Profilo di rischio serve a te oppure serve alla banca

Profilo di rischio, argomento spinoso che voglio trattare in questo articolo.
Il profilo di rischio nasce, o almeno dovrebbe nascere, come tutela del risparmiatore. In sostanza in funzione delle conoscenze dell’investitore gli dovrebbe essere più o meno consentito di fare o non fare un certo tipo di investimenti.

Profilo di rischio: cosa accade nella realtà?

Da un punto di vista pratico quindi succede che quando apri un nuovo rapporto bancario oppure ne sei già in possesso ma inizi ad investire, la banca ti sottopone un questionario.
Un questionario, ovvero delle domande, che più o meno sono simili da banca a banca. Tipo:

  • “Quante operazioni hai fatto nell’ultimo anno?”
  • “Se compri una obbligazione in dollari sei sottoposto al rischio cambio?”
  • “Quante azioni ci sono nel FTSE MIB?”

E altre domande simili.

Spesso e volentieri però, il questionario viene precompilato dalla banca in modo da non farti avere la scocciatura della compilazione.

Quindi l’operatore di turno si limita a chiederti una firma qui, qui e qui. E tutti sono a posto. In modo particolare la banca che in questo modo ti può rifilare alcuni strumenti come azioni non quotate della banca stessa, obbligazioni non quotate e/o strutturate emesse dalla banca stessa ed altri strumenti di questo tipo…

Profilo di rischio e strumenti finanziari.

Nel modo appena narrato quindi in sostanza non sai cosa hai firmato. Perché ti fidi di quella persona che lavora li da tanti anni.

Peccato però che molti degli strumenti che le banche hanno bisogno di venderti (azioni non quotate, obbligazioni non quotate e/o strutturate) prevedono un livello di conoscenza elevato. Prevedono quindi un profilo di rischio alto, oppure dinamico, oppure non so come lo chiama la tua banca.

Quindi per poterti rifilare i loro prodotti e strumenti, alcune banche ovvero alcuni operatori, hanno necessità che il tuo profilo di rischio sia necessariamente alto.

In questo modo, tu firmi un documento compilato da altri da cui viene fuori un grado di conoscenza che non corrisponde alla realtà. Stai quindi consegnando una manleva alla banca. In questo modo se qualcosa dovesse andare storto la colpa non è certo della banca ma tua perché hai dichiarato una competenza superiore a quella che effettivamente hai.

Profilo di rischio: alcuni suggerimenti.

Quindi affinché il profilo di rischio sia adeguato alle vostre esigenze e conoscenze, vi suggerisco i seguenti accorgimenti:

  • Non firmare mai un documento che non hai compilato interamente tu;
  • Per quanto noioso, palloso, inutile e lungo possa sembrarti compilare questo documento lo devi fare tu in prima persona;
  • Aldilà di quale possa essere il tuo profilo di rischio, ricordati sempre che la tutela negli investimenti è solo nelle tue mani. Cosa vuol dire? Semplice. Fai un investimento se e solo se lo hai compreso in tutti i suoi aspetti. Altrimenti non lo devi fare. Mai per nessuna ragione.
  • Sii onesto con te stesso. Alcune persone dichiarano di avere un profilo di rischio elevato. Purchè le cose vadano bene. Poi appena ci sono un paio di giornate negative, automaticamente il profilo di rischio diventa conservativo. Comincia l’ansia, l’angoscia di perdere e il pentimento per aver fatto quella operazione…
  • Stesso discorso ovviamente vale per l’orizzonte degli investimenti. Tutti o quasi dichiarano come orizzonte temporale un medio lungo termine. Poi il primo giorno che la borsa fa -2% iniziano ad andare nel panico… Telefonano al consulente, ricercano le notizie sul web…

Profilo di rischio e strumenti alternativi.

A questo punto quindi, per poterti far stare tranquillo ed immune dalle variazioni di mercato, l’industria finanziaria ti propone il meraviglioso strumento a capitale protetto, garantito, all’inizio, alla fine e venghino venghino siore e siori ti potrei proporre un investimento anche senza capitale… così non rischiate proprio nulla! Ovviamente scherzo…

Però il famoso strumento a capitale protetto, garantito ecc… Spesso coincide con le polizze “PORHED LINK” ovvero quegli strumenti assicurativi nel cui interno viene inserita ogni porcheria che il mondo finanziario ha partorito (fondi di fondi, certificati, ecc..)…. Ma tanto tu sei tranquillo perché il capitale è garantito, anche se paghi il 15% di commissioni all’anno e non lo vedi o non lo sai.

Immancabile naturalmente il suggerimento da parte della tua banca oppure delle poste, che si raccomandano di portare l’investimento a scadenza… Casomai ti accorga che dopo 5 anni, se fai di testa tua, scopri che se smonti l’investimento non riprendi nemmeno i soldi versati…

Profilo di rischio: serve?

Alla fine forse vuoi sapere cosa penso del profilo di rischio.

Penso che sia una di tutte quelle cose burocratiche non dico inutili, ma certamente di dubbia utilità. Alla fine il problema è quasi sempre lo stesso: cosa ci dobbiamo fare con i soldi? Tra quanto tempo devo realizzare quell’obiettivo? E naturalmente il profilo di rischio non può essere forzato in modo da poter investire su strumenti più rischiosi… Che da un lato ti possono dare un maggiore guadagno.. Dall’altro ti espongono a rischi che magari non puoi e non vuoi prenderti.

A proposito degli investimenti sicuri, sul perché sono tanto cercati e amati… Hai visto il mio ultimo video?

Alla prossima!!

Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Indipendente.

 

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