Obbligazioni con rendimenti negativi

Obbligazioni. Ho scritto molto nei recenti post su questo argomento. In questo articolo voglio affrontare una riflessione. Negli ultimi mesi, nella zona euro, le obbligazioni emesse dagli Stati a rendimento negativo sono passate da 0 a circa 1,5 trilioni:

Obbligazioni rendimento negativo
Fonte Bassafinanza.com

 

Cosa vuol dire questo? Semplice… Che l’impensabile è diventato realtà.

Spiegato in altri termini vuol dire che quando una obbligazione ha un tasso negativo sei tu che paghi l’emittente perché tenga i tuoi soldi.
In questo modo si cerca di scoraggiare i capitali dal confluire nella moneta del proprio paese, che a causa dei flussi si rivaluterebbe.
Cioè, se la Norvegia, per esempio, emettesse obbligazioni nella sua valuta e ad un tasso molto conveniente (molto alto) attirerebbe molta richiesta ovvero molta domanda di corone norvegesi. Se tutti comprano corone norvegesi e nessuno le vende vuol dire che le corone norvegesi si apprezzerebbero nei confronti della maggior parte delle valute. Ma questo provocherebbe qualche problema all’economia interna andando a danneggiare il sistema delle esportazioni.

Ma la crisi globale ha spinto tutti a cercare nuovi mercati e nuovi sbocchi oltre ai mercati interni ovvero una maggiore competitività in campo internazionale. E tutti vogliono una moneta debole (che comporta comunque problemi su altri fronti).

E quindi cosa succede?
Semplice, che con l’ausilio delle diverse banche centrali, al fine di supportare le diverse economie nazionali, ogni Stato vuole che la propria moneta sia debole.

Per far in modo che la propria moneta sia debole, vuol dire che nessuno la vuole. Tutti la vendono e nessuno la compra.

Il caso Svizzera

È ciò che hanno tentato di fare in Svizzera portando i tassi a -0.75% (ma il franco gli è esploso in mano ugualmente, tipo tappo di champagne). Cioè in questo caso la Svizzera aveva imposto un livello minimo di rivalutazione della propria moneta. Cioè ad un certo livello (1,20) vendevano franchi e compravano euro.. Ma ad un certo punto la cosa non è era più sostenibile e quindi il mercato è tornato a prezzare la giusta quotazione del franco facendolo rivalutare del 30% (in un secondo!) e portando quindi il cambio EUR-CHF alla parità.

Ed è ciò che stanno ora cercando di fare in Danimarca, con i tassi di interesse abbassati tre volte in pochi giorni, fino a -0,50%.

Il che significa anche che per la prima volta nella storia del pianeta, proprio in Danimarca, si sono visti i primi mutui a tasso negativo. Cioè:

Nella fase terminale delle guerre valutarie, chi risparmia deve pagare; chi si indebita viene pagato.

Più precisamente: chi si comporta in modo prudente viene punito e deve finanziare chi vuole spendere soldi non suoi. Soldi che probabilmente neanche restituirà (vedi Grecia…).

Ma a questo punto la domanda è: se ci sono molte obbligazioni con rendimenti negativi, cioè chi le compra non guadagna ma perde soldi oltre ad assumersi il rischio sull’emittente, vuol dire che comunque qualcuno le compra… E perché mai ci dovrebbe essere sul mercato qualcuno che è disposto a pagare affinché qualcun altro detenga i suoi soldi?

E tu quali strumenti hai in portafoglio?

Conosci i veri rischi degli strumenti presenti nel tuo portafoglio?

2 Commenti

  1. Salve buonasera mi scusi il disturbo. Volevo chiederle una informazione. Avendo acquistato delle obbligazioni subordinate Tier II con cedole trimestrali a tasso variabile indicizzate al tasso euribor a 3 mesi aumentate di un margine pari al 2,25 annuo è legittimo da parte della banca darmi un tasso inferiore al 2,25 poiché l’euribor è negativo?

    • Buonasera, la ringrazio per il suo interessante quesito. Premesso che non conosco l’emittente delle obbligazioni subordinate che lei ha sottoscritto, mi auguro che lei abbia compreso e valutato correttamente il rischio di questi strumenti finanziari atteso che gli strumenti della stessa natura emessi da Banca Marche, Banca Etruria, ecc… sono stati utilizzati per agevolare il fallimento pilotato delle banche ovvero non sono stati rimborsati ai clienti che hanno quindi perso i loro soldi insieme agli azionisti. Detto ciò, in merito al suo dubbio ritengo legittimo l’atteggiamento della banca in quanto per il riconoscimento della cedola periodica non fa altro che applicare una somma algebrica che nel suo caso è E3M + 2.25%. Se l’euribor 3M assume un valore negativo, come capitato ultimamente, è ovvio che tale valore venga sottratto al 2,25%. Detto ciò, nessuno la obbliga a mantenere quello strumento e valutarne altri sostitutivi.

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