Trading online - Come evitare le trappole

Trading on line. Attività lavorativa affascinate, bella, curiosa che ti permette di entrare in logiche ai più sconosciute.

È facile farsi ingolosire dalle molte pubblicità presenti sul web.

La prima domanda che verrebbe da porsi però è: se si tratta di un’attività lavorativa come un’altra, perché non si trovano le stesse pressanti ed ammalianti pubblicità per altri lavori come: commercialista, avvocato, elettricista o imbianchino? Provo a farti capire come evitare la trappola.

Trading on line. Come evitare le trappole

Prima di entrare nel merito, desidero innanzitutto segnalarti alcune cose che in pochi ti dicono del trading on line.

No, non sono di quelli che dicono che è tutto una fregatura, che è tutto una messinscena. Occorre per il tuo bene che tu sappia alcune semplici cose sul trading online.

  1. Il trading on line è un’attività lavorativa. Come ogni attività lavorativa per essere intrapresa necessita di tempo, studio, investimento. Forse più delle altre attività lavorative.
  2. Per fare trading on line occorrono soldi da dedicare all’attività. Così come un albergatore ha bisogno di un albergo, un bagnino della spiaggia, un panettiere del forno, un trader ha bisogno di un capitale da destinare a questa attività e deve essere in grado di gestirlo.
  3. Il trading online non è una attività per tutti. Bisogna essere in grado di comprendere se si è portati o meno per questa attività. Da un punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto psicologico. Non tutti sono portati per fare i medici, gli avvocati o i commercialisti o altri lavori. Penso tu possa avere mille esempi da farmi di persone che si ritrovano a fare un mestiere che non piace o per cui non sono portate. I risultati spesso sono mediocri se non disastrosi. La stessa identica cosa vale per il trading on line.
  4. C’è chi dice che il mercato sia manipolato, che le banche pilotano le operazioni. Può essere, non ho elementi per escludere questo. Ma posso certamente dirti che l’unica differenza la fai tu e la tua capacità di non dare al mercato la possibilità di toglierti i soldi.

Trading on line. Cosa ti aspetti?

Qualche giorno fa mi ha contattato un amico, che mi rappresentava le sue perplessità rispetto al suo contratto di mutuo su cui aveva ottenuto un miglioramento delle condizioni.

Su un residuo di 100.000€ circa è riuscito ad ottenere una riduzione del tasso di interesse dal 3% al 2%.

Durante la chiacchierata mi manifesta il suo rammarico perché se avesse ottenuto prima tale riduzione avrebbe potuto risparmiare una montagna di soldi.

A questa affermazione, scoppio involontariamente in una risata, è gli dico “Scusa, ma sai quanto incide l’1% su base annua in regime di capitalizzazione semplice? Appena 1000€ su base annua…” La sua risposta è stata altrettanto sorprendente “Ma davvero?”. Si.

Perché scrivo un articolo sul trading e parlo di mutui?

No, non ti voglio confondere le idee.

Seguimi nel ragionamento e tra un po’ ti svelerò tutto.

Il motivo per cui ti ho voluto parlare di questo episodio risiede nel fatto che in altri ambiti diamo una giusta importanza ai costi che dobbiamo sostenere, cosa che nel trading viene abbondantemente sottovalutata e tra un po’ ti farò capire il motivo.

Più volte, negli ultimi articoli, ho evidenziato il fatto che viviamo in un’epoca in cui è molto difficile trovare dei ritorni dai propri investimenti finanziari per tutta una serie di motivi macroeconomici a meno che non si valutino alcuni investimenti alternativi sempre tenendo d’occhio la composizione e la diversificazione del proprio portafoglio.

Fatta questa premessa allora ti chiedo: se fai trading, quale è il rendimento atteso che ti aspetti dalla tua attività?

Trading on line: l’importanza di gestire le posizioni ed il rischio.

Riprendendo quanto ho affermato prima, ovvero che il trading per essere fatto necessita di capitali, voglio entrare nel pratico.

Quello che dico sempre ai ragazzi che mi seguono è che per iniziare occorrono almeno 10.000€. Si lo so che ti starai chiedendo: ma come? In giro ho trovato delle pubblicità che dicono che occorre molto meno..

Ti chiedo solo un po’ di pazienza. Seguimi nel ragionamento.

Supponiamo quindi che il capitale a disposizione per questa attività sia di 10.000€.

