P.I.R. piano individuale risparmio convengono

P.I.R. piani individuali risparmio… In molti mi hanno scritto chiedendomi un parere. Prima di esprimere un parere, vediamo cosa sono questi P.I.R. piani individuali risparmio.

Naturalmente mai migliore acronimo fu azzeccato per capire subito di cosa stiamo parlando…

P.I.R. Piani Individuali Risparmio: cosa sono?

I P.I.R. Piani Individuali Risparmio, sono un eccellente ritrovato per far confluire (spintaneamente) denaro sulle piccole medie imprese italiane.

Detto in altri termini, essendo lo Stato incapace di sostenere l’iniziativa privata (quella delle aziende per intenderci) che viene massacrata da ogni punto di vista, qualcuno ha pensato bene di introdurre i P.I.R. piani individuali risparmio.

Attraverso i P.I.R. viene fatto confluire denaro sulle azioni ed obbligazioni delle piccole e medie imprese italiane quotate. Ogni singolo P.I.R. piano individuale risparmio, deve essere mantenuto almeno 5 anni e non può superare i 30 mila euro di investimento. Ogni singolo investitore non può superare i 150 mila euro di investimento complessivi.

Ma naturalmente la pillola doveva essere indorata per ingolosire il risparmiatore italico massacrato dalle imposte e quindi, udite udite, chi se lo tiene 5 anni ed ha la fortuna di chiudere in guadagno non pagherà l’imposta del 26% sulla plusvalenza!

Wow! Una gallina dalle uova d’oro! Certamente una favolosa opportunità per le case di gestione che hanno subito creato prodotti pronti all’uso carichi di costi e commissioni.

Non gli sarà sembrato vero a questi signori… 5 anni di commissioni garantite addirittura dallo Stato che in nome di un risparmio fiscale tanto caro agli italiani praticamente ti obbliga a tenerti uno strumento finanziario per 5 anni!

Che dire… favoloso per tutti tranne che per i risparmiatori!

P.I.R. Piani Individuali Risparmio perché no?

Da un punto di vista strutturale, la cosa potrebbe anche essere intelligente… Ma tutta la loro validità i P.I.R. la perdono in quanto il risparmiatore è obbligato ad investire in una cerchia circoscritta di strumenti finanziari.

E’ un po’ come obbligare una persona a mangiarsi una cosa che non gli piace.

Il vero problema è che qui non parliamo tanto di mi piace o non mi piace ma di investimenti validi o non validi? utili o non utili? aziende sane o non sane?

Tu ti compreresti una cosa che non ti serve solo perché magari dopo 5 anni non ci andresti a pagare l’iva?

Ma soprattutto il risparmio fiscale si ottiene se si ha la fortuna di chiudere in guadagno dopo 5 anni… E se si dovesse chiudere in perdita? Beh, ma tanto chi se ne frega a rimetterci è solo il risparmiatore… Le case di gestione e le banche guadagnano con le commissioni prodotto, lo Stato la sua parte se la prende attraverso le imposte… Quindi…

Dunque, se in questi giorni la tua banca, il tuo consulente o chi per loro ti ha invitato a sottoscrivere dei P.I.R. piani individuali risparmio ti invito a prendere spunto dal buon vecchio Fantozzi e di comunicare senza esitazione che (il P.I.R.)…

P.I.R. piani individuali risparmio, non partite dal prodotto!

Aldilà delle opinioni sui singoli prodotti o strumenti, sono del parere che non si deve mai partire dal prodotto, dallo strumento o peggio ancora dal rendimento.

In diverse occasioni ho ribadito che bisogna analizzare le proprie esigenze ed i propri obiettivi. Dopo che è stato fatto questo lavoro si valutano gli strumenti!

Ma perché partire dallo strumento? Spesso chi è partito dallo strumento o dal rendimento si è poi trovato con delle amare sorprese… Ti risparmio il noto elenco…

Che strumenti finanziari hai nel tuo portafoglio? Per quali motivo sono stati inseriti?

Alla prossima!

Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Indipendente.

 

 

 

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