Euribor
Euribor

In questa circostanza volevo prendere spunto da un articolo di Wall Street italia ( ) in cui viene evidenziato che dalla prima volta della sua istituzione l’Euribor ha raggiunto una quotazione negativa.

La parola Euribor è l’acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate che sta per tasso di interesse interbancario ovvero rappresenta il tasso di interesse a cui le banche si prestano soldi tra di loro. E allora come è possibile che tale parametro sia negativo? In questo preciso momento storico questo accade perché sono in atto delle politiche monetarie ultraespansive da parte delle banche centrali che stanno modificando anche le cose più ovvie.
Sostanzialmente le banche centrali stanno inondando di liquidità tutto il sistema nella speranza di riuscire a fare crescere l’inflazione.

Una quotazione negativa dell’Euribor risulta essere un vantaggio per chi ha mutui a tasso variabile.

Infatti gli interessi vengono calcolati utilizzando il parametro Euribor, che può essere a diverse scadenze, maggiorato di uno spread. Ne segue che avendo l’Euribor un valore su alcune scadenze nullo e su altre negativo rimane sostanzialmente soltanto lo spread da pagare alla banca come condizione passiva.

Questa particolare situazione comporta delle conseguenze operative, sia per chi ha dei mutui in essere sia per chi si accinge a richiederne uno.

Vediamo quali sono.

  • Con i tassi a questo livello, ovvero molto bassi, risulta antieconomico effettuare una anticipata estinzione. E’ sempre meglio detenere la liquidità che si può gestire come una persona meglio crede piuttosto che privarsene per ridurre la propria esposizione debitoria in un momento in cui questa operazione è poco conveniente.
  • Chi ha sottoscritto un mutuo nel periodo 2006-2008 farebbe molto bene a verificare le condizioni che ha sul proprio contratto ed eventualmente valutare una rinegoziazione con il proprio istituto di credito o diversamente valutare una surroga (la surroga è quell’atto con il quale è possibile passare dalla vecchia banca ad una banca nuova con condizioni tendenzialmente migliori sul mutuo ed il tutto, se il mutuo fa riferimento alla prima casa, a costo zero in baso al c.d. decreto Bersani;
  • Chi deve valutare invece la sottoscrizione di un nuovo mutuo farebbe invece bene a valutare delle offerte a tasso fisso. Il ragionamento è semplice… È praticamente impossibile sperare in una futura riduzione dei tassi di riferimento visto che sono già in territorio negativo… Pertanto l’unica prospettiva plausibile su un arco temporale di 25/30 anni è che gli stessi aumentino… Quindi al contempo essendo i tassi attualmente particolarmente bassi tanto vale valutare situazioni che non riservino alcuna sorpresa per il futuro. Ad ogni modo qualora vogliate comunque scegliere un mutuo a tasso variabile accertatevi che la banca non vi imponga un tasso floor (tasso minimo da pagare) che risulta anche di (molto) dubbia regolarità;
  • Per lo stesso ragionamento finora svolto, chi possiede delle obbligazioni a tasso variabile sostanzialmente riceve una remunerazione molto bassa se non addirittura nulla sul proprio capitale. Il che non è certo una grande notizia ma è pur vero che se i tassi sono a zero vuol dire anche che tanto di meglio in giro non c’è (basta vedere il rendimento di un comune conto deposito).

Hai un mutuo? Vuoi sapere se ti conviene cambiarlo? Hai delle obbligazioni a tasso variabile?

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4 Commenti

  1. Buongiorno
    Io ho un mutuo a tasso fisso del 5,50 circa , mi conviene rinegoziarlo oppure è un buon tasso fisso, considerando che la durata residua è di oltre 20 anni?
    Grazie

    • Buongiorno Francesco,
      attualmente il sistema bancario sta offrendo delle condizioni a tasso fisso che sono molto più vantaggiose.
      In particolare alcuni grandi gruppi stanno proponendo mutui a tasso fisso ad un tasso del 2,5% ovvero meno della metà di quello che sta attualmente pagando.
      Certamente se dovessi fare una scelta in questo momento, soprattutto se si tratta dell’acquisto di una prima casa, non avrei molti dubbi nel suggerire un tasso fisso. Questo poichè, essendo l’euribor già in territorio negativo come ho riportato nell’articolo, la sola proiezione ed aspettativa futura è che il parametro di riferimento aumenti ovvero (in linea di massima) l’importo della rata è destinato a rimanere così (in caso i tassi non crescano) ovvero ad aumentare nel caso in cui i tassi aumentino.
      Nella sua situazione, mi sentirei di suggerirle due ipotesi: ricontrattare il tasso con il suo attuale istituto di credito oppure verificare l’eventuale surroga con un altro istituto di credito.
      Mi contatti tranquillamente per un eventuale supporto.

  2. Dice: “[…]gli interessi vengono calcolati utilizzando il parametro Euribor, che può essere a diverse scadenze, maggiorato di uno spread. Ne segue che avendo l’Euribor un valore su alcune scadenze nullo e su altre negativo rimane sostanzialmente soltanto lo spread da pagare[…]”. A rigore se il tasso finale è calcolato come: Spread + Euribor, se quest’ultimo risultasse negativo, il tasso finale dovrebbe essere inferiore (e non pari) allo spread, salvo dove diversamente previsto da clausole specifiche inserite nel contratto di mutuo.
    Io ho acceso un mutuo a tasso variabile nel 2010 e per il prossimo trimestre avrò per la prima volta l’euribor a 3 mesi negativo. Nel contratto non è previsto un interesse minimo ma solo uno massimo. Ho chiesto alla mia banca come intenderà calcolare il tasso per il prossimo trimestre e, per adesso hanno nicchiato.

    • Buongiorno Massimo,
      non è possibile esprimere un parere senza aver visionato il suo contratto ovvero senza conoscere nello specifico le diverse condizioni.
      Tuttavia se nel contratto non è previsto diversamente, con un valore dell’Euribor negativo la rata dovrà essere calcolata alle condizioni di SPREAD – Euribor. La banca non può decidere diversamente. C’è un contratto e se il contratto non prevede questa eventualità la banca non può interpretare a suo piacimento le clausole. D’Altra parte la matematica non è una opinione! Qualora la banca disattendesse tale principio verrebbe violata una clausola contrattuale e pertanto contestabile da parte del cliente che può chiedere il rimborso di quanto non dovuto. Non esiti a contattarmi se desidera maggiori chiarimenti.
      Cordiali saluti,

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