I mercati finanziari sono aperti durante l’anno dal lunedì al venerdì per circa 200 giorni lavorativi ovvero il numero di giorni in cui è possibile fare trading.

Supponiamo quindi che inizi ad operare il primo giorno e perdi 50€. Beh, puoi pensare, tutto sommato ci sta, lo sappiamo tutti che non esistono tecniche infallibili e che quindi le perdite fanno parte del mestiere.

Il ragionamento è più che corretto ovviamente. Ma ti voglio far notare un’altra cosa. 50€ su un capitale di 10.000€ incidono per lo 0,5% su base giornaliera.

Lo 0,5% moltiplicato per 200 giorni di operatività presenti in un anno restituiscono la bellezza di un tasso di interesse del 100%!

Quindi ora ti chiedo, sottoscriveresti mai un prestito in banca al 100% di interesse? Molto probabilmente no, ti sei quindi reso conto che perdere solo 50€ in un giorno corrisponde di fatto ad una cifra mostruosa su base annua (prova a pensare o a calcolare il risultato che viene fuori se la perdita fosse di 150/200€).

Trading on line. Che rendimenti ti aspetti?

A questo punto, però ti chiedo, quale è il rendimento atteso che ti aspetti di guadagnare su base annua? Il 30%? Il 40%? Ma si esageriamo, diciamo l’80%?

Ok, diciamo che l’80% sia l’obiettivo su base annua da raggiungere.

L’80% di 10.000€ sono 8.000€. 8.000€ diviso 200 giorni di mercati aperti fanno “appena” 40€ al giorno.

Da questo semplice ragionamento, comprendi che bisogna saper dosare molto bene la “forza” con cui vengono eseguite le operazioni.

Un capitale di 10.000€ ti consente di esporti in maniera sovradimensionata rispetto a quello che effettivamente dovresti e potresti fare per raggiungere il tuo obiettivo.

Infatti ti consentirebbero di fare operazioni di controvalore superiori anche 50 volte il capitale a tua disposizione utilizzando l’effetto leva. I

l problema però è che è possibile guadagnare su un capitale molto superiore, ma anche perdere! Proviamo a ricavarne qualche suggerimento pratico:

  1.  La leva ti leva (come dice un mio carissimo amico che ha vinto con me la competizione di trading nel 2014 con un risultato da capogiro). Questa banale affermazione vuol dire che bisogna avere la capacità di stabilire l’esatta grandezza dell’operazione da eseguire.
  2. Stabilire un obiettivo su base annua che sia raggiungibile e ricondurlo su base giornaliera in modo da comprendere bene i risultati positivi o i limiti negativi raggiunti nella giornata.
  3. Stabilire, in funzione del punto 2, l’entità della perdita massima sostenibile.

Come hai potuto notare, non mi sono soffermato sulle tecniche. Ognuno ha il suo modo.

Bisogna prendere coscienza che in questo tipo di attività non esiste l’infallibilità così come non esiste in nessun campo della vita.

Non esistono avvocati che vincono sempre tutte le cause come non esistono squadre di calcio che vincono tutte le partite… e potrei andare avanti all’infinito.

In questo mestiere l’unico che fa la differenza sei solo ed esclusivamente tu. Io posso essere disponibile a seguirti, fornendoti tutta la formazione di cui necessiti, ma alla fine ci sono delle regole marmoree che solo ed esclusivamente tu puoi rispettare.

Nessun altro può farlo al posto tuo.

È un mondo strano questo, trovi incantatori di serpenti ovunque che ti fanno sembrare tutto facile. Io ho deciso invece di dirti la verità, anche se può risultare scomoda. Tu, da che parti stai invece?

A presto!

4 Commenti

  1. Ciao Roberto, articolo interessantissimo che condivido in pieno. Il Trading non e’ facile, bisogna essere molto documentati e preparati e scegliere il miglior broker in base alle proprie esigenze. Un saluto

    • Buonasera Gio, grazie per il suo commento. Che il broker debba essere affidabile non c’è dubbio, ma direi che ci sono aspetti ben più importanti da tenere in considerazione.
      Buona serata!

    • Le sconsiglio vivamente di affidarsi a questo genere di iniziative. Il mio punto di vista è che il trading, in quanto attività imprenditoriale, non è delegabile a terzi. Quindi o impara a farlo in prima persona, oppure eviti di utilizzare rapporti gestiti da terzi. Alcuni clienti in passato si sono affidati a queste società ed il risultato è sempre stato perdente. Difficile quindi credere sia stato solo un caso.

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