gestione del patrimonio come si fa

Gestione del patrimonio. Prendo spunto dagli ultimi contatti che ho avuto e quindi dall’osservazione dei portafogli che mi sono stati sottoposti.

Mi rendo conto che c’è tanto lavoro da fare in tema di educazione finanziaria.

L’esperienza pluriennale maturata in questo settore mi consente di comprendere immediatamente, guardando un portafoglio, se lo stesso è frutto del caso, se è stato messo in piedi da una banca o da un promotore finanziario oppure se è frutto del fai da tè.

Un po’ come sottoporre le analisi del sangue al medico che, pur non conoscendo il paziente, è in grado di capire molte cose guardando un semplice foglio di carta.

La gestione del patrimonio, è come le analisi, in fondo non è tanto diversa perché riguarda comunque un ambito della tua vita.

Gestione del patrimonio: da dove si parte?

Mi tolgo subito dall’imbarazzo del rendimento.

Tutti partono dal rendimento per scegliere una attività su cui investire, mentre ho più volte detto e ripetuto che il rendimento è sempre e solo una conseguenza di una attività che deve essere fatta a monte.

Quindi se stai leggendo questo articolo nella speranza che ti dica su quale strumento o in quale modo è possibile ottenere il massimo rendimento puoi anche smettere subito di leggere.

Non ho niente da dirti ma soprattutto a differenza delle banche non ho niente da proporti.

Ho più volte ribadito il fatto che i soldi sono un mezzo, e come capita per qualsiasi mezzo di trasporto, è utile se sai dove vuoi  andare.

Diversamente essere in possesso di una Ferrari o di una bicicletta non fa differenza. Ho anche sottolineato più volte che il tuo patrimonio non si limita soltanto agli asset finanziari.

Il tuo patrimonio è la tua vita di cui le tue disponibilità fanno parte. Di questo devi tenere conto quando si parla di gestione del patrimonio. In proposito ti invito a leggere, se non lo hai fatto prima, il mio precedente articolo.

diversificazione finanziaria: perchè escludere l’Italia

Per la gestione del patrimonio si parte quindi dalla definizione dei propri obiettivi ovvero rispondendo a questa domanda “Cosa ci devo fare con questi soldi?”

Gestione del patrimonio: quali strumenti usare?

Una volta che hai stabilito quale è lo scopo del tuo patrimonio, si procede con la valutazione degli investimenti da fare.

A titolo di esempio ti posso dire che tra i miei clienti c’è chi si vuol pagare le vacanze, chi si vuole comprare la casa, chi invece si aspetta una integrazione pensionistica, chi vuole cambiare l’auto.

Solo per darti una idea di quali possono essere gli obiettivi che ovviamente possono coesistere tra di loro.

Un individuo può avere più di un obiettivo. Insieme alla definizione dell’obiettivo va identificato anche il profilo di rischio, ovvero la capacità di sopportazione ad eventuali perdite.

Una volta definite questi aspetti si è pronti per valutare gli strumenti da usare.

Gli strumenti e le modalità di investimento sono, come ben sai, tantissimi, molto dipende anche dalla dimensione del tuo patrimonio.

Un patrimonio di rilevante entità consente di accedere a strumenti di un certo tipo e all’investimento in alcuni settori, cosa che invece con un patrimonio ridotto è più problematico fare.

Per esempio potrebbe essere possibile contemplare investimenti immobiliari all’estero, oppure acquistare oro fisico, oppure fare ricorso a strumenti non quotati.

Quindi si parte con una percentuale da destinare ad ogni asset in funzione del rischio, della situazione macroeconomica, dei propri obiettivi.

E’ possibile investire in strumenti del risparmio gestito come fondi ed ETF (fare molta attenzione ad entrambi) scegliendo su quale tipo di asset class prendere esposizione (azioni, obbligazioni, materie prime) oppure selezionando i singoli titoli obbligazionari o perché no, se il patrimonio lo consente, anche valutare investimenti alternativi come quello immobiliare oppure di altra natura.

La cosa importante che devi tenere sempre presente però è quella di una corretta e sana diversificazione.

Gestione del patrimonio: quali strumenti evitare

Ultimamente mi è capitato di confrontarmi con alcune persone in merito alla composizione del loro portafoglio. Purtroppo ho notato le seguenti criticità:

  1.  Eccessiva diversificazione utilizzando strumenti del risparmio gestito. Pensando di fare bene, sono stati comprati molti fondi alcuni dei quali analizzandoli risultavano essere nella composizione sostanzialmente identici.
  2. Presenza di polizze assicurative che non fanno bene né il mestiere dell’assicurazione né tantomeno quella dello strumento di investimento. Per intenderci tutta quella mondezza che vi sottopongono alle poste oppure negli uffici assicurativi. E’ sacrosanto assicurarsi. Ma la forma sana di assicurazione è quella che prevede il pagamento di un premio a fronte del quale la compagnia si fa carico dell’evento imprevisto. Mischiare assicurazioni e investimenti è letteralmente una porcheria, chiunque ve la proponga.
  3. Ho purtroppo avuto modo di valutare portafogli che investono in fondi di fondi. I fondi di fondi non sono altro che dei recipienti nel cui interno non sono contenuti titoli ma altri fondi. Questo non fa altro che aumentare i costi di gestione a tuo carico. Vuoi sapere a quanto ammontano? All’incirca il 3%-4% su base annua motivo per cui il tuo capitale non crescerà mai e non potrà ma soddisfare nessun obiettivo che ti sei prefissato. Questi particolari strumenti vengono spesso rifilati da quelle strutture che ti dicono che la banca sta attorno a te, qualche volta a fianco, molto più spesso dietro..

Avrai certamente capito che un conto è gestire il patrimonio partendo dalle tue esigenze, da quello che serve a te ma cosa ben diversa è gestire il patrimonio presentandosi in banca, alle poste o all’interlocutore di turno lasciandogli la facoltà di farti rifilare quello che a loro conviene di più venderti.

Gestione del patrimonio: il cliente

A questo punto ti voglio parlare del profilo del mio cliente.

Molti sono titubanti perché pensano di non potersi permettere un supporto professionale come quello che offro io, altri perché pensano di non avere un patrimonio adeguato.

A me non importa quale sia l’ammontare del tuo patrimonio. Più cospicuo è, più sono contento per te.

Anche perché in ogni caso non ne potrei trarre giovamento visto che per nessuna ragione potrei avere un accesso diretto allo stesso.

A me interessa che:

  • tu voglia essere parte attiva nel processo decisionale dell’investimento;
  • voglia capire cosa fai e perché lo stai facendo;
  • voglia essere al centro ed affiancato in questa particolare attività che fa parte della tua vita.

Certo richiede tempo, certamente richiede volontà da parte tua.

Se pensi di non averne oppure che non sia importante, è pieno di banche, uffici postali e promotori fuori pronti a rifilarti la ciofeca di turno (ciofeca per te, prodotto molto remunerativo per loro).

Se questa comunque è la tua scelta, ti suggerisco di chiedere ai tuoi interlocutori se i prodotti che ti suggeriscono loro li sottoscrivono.

Già, perché io, oltre a quanto ti ho descritto prima nel rapporto con il mio cliente, oltre a metterci la faccia in quello che dico e che scrivo, lo faccio spesso in prima persona!

Non ti suggerirò mai di fare una cosa che io non conosco in prima persona e non ho a mia volta fatto o sperimentato.

Metti al centro le tue esigenze ed i tuoi obiettivi, il rendimento verrà di conseguenza!

Alla prossima!
Roberto D’Addario
Consulente Finanziario Indipendente

 

 

 

 

 

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