Investire i propri risparmi con l’azione delle banche centrali

I mercati azionari, come sappiamo, sono sostenuti dalle banche centrali.

In particolare dopo l’intervento delle banche centrali FED (banca centrale americana) e della BOJ (banca centrale del Giappone) tutti sono in attesa dell’intervento della Banca Centrale Europea.

Le banche centrali sono costrette ad intervenire perché la stagnante situazione sta provocando deflazione.

Lo scenario deflazionistico indica che l’economia non cresce e che la gente non consuma.

Una economia stagnante è deleteria per tutti quei soggetti che sono indebitati.

Infatti, in uno scenario deflazionistico, chi ha 100€ di debito, rimane sempre con 100€ di debito perché il potere di acquisto della moneta non cambia.

In uno scenario inflazionistico, invece, succede che chi ha 100€ di debito oggi, domani avrà sempre nominalmente 100€ di debito.

Ma nel frattempo essendo diminuito il potere di acquisto della moneta è come se lo avesse ridotto.

L’azione delle banche centrali che impatto ha sugli investimenti?

Quindi le banche centrali hanno immesso liquidità sul mercato.

Con questa liquidità sono stati comprati tutti gli asset da investimento (azioni, obbligazioni, ecc..) che naturalmente hanno visto lievitare le proprie quotazioni.

Il riflesso sul debito dello Stato è che le nuove emissioni avvengono ad un tasso di interesse più basso, ma è altrettanto vero che per quanto spiegato poc’anzi il debito non diminuisce…

Tutti gli investimenti crescono?

Storicamente c’è sempre stata una forte correlazione tra i mercati azionari e l’andamento del prezzo del petrolio.

Ultimamente però è successo che i mercati azionari hanno continuato la loro crescita mentre il petrolio ha visto crollare le sue quotazioni…

Allora sorge spontanea una riflessione..

Che il prezzo del petrolio sia crollato potrebbe essere un effetto evidente della crisi sui consumi.

Ma, le banche centrali stanno facendo di tutto per aumentare l’inflazione.

Se l’inflazione aumenta dovrebbe voler dire una ripresa dei consumi, quindi più aziende che producono e vendono, più persone che lavorano e, almeno in teoria, la ruota dovrebbe riprendere a girare…

Solitamente in finanza succede che quando tutti vogliono una cosa, il prezzo aumenta e molto spesso a distanza di breve tempo il prezzo crolla.

Allora a questo punto potrebbe non essere male l’idea di prendere posizione sul petrolio tramite qualche ETC magari con copertura sul cambio oppure su società petrolifere come ENI, Exxon, Shell.

Direi che lo possiamo considerare meno rischioso di quanto possa sembrare in apparenza.

Semplicemente perché se il prezzo dovesse crollare ancora, di conseguenza avremo dei prezzi alla pompa più bassi.

Mentre se il prezzo dovesse aumentare, è vero che pago di più il rifornimento, ma è altrettanto vero che ho uno strumento in portafoglio che aumenta anche lui di prezzo.

In particolare mi ha colpito la correlazione tra lo yen ed il petrolio (Crude OIL) in USD (grafico di bloomberg):

Correlazione tra lo yen ed il petrolio (Crude OIL) in USD (grafico di Bloomberg)

È interessante notare che il ribasso del petrolio degli scorsi mesi ha seguito perfettamente il ribasso della quotazione dello yen rispetto al dollaro.

Da qualche giorno invece lo yen ha ripreso a salire, come fa quando gli investitori istituzionali riducono il rischio dei portafogli, mentre il petrolio continua a crollare.

Quindi potrebbe anche esserci una ipotesi di una inversione di tendenza della quotazione del petrolio che segua un possibile rialzo dello yen…

Ma naturalmente non sappiamo se ciò si avvererà perché le correlazioni cambiano nel tempo.

Banche centrali, cosa ci riserva il futuro?

Difficile sapere quali saranno le scelte che prenderanno le banche centrali.

Sta di fatto comunque che pur essendo in contesti diversi, nessuna delle banche centrali si è mai trovata ad affrontare una situazione macroeconomica come quella che stiamo vivendo.

Le politiche accomodanti delle banche centrali, hanno infatti due principali risvolti.

  1. Un aumento della liquidità in circolazione a disposizione delle banche, vede un continuo apprezzarsi di quasi tutti gli strumenti finanziari.
  2. La persecuzione di bassi tassi implica un margine operativo per le banche che fanno prestiti molto basso. Questo naturalmente si ripercuote sulla loro redditività.

In particolare quindi se da un lato l’azione delle banche centrali punta a risollevare e stimolare l’economia, dall’altro ha delle conseguenze che si ripercuotono sugli stessi sistemi economici.

Queste variabili rendono naturalmente più difficili che in passato la gestione dei patrimoni.

Unica arma a disposizione dei risparmiatori è ancora una volta quella della diversificazione messa a punto con criterio.

Vuoi approfondire l’argomento della diversificazione? Allora ti invito a leggere questo articolo.

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Alla prossima!

Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Indipendente

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