castello e ingenuamente gli chiedi “Sarà la tua casa quando diventerai grande?”, il bambino fiero e certo di se risponde “certamente! La voglio costruire proprio cosi!”.
Poi succede che il bambino diventa grande e si rende conto che l’adulto lo ha preso per il culo (scusa il termine, ma rende bene l’idea).
Deve rinunciare al suo sogno.

E perchè mai un bambino deve rinunciare al suo sogno? Solo perchè non è abituato a pensare in grande? Solo perchè tu avevi dei sogni e diventando grande ti sei reso conto che non li potevi raggiungere? Solo perchè per deformazione gli abbiamo messo nella testa che se costa troppo allora “Non me lo posso permettere!” piuttosto che “Come faccio per poter arrivare dove voglio arrivare?”

Certo che se come esempio ha dei genitori che spendere 1 è meglio che spendere 5, senza valutare per cosa si stia spendendo il denaro allora ovviamente è vietato sognare.
Ma allora diciamoglielo subito ai bambini, senza prenderli in giro! Inutile regalargli il modellino della Ferrari per poi dirgli qualche anno dopo “ma questa non te la potrai permettere!”.
Anche 1 solo euro, buttato in mezzo alla strada è sprecato. Perché? Perché il valore che mi da indietro è nullo! Quindi il valore non può essere rappresentato dal numero!

 

Il prezzo è ciò che pago, il valore è ciò che ottengo

In definitiva il prezzo è ciò che pago, il valore è ciò che ottengo.
Per chiarire ancora meglio questo concetto utilizzo un esempio. Se per un corso professionale spendessi 500€, quello è il prezzo che sto pagando per quel corso. Ma se finito di fare quel corso avessi poi la possibilità di trovare un lavoro da 1500€ al mese quello sarebbe il valore del corso per cui ho pagato il prezzo da 500€.

Un altro esempio? Bene. Immagina di essere nel deserto. Sei disidratato, stai morendo di sete. Incontri l’unico venditore di acqua. C’è un problema. Un bottiglia di acqua bella fresca te la vende per 50.000€. Prendere o lasciare. Cosa faresti? No, non la prendo perchè costa troppo. Non me lo posso permettere! Oppure ti faresti camminare la testa per recuperare quei 50.000€ che in quella situazione per te fanno la differenza tra la morte e la vita?

Chiara la differenza tra prezzo e valore?
Certo che se mi fermo al prezzo per qualcuno è tanto, per altri è poco.

La stessa cosa la potrei dire per qualsiasi professionista (commercialista, avvocato, architetto). Il punto non è mai quanto mi costa, ma che problema mi risolve? Quanto tempo ha impiegato e che investimento ha dovuto fare per fornirmi quella soluzione? Quanto tempo risparmio affidandomi ad un professionista? Il che ovviamente non significa che un professionista in quanto tale abbia diritto a qualsiasi prezzo insindacabile per la sua parcella.

 

Il prezzo e il valore degli investimenti

Ora, se volgiamo il nostro sguardo sugli investimenti si capisce che prima o poi ci si trova a fronteggiare sempre la stessa mentalità. Non si risparmia perchè “non me lo posso permettere, come faccio? Ci sono i conti da pagare”. Difficilmente ci si pone nell’ottica “Come posso fare per.. (ad esempio) aumentare le mie entrate e risparmiare di più?”. Cambiando la domanda e l’atteggiamento si predispone la mente ad una apertura. Si predispone la mente in un atteggiamento di ricerca. E la ricerca prima o poi conduce ad un esito perchè ci pone consciamente ed inconsciamente in una condizione che deve essere soddisfatta.

Questo è il grande potere della nostra mente.

Ti lascio con una frase di R. Kiyosaky su cui riflettere:

I ricchi investono i loro soldi e spendono ciò che rimane.
I poveri spendono i loro soldi e investono ciò che rimane.

Che rapporto hai con i tuoi investimenti? Con il tuo lavoro? Con le tue entrate? Con le tue spese? Ma soprattutto con i tuoi desideri?
Alla tua felicità!

 

 

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