Minusvalenze come recuperare le perdite in borsa

Minusvalenze. Dannazione di chiunque si avvicina alla borsa. Ma cosa sono le minusvalenze? E’ possibile recuperarle? Quali strategie bisogna utilizzare?

Minusvalenze: cosa sono?

Le minusvalenze sono le perdite in conto capitale che si materializzano su un investimento. Vuol dire comprare uno strumento finanziario a 100 per poi venderlo ad esempio a 95. In questo caso l’investimento ha generato una perdita di 5 che si chiama minusvalenza. La normativa fiscale vigente, prevede che le minusvalenze possano essere recuperate nell’arco temporale di 4 anni dal momento in cui si sono manifestate. Vuol dire che l’investitore ha 4 anni di tempo per recuperarle. Cosa vuol dire recuperarle? Vuol dire, per tornare al caso appena descritto, che se nei 4 anni successivi realizzi un guadagno di 5, tecnicamente chiamato plusvalenza, non ti viene applicata l’imposta. Il recupero però è possibile soltanto con i redditi da capitale e non con i redditi diversi di natura finanziaria.

Minusvalenze: il recupero va fatto con i redditi diversi di natura finanziaria. 

L’agevolazione fiscale concessa dallo stato non vale per qualsiasi fonte di guadagno ma bisogna distinguere tra redditi da capitale e redditi di natura finanziaria.
I redditi da capitale sono tutti quelli che derivano direttamente dallo strumento finanziario e che spettano direttamente al titolare dello stesso. Esempi di redditi da capitale sono:

  • Interessi su conto corrente e libretti al risparmio;
  • Cedole distribuite da fondi, etf, obbligazioni;
  • Dividendi distribuiti da partecipazioni azionarie;
  • Scarto di prezzo tra acquisto e vendita di Pronti Contro Termine.

I redditi diversi ovvero le plusvalenze o le minusvalenze che può originare un investimento e possono essere generate dalla negoziazione di uno strumento finanziario come un’azione o un’obbligazione. Se compro un’azione a 100 e la vendo a 95 avrò generato una minusvalenza di 5, anche se nel periodo l’azione mi ha distribuito un dividendo di 5. Se vendo a 105 una obbligazione acquistata a 100 realizzo una plusvalenza di 5 oltre alla cedola che avrà maturato nel periodo in cui ho mantenuto quel titolo. Quindi la cedola o il dividendo percepito verranno tassati al 26% aldilà del prezzo di acquisto. Mentre l’eventuale plusvalenza generata dalla differenza tra acquisto e vendita non sarà soggetta a tassazione qualora siano presenti delle minusvalenze in portafoglio.

Minusvalenze e perdite: risvolto psicologico.

A nessuno piace perdere. Da una parte perché il sapore della vittoria è sempre piacevole, dall’altra perché la natura umana non è fatta per perdere. Tutti abbiamo sperimentato lo stato emotivo di quando si perde qualcosa fosse anche un autobus, il treno, il portafoglio, un oggetto che ci stava a cuore.
Quanto tempo è passato prima che ti rassegnassi? Probabilmente la rassegnazione si è palesata soltanto quando non c’era proprio più niente da fare. Proprio nel momento in cui hai realizzato che non c’era rimedio.
Perfetto.
Se sperimenti questa sensazione negli investimenti sei letteralmente fottuto! Perché vuol dire che hai perso tutto!
E’ quindi opportuno e doveroso darsi delle regole e rispettarle!

Minusvalenze e perdite come non cacciarsi nei guai.

La situazione delle minusvalenze diventa spesso una situazione grave per due motivi:

1) Non farsi una ragione di aver commesso un errore
2) Concentrarsi più su quello che si è perso che su quello che si ha a disposizione.

