La banca morta

Il sistema creditizio sottopone aziende e clientela privata a dover rispondere a dei rigidi requisiti per l’accesso al credito e vengono giustamente fatte tutte le verifiche di rito.

Tali verifiche occorrono per appurare che il cliente sia più o meno affidabile ovvero in grado di rimborsare il prestito.

Peccato però che così tanta rigidità e integrità non viene conservata dalle banche quando devono collocare i loro prodotti ed invitano i clienti a sottoscrivere polizze, azioni e obbligazioni della stessa banca, vediamo alcuni casi.

Monte dei Paschi di Siena

È una realtà da tutti conosciuta, lo scorso mese di giugno aveva lanciato un aumento di capitale sociale: bruciato! L’attuale capitalizzazione di borsa è inferiore di quanto raccolto lo scorso anno e quindi serve un altro aumento di capitale sociale!

Banca Popolare Etruria

È stata sottoposta a commissariamento, in questi giorni, da parte di Banca d’Italia a causa delle rilevanti rettifiche sul portafoglio crediti.

UBI Banca

Altra banca che chiuderà il bilancio del 2014 in rosso sempre a causa della svalutazione crediti in portafoglio.

Banca Popolare Emilia Romagna

Niente dividendo per gli azionisti quest’anno ed è prevista la chiusura di ben 130 sportelli entro il 2017 con conseguenti licenziamenti di circa 800 persone.

Altre banche “virtuose”

Non dimentichiamo anche nell’elenco altre banche “virtuose” come CARIGE, Banca Marche, Tercas, Carichieti e l’elenco potrebbe essere molto lungo.

Razionalmente comprendiamo che queste realtà di certo non brillano da un punto di vista aziendale.

Non facciamo però altrettanto quando ci viene richiesto di sottoscrivere un aumento di capitale sociale per la “banca del territorio” o di investire in una delle loro “sicurissime” obbligazioni subordinate.

Non si capisce quindi perché il rischio di credito la banca lo deve valutare scrupolosamente per affidare un cliente.

Allo stesso modo non vengono messe nelle stesse condizioni i risparmiatori quando devono “prestare” i loro soldi nelle diverse forme (azioni, obbligazioni, ecc..) alla banca.

Le stesse banche se dovessero valutare loro stesse in base ai dati di bilancio, non se li presterebbero i soldi!

Tanto per fornire un parametro di riferimento, oggi le obbligazioni investment grade quotate in euro hanno rendimento pari allo 0% su scadenze fino anche a 10 anni…

Avete letto bene: investite per non avere alcun ritorno se non addirittura in alcuni casi negativo cioè avere una perdita certa sull’investimento effettuato.

Se le cose stanno così, vuol dire che il mercato reputa corretta tale situazione e quindi la domanda da porsi è:

Perché c’è qualcuno (spesso investitori istituzionali) disposto ad investire con rendimenti negativi mentre quell’emittente mi offre un rendimento positivo e superiore agli altri?

Quando si valutano degli investimenti occorre valutare molto bene ciò che si sta facendo e non farsi trarre in inganno dal rendimento, ricordando che il rendimento è l’altra faccia della medaglia che si chiama rischio…

Se qualcuno vi offre di più, vuol dire che rischiate di più, anche se in apparenza non si vede!

Il suggerimento operativo è quindi quello di stare alla larga dai prodotti e dalle banche sopra citate.

Anche se il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi ha recentemente affermato che il sistema bancario italiano è solido…

Ma a quanto sembra il mercato la pensa diversamente.. Guardate la probabilità di insolvenza (fallimento) del Monte dei Paschi di Siena ad 1 anno:

Monte dei Paschi di Siena - Probabilità di insolvenza

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