Educazione finanziaria. Incontro e parlo con tante persone: amici, curiosi, clienti. Tutti naturalmente cercano investimenti tranquilli che però possano fruttare qualcosa ma senza prendersi rischi. E’ da tempo che provo a spiegare la situazione paradossale e complicata che stiamo vivendo.

PERCHE’ INVESTIAMO I NOSTRI SOLDI?

La necessità di investire, deriva principalmente dal fatto di voler proteggere i propri sudati risparmi dall’inflazione ovvero da quel fenomeno che riduce il potere di acquisto reale e quindi la forza dei nostri soldi. Oltre a questo sarebbe opportuno identificare degli obiettivi della propria vita da realizzare (comprare una casa, una macchina, fare dei viaggi, ecc…). La prima parte del problema negli ultimi mesi è stata sostanzialmente eliminata poiché l’inflazione è diventata un illustre sconosciuto. Quindi non c’è bisogno di investire per proteggere i propri risparmi. Purtroppo la conseguenza delle politiche accomodanti messe in piedi dalle banche centrali rende difficile anche la realizzazione della seconda parte del motivo per cui si investe ovvero la realizzazione dei propri obiettivi. Mi spiego meglio. Se il mio obiettivo è comprare una casa che costa 110 ma io ho solo 100 se investissi il mio patrimonio al 5% su base annua, nel giro di due anni il mio obiettivo sarebbe realizzato. La conseguenza infatti delle politiche accomodanti messe in piedi dalle banche centrali ha comportato una compressione dei tassi di interesse. Il comparto obbligazionario rende quindi lo 0% su base annua. Quindi il paradosso è dettato dal fatto che io investo i miei soldi per avere un rendimento nullo.

Cosa significa sicurezza di un titolo?

Uno degli asset finanziari che il mercato considera tra i più sicuri è il titolo di stato tedesco ovvero il bund. Comprare un bund con scadenza a 10 anni oggi, se tenuto fino alla sua naturale scadenza, comporta una perdita secca. Cioè investo i miei soldi e tra 10 anni sono certo di riprenderne meno. Rileggi quest’ultima frase che è molto importante. Te la riscrivo. Se investo i miei soldi in un bund tedesco tra 10 anni sono certo di riprenderne meno del capitale investito. La chiave di quest’ultima frase è “sono certo”. Quindi il mercato mi fa pagare la certezza di rientrare molto probabilmente in possesso dei miei soldi. Attenzione però! Questa certezza a scadenza non vuol dire che se vendo lo strumento prima della sua scadenza non possa incorrere in perdite anche del 20%.

Educazione finanziaria, vuoi sapere perché se investi in un titolo sicuro puoi perdere soldi?

Ti spiego perché avviene questa dinamica. Se io compro una obbligazione a 106 che ha una cedola annua del 6% e questa obbligazione scade tra un anno per cui riceverò come rimborso il valore nominale di 100, il rendimento dell’obbligazione è pari allo 0%. La compro a 106, ma a scadenza mi rimborsa 100 quindi registro una perdita certa di 6. Alla scadenza però incasserò anche una cedola di 6. Quindi pago il titolo 6 punti in più rispetto al valore di rimborso, il titolo mi genera un rendimento di 6 quindi a scadenza otterrò nuovamente i 106 che ho investito all’inizio.
Se però durante questo periodo venissero aumentati considerevolmente i tassi, la quotazione del titolo che abbiamo comprato potrebbe passare dai 106 a 90 (è un esempio per farti capire). Se quando quota 90, prima della sua naturale scadenza decido di venderlo, registrerò una minusvalenza ovvero una perdita. E’ chiaro che se tu lo tieni fino alla sua scadenza vale il ragionamento fatto sopra. Ma se per mille ed una ragione hai necessità di vendere quel titolo registri una perdita. Con questo spero di averti fatto capire che comprare un titolo sicuro non vuol dire in senso assoluto non andare incontro a delle perdite. Forse ti starai chiedendo per quale motivo cerchiamo investimenti sicuri. Per questo però, se non lo hai ancora fatto, ti invito a leggere la guida che puoi scaricare da qui:

Investimenti sicuri: esistono davvero? – Una guida gratuita in pdf

 

Che titoli hanno gli italiani in portafoglio (senza educazione finanziaria)?

Questa domanda a questo punto era d’obbligo. Le ricerche dicono che in generale gli investitori snobbano le banche ovvero cercano di evitarle come la peste. Paradossalmente però lo strumento più diffuso presente nei portafogli dei risparmiatori italiani, sono le obbligazioni bancarie subordinate! Cioè lo strumento finanziario che, a causa dell’introduzione del bail in (se non sai cos’è leggi questo articolo), rischia di farti perdere tutti i soldi investiti come peraltro è già successo ai clienti di Banca Marche, Popolare Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti. Sicuramente queste conseguenze non erano prevedibili anni fa, ma certamente questo dato evidenzia una confusione latente che c’è tra i risparmiatori. In particolare dalla ricerca effettuata dalla Consob, è emerso che solo una piccola minoranza comprende gli effetti di una idonea diversificazione mentre una buona metà degli intervistati non riesce a comprendere la relazione fra rischio ed investimento dichiarandosi di sposta ad investire in strumenti a basso rischio ed alto rendimento (praticamente un binomio impossibile!).

Come è possibile fare scelte corrette: educazione finanziaria.

I nodi principali legati alla risposta di questa domanda sono sostanzialmente 2:

  1. Una corretta diversificazione.
  2. Una adeguata educazione finanziaria.

Per quanto riguarda il punto 1, diversificare correttamente significa valutare tutte le implicazioni e le correlazioni connesse agli investimenti. Per esempio ad un risparmiatore italiano io suggerisco di ridurre drasticamente l’esposizione nei confronti del sistema Italia per due motivi: il primo motivo perché vivendo in Italia un individuo è già esposto al sistema Italia. Il secondo motivo è di natura tecnica: il debito pubblico è ormai al 140% ed aumenta alla bellezza di 3000€ al secondo… Non so fino a quando sia sostenibile questa situazione ma credo sia meglio abbandonare la nave prima che affondi.

Per quando riguarda il punto 2 occorre essere consapevoli e ben informati per comprendere cosa si sta facendo. Dico sempre ai miei clienti che se un prodotto od uno strumento finanziario non è stato compreso pienamente non deve essere sottoscritto. L’architettura di un portafoglio finanziario è come l’arredo di una casa. In genere l’arredo di una casa non è casuale ma ci sono precisi motivi per cui una persona ha quel tipo di quadro, quelle sedie, quel tavolo. Attraverso una buona educazione finanziaria, come ho scritto in questo articolo, è possibile quindi poter gestire meglio anche il proprio patrimonio.

Continua a seguirmi e lasciami un tuo commento! Ti risponderò volentieri!

Al prossimo articolo!

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