Gestiona attiva o gestione passiva quello che c'è da sapere.

Gestione attiva o gestione passiva? Parlando di investimenti è giusto farsi questa domanda. Proviamo a capirci qualcosa.

Gestione attiva o gestione passiva: cosa vuol dire?

E’ possibile scegliere tra diversi strumenti su cui investire: azioni, obbligazioni oppure fondi ed ETF.

La maggior parte delle persone ha dimistichezza con i fondi, perché è lo strumento che va per la maggiore tra le banche ed i promotori finanziari ovvero quei soggetti che lavorano su mandato per una banca.

I fondi e gli ETF non sono altro che dei contenitori all’interno dei quali ci sono delle azioni oppure delle obbligazioni a seconda della categoria a cui appartiene il fondo o l’ETF.

I fondi vengono spesso promossi dagli abili venditori in quanto dovrebbero offrire un valore aggiunto poiché il gestore applica una gestione attiva, ovvero seleziona i titoli da mettere nel contenitore.

Oltre che per la gestione attiva, chi te li deve vendere, li sponsorizza anche perché si conferisce incarico ad una società di gestione che dovrebbe essere più esperta di te sugli investimenti.

Gestione attiva e gestione passiva: un occhio ai costi.

Naturalmente, come mi disse una volta un cliente, “nemmeno il cane muove la coda per niente”, cotanta bravura deve essere pagata.

Nei casi più disperati, viene chiesta una commissione di entrata che in alcuni casi può essere tolta. Poi ci sono le commissioni di gestione annua che servono per pagare la banca, il promotore e la casa di gestione attiva.

Poi ogni tanto, per non farsi mancare nulla, qualcuno ci infila pure una commissione di performance.

Cosicché prima di avere investito, ti hanno già spennato per bene…

Esiste poi un altro piccolo problema… Ammesso e non concesso che la strada della gestione attiva sia quella corretta, bisogna vedere di quale casa di gestione è distributrice la tua banca o promotore…

Magari tu vuoi il fondo A, mentre la tua banca ti può vendere soltanto il fondo B.

L’ETF è sempre un contenitore, ma a differenza del fondo non è a gestione attiva bensì passiva ovvero ha il compito di replicare un indice sottostante ovvero un mercato di riferimento.

Ha costi nettamente inferiori rispetto a un fondo e può essere comprato attraverso qualsiasi banca in quanto è uno strumento quotato.

Gestione attiva e gestione passiva: la scelta migliore.

Non è mai bene fare degli assolutismi. Quindi non è sempre detto che l’ETF perché ha costi inferiori rispetto ad un fondo sia sempre meglio.

Esistono diversi fondi a gestione attiva che svolgono bene il loro lavoro.

Il vero punto è quindi nella scelta dello strumento rispetto all’esposizione che si vuole prendere.

Il mio punto di vista, è che comunque una gestione attiva la misuro sulle performance passate. Il fatto che un gestore sia stato il migliore lo scorso anno, non implica che lo sia anche nell’anno successivo.

Anche perché i gestori, come i giocatori di calcio, possono anche cambiare squadra… Quindi tu compri il fondo Real Madrid perché c’è Ronaldo poi l’anno dopo Ronaldo va a finire altrove…

Ma veniamo al ragionamento. Supponiamo di voler investire su un fondo, la cui gestione attiva è risultata la migliore lo scorso anno.

Supponiamo sempre che alla fine dell’anno successivo il fondo a gestione attiva abbia performato peggio di altri. Cosa fai a quel punto? Esci dal fondo in cui sei entrato per entrare in quello risultato migliore? E se poi l’anno successivo succede la stessa cosa? Esci ancora e rientri su uno nuovo?

Altra questione che si pone… Supponiamo che la tua banca o il tuo promotore ti dica di investire su diversi mercati rispondendo alla giusta logica della diversificazione.

Ora, comprendi bene che solo da un punto di vista statistico è praticamente impossibile selezionare 5, 6, 7 gestori che siano tutti quanti i migliori nel proprio settore, ovvero che battano il mercato e che continuino a farlo l’anno successivo  e quello dopo ancora.

