Promotori finanziari truffatori
Promotori finanziari truffatori

Promotori finanziari. È di qualche giorno fa la notizia del rintraccio e conseguente arresto di una promotrice finanziaria ricercata da diverso tempo che aveva pensato bene di appropriarsi dei soldi dei clienti.
Lungi da me sollevare il vespaio tra la differenza dell’attività svolta da un promotore finanziario e quella di un consulente finanziario indipendente, argomento di cui tra l’altro mi sono occupato in un precedente articolo dove mettevo in luce proprio la relazione tra cliente e consulente finanziario indipendente.
Posto che non condivido affatto né la professione né tanto meno il modello su cui si basano le reti di promotori finanziari delle banche, devo comunque rilevare che all’interno di alcune strutture operano amici come Manuel, Simone e Giuseppe (non metto i cognomi per motivi di privacy e nemmeno la banca per cui lavorano che non ha bisogno di pubblicità) che sono delle persone di un certo spessore professionale che fanno bene il loro lavoro.

Promotori finanziari: differenze col consulente finanziario indipendente

Rispetto alla notizia, certamente la signora promotrice non sarà né la prima né l’ultima ad essere beccata con le mani sporche di marmellata e a mettere in difficoltà molte persone.
Certamente una cosa di questo genere non può accadere ad un consulente finanziario indipendente che svolge seriamente il suo lavoro in quanto mai e per nessuna ragione entra in contatto con il patrimonio del cliente.

Oltre all’onesta e alla professionalità del proprio interlocutore, siamo sempre sicuri che la responsabilità sia sempre e solo dell’operatore finanziario? Non intendo di certo difendere i truffatori, ma se pensiamo alla favola di Pinocchio, l’ingenuo burattino fu raggirato poiché gli fu promesso, dal gatto e la volpe, che piantando i soldi per terra si sarebbero moltiplicati… Il resto della storia la conoscete.

Allora occorre sempre avere un contatto con la realtà. La realtà di questi mesi è che le obbligazioni, ad esempio i titoli di Stato italiani, rendono su 10 anni la bellezza dell’1,73%. Se poi volete un emittente più sicuro allora siamo nell’ordine dello 0% se non addirittura negativo ovvero a scadenza ritirate un capitale inferiore a quanto versato.

Discorso diverso se uno accetta consapevolmente di assumersi un rischio superiore e quindi punta su investimenti finanziari differenti dalle obbligazioni classiche come le commodities, le azioni, le obbligazioni in valuta estera o le obbligazioni spazzatura (high yeld).
Quindi inutile approcciare un consulente finanziario indipendente o un promotore facendo la solita fatidica affermazione: “Mi accontento di un 5% senza rischiare e quindi su un investimento sicuro”.
A parte la contraddizione etimologica della frase “investimento sicuro”, pur volendo adottare un minimo di tolleranza, possiamo dire che nel 2015 non esiste un investimento sicuro con una rendita del 5%!
Quindi se non esiste è evidente che non bisogna credere alle sirene incantatrici che millantano investimenti miracolosi:

il rendimento è sempre il rovescio della medaglia in cui dall’altra parte troviamo il rischio!

Ma soprattutto basta ricordarsi di una banale, ma sempre vera affermazione che vige nel mondo della finanza: Non esistono pasti gratis! Che vuol dire che se qualcuno offre di più non si vede, ma c’è maggior rischio!

E allora, i truffatori ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre ma il cliente perché cerca rendimenti che non sono in linea con la realtà?
L’altra domanda diventa quindi: Se il mio patrimonio rende il 5%, il 10% o anche il 100% come cambierà la mia vita? Guadagnare fa piacere a tutti, ma se risponderete sinceramente a questa domanda vi renderete conto che la risposta probabilmente vi colpirà… anche perché chi è ricco continuerà ad esserlo al netto del rendimento del suo patrimonio e chi non lo è sicuramente starà meglio ma non più di tanto… E quindi di conseguenza si ritorna al discorso degli obiettivi che ho trattato in questo precedente articolo dove spiego che i soldi sono un mezzo ed un mezzo serve per raggiungere una destinazione.

Aldilà di tutto però, credo che le persone cerchino un rendimento superiore e si lascino incantare dall’immaginario perché viviamo in una società che spesso basa le sue radici sul superfluo, che spesso in coscienza sappiamo essere tale, ma diventa di primaria importanza.

E quindi la nostra mente si perde in sentieri impervi e comincia a fantasticare “…Beh se avessi 100000€ in più potrei comprare questo o quello… in fondo anche se si rischia di più vuoi che succeda proprio a me?” …

Vi riporto lo stralcio di un discorso del presidente uscente dell’Uruguay, Pepe Mujica, persona di grandissimo spessore umano oltre che politico.

“A guidare la vita di ciascuno deve essere il principio della sobrietà, concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere. Lo spreco è [invece] funzionale all’accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte”.

 

Che rendimento ti aspetti dal tuo portafoglio? Gli strumenti che hai in portafoglio servono ai tuoi obiettivi oppure al tuo immaginario?

Contattami senza alcun impegno per un confronto!

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