etf come sceglierli

ETF. Ritorno a scrivere di un argomento che avevo già trattato in passato. In particolare in questo articolo ho descritto le principali caratteristiche degli strumenti del risparmio gestito di cui fanno parte anche gli ETF. In questo articolo ho messo in guardia i miei lettori dalle trappole presenti sul mercato.

Risparmio gestito: occhio alle trappole!

 

Oggi però voglio fare un passettino in più, ovvero voglio valutare con te quali aspetti considerare di un ETF.

ETF: cosa c’è da sapere?

Il primo elemento sugli ETF da sapere è che si tratta di uno strumento del risparmio gestito. Ovvero un ETF è un contenitore nel cui interno sono contenuti dei titoli. Scopo di questo contenitore è quello di replicare un indice o una materia prima sottostante. Per esempio se io volessi replicare con il mio patrimonio l’indice italiano del FTSE MIB ho due sole possibilità: comprare tutti e 40 i titoli presenti nell’indice oppure comprare un solo strumento: un ETF che replica l’indice italiano.

Il secondo elemento che c’è da sapere è che gli ETF sono quotati sul mercato al pari di un’azione. Pertanto sono acquistabili con qualsiasi e ripeto qualsiasi intermediario finanziario. Se la tua banca o la posta si rifiuta di farteli acquistare ti sta solennemente prendendo per i fondelli. È come se tu chiedessi di comprare delle azioni Fiat, Unicredit, Intesa o Telecom Italia e loro ti dicessero di no.

Il terzo elemento che devi sapere è che gli ETF possono essere a replica fisica o a replica sintetica. Quelli a replica fisica hanno il possesso fisico dei titoli dell’indice che replicano quelli a replica sintetica sono un surrogato di ciò che devono ripetere. Per surrogato intendo che al loro interno possono avere dei derivati od altri strumenti che nel loro insieme hanno un andamento in grado di ripetere un indice. È un po’ come mangiarsi una fragola ed una caramella alla fragola per intenderci. In entrambi i casi avremo il sapore della fragola in bocca, nel primo caso ci mangiamo il frutto vero nel secondo caso no… Secondo voi cosa è meglio?

La quarta informazione che devi sapere è che esistono diversi emittenti di ETF molti dei quali fanno capo a banche molto conosciute come: Deutsche bank, UBS, Societe Generale. E’ importante che tu sappia che la vita dell’ETF non è legata al suo emittente. Il patrimonio dell’ETF è infatti segregato rispetto al patrimonio del suo emittente. Pertanto se anche l’emittente dovesse fallire l’ETF non è a rischio insolvenza.

La quinta informazione che devi sapere è rappresentata dai costi dell’ETF. L’ETF ha dei costi di gestione a seconda della classe cui appartiene, mediamente però siamo nell’ordine dello 0,4% su base annua a cui però va aggiunto lo spread denaro-lettera. Per farti comprendere quest’ultimo concetto è utile che tu sappia che gli emittenti hanno l’obbligo di garantire la negoziabilità del titolo. Necessariamente quindi l’emittente in ogni circostanza deve essere disponibile ad acquistare ma anche a vendere in funzione ovviamente dei prezzi di quel momento. Naturalmente però se compri acquisterai ad un prezzo più alto rispetto alla stessa operazione di vendita dove andresti ad incassare un prezzo più basso. Ok, ho capito… Ti ho incasinato le idee. Allora semplifico il tutto con una immagine.

book-msci-worldIn questa immagine osserviamo la quotazione di un ETF che replica l’indice azionario mondiale. La quantità denaro indica le quantità che sono richieste in acquisto al prezzo denaro quanto è disposto a pagare chi deve comprare, la quantità lettera invece indica le quantità disponibili per la vendita al prezzo lettera ovvero il prezzo richiesto dal venditore per quello strumento. Nel momento in cui il prezzo denaro ed il prezzo lettera coincidono avviene lo scambio e viene battuto il prezzo di scambio. Ritornando al nostro esempio se io sono il risparmiatore e voglio comprare al prezzo di mercato, acquisterò al prezzo lettera più alto se invece voglio vendere lo strumento lo venderò al prezzo denaro più alto. La differenza che c’è tra il prezzo denaro ed il prezzo lettera è lo spread denaro lettera a cui accennavo prima. Facciamo in modo che questo concetto ti sia ulteriormente chiaro. Facciamo finta che io voglia comprare a mercato una quota dello strumento di cui sopra. La pagherei 40,95. Se un secondo immediatamente dopo la volessi vendere la potrei vendere a 40,845 ovvero oltre 10 centesimi in meno. Una differenza dello 0,24%.

L’ultima cosa che ti suggerisco di osservare di un ETF è controllare se viene scambiato o meno ovvero quale è il suo volume di contrattazione. Maggiore è il volume più l’ETF ha una base solida di negoziazione che si traduce in un minore spread denaro lettera e nella facilità di acquisto e vendita soprattutto in presenza di cifre importanti.

Se compri un ETF in cosa puoi investire?

Come ho scritto sopra, acquistando un ETF investi sostanzialmente su uno strumento che replica un indice ovvero un paniere di strumenti. Comprando un ETF puoi quindi investire ad esempio: sull’indice azionario italiano FTSEMIB, sull’indice azionario NASDAQ, sull’indice azionario S&P500, sull’indice azionario tedesco DAX, sull’indice delle obbligazioni indicizzate all’inflazione dei paesi europei, sull’indice delle obbligazioni high yeld, sull’indice azionario delle aziende minerarie o del settore auto oppure energetiche. Comprendi quindi che è necessario avere un minimo di conoscenza per selezionare lo strumento più idoneo.

Dove puoi trovare le informazioni sugli ETF?

Le informazioni sugli ETF sono reperibili ovviamente sui siti internet degli emittenti in cui potete trovare molte informazioni sui diversi strumenti e sulle politiche di gestione e quindi sarai in grado di capire se lo strumento che hai scelto è a replica fisica o a replica sintetica oppure apprenderai se l’ETF ha una politica di distribuzione del dividendo ed in questo caso percepirai la cedola periodicamente sul tuo conto oppure se è ad accumulazione ovvero tutte le cedole generate dallo strumento vengono reinvestite. Aldilà dei siti dei diversi emittenti puoi trovare molte informazioni nei seguenti link:

Ti lascio con una ultima informazione. Puoi trovare lo stesso ETF quotato su piazze finanziarie diverse. Un po’ come comprare un kilo di pere: le puoi trovare sul mercato di Milano, di Napoli o di Roma. Ecco per gli ETF succede la stessa cosa. Il suggerimento che posso darti in questo caso è di trattarlo sulla piazza in cui sono presenti più volumi.

E quindi che si fa?

Gli ETF non sono buoni e non sono cattivi. Sono uno strumento finanziario e come tale non è possibile a priori stabilire se va bene o va male. Uno strumento finanziario è solo ed esclusivamente un veicolo con il quale raggiungere degli obiettivi. Quindi prima di capire se uno strumento è adatto alle tue esigenze e se ti è utile bisognerebbe identificare quali sono i tuoi obiettivi. Stabiliti gli obiettivi è possibile identificare lo strumento che, anche in funzione del tuo profilo di rischio, risponde meglio alle tue esigenze.
Spero di averti fornito degli elementi utili per la gestione del tuo patrimonio. Nel caso in cui avessi qualche dubbio mi puoi contattare se desideri avere un supporto personalizzato.

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Alla prossima!

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