Gestione attiva e gestione passiva, vediamo un confronto.

Arrivati a questo punto, facciamo parlare qualche dato. E’ chiaro che ti ho voluto riportare soltanto un esempio e se ne potrebbero considerare all’infinito. Quindi quanto riporto vuole semplicemente offrirti uno spunto di riflessione da seguire quando ti trovi a scegliere un investimento.

Ho preso uno degli indici più comuni su cui solitamente si investe il FTSE MIB, ovvero l’indice azionario italiano.

Ho preso poi un fondo di cui ti riporto il codice ISIN LU0922333322 Fidelity Funds Italy A Acc., premiato da Morningstar con Silver e che risulta composto dai seguenti titoli:

Gestione attiva o gestione passiva Fidelity Funds Italy
Fonte Morningstar

Poi ho preso un ETF di cui ti riporto il codice ISIN IE00B53L4X51 Ishares FTSE MIB Acc. nessun premio Morningstar e che risulta composto dai seguenti titoli:

Gestione attiva o gestione passiva Ishares
Fonte Morningstar

Poi ho preso i due strumenti e li ho confrontati, per vedere cosa è successo nel tempo e questo è il risultato, sul settore azionario Italia, del confronto fra gestione attiva e gestione passiva:

gestione attiva o gestione passiva confrontoLa linea blu è l’ETF ovvero il fondo a gestione passiva, mentre la linea rossa è il fondo a gestione attiva.

Espresso in termini numerici, vuol dire che avendo investito 100€ nel 2013 con l’ETF a gestione passiva oggi ne avreste 172 mentre avendo investito nel fondo a gestione attiva oggi ne avreste 148.

Stiamo parlando della differenza di 24€ ovvero di un 24% in più come differenza tra la gestione passiva e la gestione attiva.

Il tutto condito inoltre dal fatto che l’ETF ha un costo annuo dello 0,33% mentre il fondo a gestione attiva ha un costo del 1,92% ovvero quasi 6 volte tanto per fare peggio.

Ciliegina sulla torta, il fondo ha una commissione di entrata del 5,25%… Fate i vostri conti signore e signori.

Gestione attiva e gestione passiva cosa fare

Come ho già detto non esistono gli assolutismi per cui è sempre meglio uno strumento piuttosto che un altro.

Sicuramente vale la pena guardarsi attorno.

Sicuramente la tua banca o il tuo promotore non ti proporrà mai gli ETF semplicemente perché non ci guadagnano il becco di un quattrino sopra. Quindi conviene a te, ma non conviene a loro.

Sei tu quindi che devi prendere coscienza degli investimenti che fai. Purtroppo non è più possibile rimanere a guardare e fare ciò che ti viene consigliato. Devi essere sempre informato sulla cosa migliore che fa al caso tuo.

Poi certamente sul mercato esistono fondi migliori degli ETF, ovvero fondi a gestione attiva che battono il mercato… Rimane sempre l’incognita che aver vinto il campionato un anno non vuol dire essersi assicurato la vittoria per tutti gli anni a seguire…

Che strumenti hai nel tuo portafoglio? Sei sicuro che siano gli strumenti giusti per la tua situazione? Parliamone!!

Alla prossima,

Roberto D’Addario
Consulente finanziario indipendente.

 

2 Commenti

    • Luca Buonasera, grazie per il suo commento sintetico ma intriso di saggezza. Ha ragione una medaglia ha sempre due facce proprio per questo insisto nel dire che fare assolutismi è sempre sbagliato ma va sempre visto caso per caso nonostante io personalmente preferisca comunque gli strumenti più semplici e meno costosi come ETF e obbligazioni. Detto questo comunque la cosa importante rimane il fatto che quando si fa un investimento gli investitori devono capire cosa stanno facendo e se non lo comprendono pienamente nessun investimento deve essere fatto. Mai, per nessuna ragione.

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