Obbligazioni di taglio importante

Nella stesura dei miei articoli piuttosto che di persona, ho sempre affermato che non esiste lo strumento finanziario migliore in assoluto. Semplicemente perché ognuno di noi è diverso da tutti gli altri, quindi ha aspettative diverse, ha obiettivi diversi. Proprio come i tantissimi strumenti finanziari presenti sul mercato.
Un patrimonio rilevante consente di accedere a strumenti che con patrimoni più piccoli non è possibile acquistare. Mi riferisco, per esempio, in modo particolare, ad alcune emissioni obbligazionarie il cui taglio minimo è di 100.000 € oppure 100.000$ tra cui si annoverano moltissime aziende (solo per fare un esempio troviamo aziende come Luxottica, Campari, Google, Apple, Mc Donald’s, Amplifon, Glencore, Gazprom, ecc..).

Questo tipo di obbligazioni ha dei vantaggi, ma anche degli svantaggi.
Vediamo prima alcuni vantaggi:

  1. Avere accesso a strumenti che solitamente sono appannaggio dei soli investitori istituzionali;
  2. Accedere a strumenti che spesso sono emessi da aziende leader nei loro settori;
  3. Entrare in contatto con società emittenti che spesso hanno uno scarso debito.

Tra gli svantaggi troviamo:

  1. Molto spesso sono titoli poco scambiati, vista l’importanza dei tagli quindi può capitare che non sempre è possibile acquistarli o venderli quando si vuole, quindi se comunque si acquistano, si potrebbe dover mettere in conto di portarli a scadenza.
  2. Ci possono essere delle problematiche sull’acquisto che dipendono dalla banca utilizzata poiché non tutti questi titoli sono quotati nei tradizionali mercati regolamentati ma possono essere quotati anche su piazze estere come il Lussemburgo.

Obbligazioni: quali limiti ci sono per l’acquisto?

Chi non dispone di un patrimonio adeguato deve ricorrere a strumenti del risparmio gestito come i fondi e gli ETF che sono dei contenitori che si espongono su diversi titoli (azioni, obbligazioni, commodities) anche se non è detto che in nome della diversificazione si possa beneficiare della qualità.  Infatti sia i fondi che gli ETF, trovandosi a gestire enormi masse di denaro, sono costretti ad operare una selezione fatta sulla disponibilità dei titoli ovvero sulla quantità degli stessi presenti sul mercato e non sulla qualità. Provo a spiegarmi meglio.
Alcuni titoli obbligazionari tra quelli descritti sopra non sono molto scambiati perché sul mercato ce ne sono pochi, ovvero c’è poca domanda e poca offerta. Tendenzialmente è sinonimo del fatto che gli operatori che acquistano quelle obbligazioni le portano a scadenza cioè una volta comprate se le tengono. Questo accade anche perchè l’ammontare complessivo dell’intera emissione di una determinata obbligazione è relativamente piccola. Bisogna cioè considerare che l’emittente ovvero l’offerente propone al mercato di acquistare il suo debito. Per avere una idea delle dimensioni, per esempio l’obbligazione Luxottica con scadenza 2024 (azienda che fattura oltre 9 miliardi di €) ha un controvalore complessivo di titoli emessi pari a 500 milioni di € che in termini di numero di titoli in circolazione, avendo tagli da 100.000, corrisponde ad appena 5000 titoli acquistabili. Va da sé quindi che un fondo o un ETF difficilmente potranno acquistare questo tipo di titolo, mentre il singolo investitore con un patrimonio adeguato potrebbe prendere esposizione su questo tipo di strumento.

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Obbligazioni: perché alcuni titoli non sono presenti nei fondi comuni o negli ETF?

Dall’esempio precedente ne deriva che l’investitore istituzionale (Fondi, ETF, banche d’affari, ecc…) che ha enormi masse di denaro da gestire e quindi da impiegare, ha bisogno in primis della quantità, ovvero di titoli presenti in maniera importante sul mercato. Questo però vuol dire anche che per avere una quantità elevata di titoli, necessariamente il debito da coprire deve essere corposo, ovvero l’emittente deve essere molto indebitato. Da questo però scaturisce un ulteriore considerazione. Se una società ha molto debito in circolazione è sinonimo di un elevato indebitamento, caratteristica che non coincide, almeno in linea di massima, con una gestione sana dell’azienda.  Questo non vuol dire che le aziende più indebitate sono votate al fallimento! Certamente però uno Stato più indebitato o un’azienda più indebitata rispetto ad altri hanno probabilità più elevate di diventare, in caso di problematiche, insolventi e quindi di fallire a danno del risparmiatore o investitore.

Perchè queste obbligazioni hanno un taglio così importante?

Operare con tagli di un certo tipo presuppone che l’acquirente abbia determinate caratteristiche in termini di informazione ma anche in termini di patrimonio. Dovendo ricorrere queste caratteristiche, ne deriva che l’emittente del titolo obbligazionario ha meno obblighi informativi. Le obbligazioni con taglio minimo da mille euro, per intenderci, possono finire anche nel portafoglio della signora anziana di turno. Quindi è necessario che l’emittente risponda a degli obblighi informativi nettamente superiori rispetto agli emittenti che propongono emissioni di taglio elevato e che quindi non sono accessibili a tutti. Certamente avere tagli ridotti consente all’emittente di poter collocare in modo più agevole i suoi titoli di debito e quindi di poter reperire più velocemente le risorse finanziarie. Il concetto è che si amplia la base delle persone che possono accedere a quello strumento e quindi di conseguenza diventa più facilmente negoziabile.

Obbligazioni: perchè alcune emissioni non hanno rating?

Ho già affrontato le problematiche del rating nel post “Il rating delle obbligazioni è un fattore attendibile?” Molte aziende emittenti che propongono il loro debito spesso non hanno rating. Apparentemente questa non è una bella notizia. Nei fatti però accade che le aziende che non hanno rating vuol dire che non si sono fatte certificare la loro situazione da un’agenzia di rating (Standard & Poor’s, Moody’s ecc…) ovvero non hanno dovuto pagare una di queste società per farsi certificare il loro livello di rischio. Ma se un’azienda è sana, non ha bisogno che qualcun altro certifichi che la sua situazione è buona per poter collocare il suo debito, non vi pare? Diversamente chi ha necessità di collocare il proprio debito, deve necessariamente “vendere” la bontà, ovvero un rating accettabile, della sua situazione affinchè qualcuno ne possa essere attratto. Naturalmente se io devo pagare qualcuno affinchè possa certificare che io sono un solido emittente c’è puzza di conflitto di interessi… Ma questa è un’altra storia.

 

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