Non farsi una ragione di aver commesso un errore comporta spesso l’accanimento contro un determinato strumento. Proprio contro quello strumento che ci ha tolto dei soldi. Conseguenza di questo sono numerose operazioni sbagliate che vanno ad aggravare la posizione delle minusvalenze. Aumentare l’esposizione contro quell’azione, quello strumento che sta provocando la perdita (non accettata) cercando di mediare il prezzo ed aumentando in questo modo l’esposizione. Prova a pensare a chi ha cercato di mediare la posizione su alcuni titoli, come per esempio Monte dei Paschi:

Minusvalenze come recuperare le perdite in borsa grafico MPS
Minusvalenze, grafico MPS

Chi ha sbagliato l’ingresso su questo titolo, quante occasioni ha avuto per uscire e quindi per accettare la perdita, prima che il titolo perdesse il 99,83% dal suo massimo?

Concentrarsi più su quello che si è perso che su quello che si ha a disposizione. Un investimento di qualsiasi natura essa sia, con qualsiasi orizzonte temporale porta con se sempre la possibilità che l’evento atteso, ovvero il guadagno, non si verifichi. Quindi se riconosci come vera questa affermazione, allora comprendi bene che c’è un solo modo per far si che la situazione non diventi compromessa. Gestire le perdite ovvero le minusvalenze. Come si fa? Dandosi degli obiettivi sia di guadagno ma anche e soprattutto di perdita. Se ti imponi, per esempio, che su quella azione non devi perdere più del 10%, se l’evento si manifesta l’operazione va chiusa.

Anche perché prova a pensare al costo opportunità. Cosa voglio dire? Pensa a quante potenziali occasioni di recupero rinunci investendo il tuo patrimonio in strumenti che possono fornirti maggiori soddisfazioni magari anche recuperando le minusvalenze!

Minusvalenze, in che modo recuperarle?

Purtroppo non esiste una ricetta magica in grado di poterti far recuperare le minusvalenze. Si possono adottare delle strategie oppure scegliere di investire in strumenti che consentono il recupero in caso di performance positiva (azioni, obbligazioni, certificates).

Le plusvalenze generate dagli ETF, per esempio, non abbattono le minusvalenze contenute nello zainetto fiscale. Ma quelle realizzate con gli ETC piuttosto che con gli ETF a leva aiutano nello scopo.

Una possibile strategia può essere quella di investire in obbligazioni e destinare il flusso cedolare previsto acquistando delle opzioni call, ETF a leva o certificati. In questo modo una parte del patrimonio sarebbe “protetta” (al netto del fallimento emittente ovviamente) da un flusso cedolare certo e  da una data di rimborso. Mentre gli interessi percepiti andrebbero investiti su  strumenti speculativi con cui cercare di recuperare la perdita. Se dovesse andare male la strategia, vuol dire che l’investimento obbligazionario non ha generato alcun rendimento.

L’altra alternativa che ti rimane è quella di eseguire delle operazioni in autonomia o dietro suggerimento di esperti.

Minusvalenze: gestire in modo consapevole il proprio patrimonio.

Giunti al termine di questo articolo, in cui ho spiegato cosa sono le minusvalenze e come poterle gestire, non mi rimane altro che fornirti alcune raccomandazioni finali:

  1. Diversifica sempre il tuo patrimonio;
  2. Non dedicare oltre il 20% del tuo patrimonio disponibile in attività/strumenti speculativi;
  3. Fissa degli obiettivi di guadagno e di perdita soprattutto per la parte speculativa del portafoglio;
  4. Se investi, puoi sbagliare. Accetta le conseguenza di aver preso una decisione sbagliata. In questo modo limiti le minusvalenze e non rendi irrecuperabile la situazione;
  5. Concentrati a gestire bene ciò che hai, non avere la foga di dover utilizzare tutto il patrimonio per recuperare ciò che hai perso. In altre parole guarda al futuro e non al passato!

Ti trovi in una situazione spiacevole che ti procura ansia e stress? Allora contattami, capiremo insieme se esiste una soluzione al tuo problema!

Alla prossima!

Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Autonomo

 

 

 

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