Imposte di successione

Imposte di successione. Ormai è solo questione di tempo, ma dopo aver massacrato il mercato immobiliare e finanziario è ormai quasi certo che la prossima riforma per raccattare due soldi sarà quella in materia successoria. Attualmente il trasferimento dei patrimoni tra parenti in linea retta gode di una franchigia di 1.000.000 di euro. Vuol dire che fino a quella cifra gli eredi non pagano alcuna imposta, l’eccedenza a questa cifra è tassata al 4%. Restano esclusi dal patrimonio trasferito soggetto a tassazione i titoli di stato ed equiparati e le polizze assicurative.

Quali cambiamenti bollono in pentola sulle imposte di successione?

Non c’è ancora nulla di definito, ma sembrerebbe che il nuovo limite sarà ridotto da 1.000.000 a 500.000 e l’eccedenza verrà tassata non più al 4% bensì al 7%. Saranno inoltre previsti anche degli inasprimenti per quanto riguarda dei trasferimenti tra fratello e sorella su cui oggi vige una franchigia fino a 100.000 euro ed una tassazione del 6% sull’eccedenza mentre la riforma prevede una tassazione all’8% sulle cifre in più. In sostanza si prevede un inasprimento delle imposte di successione.

Imposte di successione. Come funziona negli altri Stati?

Normativa negli altri stati

Da questa tabella è facilissimo intuire che, sebbene l’iter non sia ancora completamente definito, con la scusa che negli altri paesi le imposte di successione sono molto più alte ci sarà senza dubbio un riallineamento ovvero un innalzamento della pressione fiscale.

Ci sono delle vie di uscita per le imposte di successione?

È possibile utilizzare delle soluzioni legali per ottimizzare le spese e per evitare le imposte di successione. Il legislatore contempla le polizze vita fuori dall’asse ereditario. Quindi o si sottoscrive una polizza vita tradizionale con una qualsiasi compagnia assicurativa senza però avere alcun controllo sul patrimonio gestito né tantomeno sui costi, oppure è necessario costituire delle polizze ad hoc chiamate di private insurance. Le polizze di private insurance altro non sono che un contenitore nel cui interno vengono conferiti titoli oppure liquidità. Il patrimonio conferito all’interno è separato da quello della compagnia e quindi non subisce le sorti dell’assicurazione.

Quali sono gli elementi necessari per una polizza di private insurance?

Gli elementi necessari per una polizza di private insurance sono i seguenti:

  1. Un patrimonio di almeno 500.000€ in liquidità o titoli da conferire alla polizza.
  2. Uno o più contraenti e uno o più beneficiari.
  3. Un consulente che indichi alla compagnia assicurativa cosa comprare, quando comprare e/o vendere.

Ci sono dei vantaggi fiscali con la polizza di private insurance?

Oltre che essere un utile strumento di gestione da un punto di vista successorio, la polizza di private insurance consente di ottimizzare la gestione finanziaria in termini fiscali con un beneficio sulle imposte di successione. In particolare la polizza di private insurance è un soggetto giuridico ovvero i guadagni percepiti (in conto capitale o sotto forma di rendita) avvengono senza tassazione che viene differita al momento in cui la polizza giunge al termine ovvero viene parzialmente liquidata. Anche le altre imposte come l’imposta di bollo vengono differite al termine della polizza stessa.
Non ci hai capito nulla? Bene! Allora ti farò un esempio pratico.

Esempio pratico

Giuseppe ha 36 anni è single e vive in casa con i genitori pensionati. Lavora come libero professionista e può contare su redditi saltuari e precari anche se un paio di volte l’anno incassa cifre importanti quando consegna dei lavori di rilievo. I genitori hanno un patrimonio di circa 1.500.000 che il consulente finanziario ha suggerito di investire in obbligazioni ed ETF che generano un flusso cedolare di circa 30.000 euro netti annui e che servono per integrare la pensione.

Giuseppe vorrebbe andare a vivere da solo, avrebbe trovato anche un appartamento il cui costo è di 500.000€. Potrebbe ovviamente chiederli ai genitori, ma in questo modo il flusso cedolare verrebbe eroso di circa un terzo comportando il peggioramento del tenore di vita dei genitori. La situazione lavorativa precaria non consente a Giuseppe di ottenere un mutuo.

I genitori di Giuseppe sottoscrivono quindi una polizza di Private insurance in cui loro sono gli assicurati ed il figlio è indicato come beneficiario. Viene conferito all’interno dell’assicurazione il patrimonio complessivo di € 1.500.000. Una volta costituita, la polizza viene depositata a garanzia presso un istituto di credito. La banca concede un finanziamento di 500.000 euro per l’acquisto della casa direttamente a Giuseppe ad un tasso pari a Euribor 3 mesi +1,25 % cioè, alle attuali condizioni pari a circa l’1% annuo.

Gli investimenti all’interno della polizza maturano redditi soggetti a ritenuta e solo quando i genitori effettuano prelievi parziali per sostenere il proprio tenore di vita viene applicata la tassa sulle plusvalenze e solo sulla cifra prelevata.

Periodicamente Giuseppe paga gli interessi e decide di rimborsare la quota capitale liberamente in funzione della sua attività lavorativa.

Ti è più chiaro ora? Mi auguro di si. Quello che ho appena descritto è uno degli strumenti utilizzabili in ottica di pianificazione successoria. La pianificazione successoria è quel processo che viene messo in atto al fine di ottimizzare le proprie scelte, imposte di successione e trasferimento del patrimonio ai propri eredi. È una cosa tutt’altro che semplice perché devono essere contemplati moltissimi aspetti che domani potrebbero diventare problemi per chi rimane. Ovviamente la polizza di private insurance può essere uno degli strumenti utilizzabili ma naturalmente non è il solo. In funzione dell’entità del tuo patrimonio e delle tue esigenze vengono individuati il percorso e gli strumenti corretti.
Se hai qualche domanda, lascia un commento provvederò a risponderti il prima possibile.

Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Indipendente

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