Diversificazione si, ma anche no!

Diversificazione. Cruccio di tutti gli investitori.
Ognuno di noi, quando si parla di investimenti, si è prima o poi scontrato con il termine diversificazione.
In generale quello che tutti sappiamo è che non bisogna mettere tutte le uova in un paniere per evitare che si possano rompere tutte.
Ora la domanda è: stanno davvero così le cose?

Diversificazione: qualche riflessione…

Per rispondere a questa domanda sulla diversificazione, bisogna innanzitutto fare un esame di coscienza.

Si hai letto bene.

Perché dico che bisogna fare un esame di coscienza? Perché viviamo in un’epoca in cui uno dei vizi più diffusi è quello di non prendersi le responsabilità delle proprie scelte in qualsiasi settore.

Questo vale anche negli investimenti.

Cosa vuol dire?

Che in genere si fanno le cose perché ce lo ha detto Tizio piuttosto che Caio.

Se poi le cose non vanno bene, la colpa non è nostra e dei criteri che abbiamo utilizzato per fare determinate scelte ma è di chi ci ha fornito il consiglio: consulente, promotore o amico.

Diversificazione: perché è utile ma soprattutto per chi?

Consapevoli di questa dinamica, l’industria finanziaria ha da sempre cavalcato il cavallo della diversificazione.

Diversificazione che viene messa in campo con l’utilizzo di prodotti del risparmio gestito come ad esempio i fondi comuni di investimento.

I fondi sono dei contenitori nel cui interno c’è un po’ di tutto. Ovvero se sono azionari c’è un paniere di azioni, se sono obbligazionari ci sono delle obbligazioni se sono bilanciati c’è un po’ di entrambi.

A questo punto la domanda diventa, per fare un esempio, ma se siamo sicuri che Amazon, Microsoft ed Apple siano le aziende con le migliori prospettive, che senso ha puntare su tutto il resto?

Ovviamente nessuno! Oltretutto perché l’industria finanziaria guadagna sulle commissioni di gestione che non riuscirebbe a prendere se l’investitore decidesse di investire sul singolo titolo.

Diversificazione: è sbagliata?

Non ho detto questo. Ho voluto semplicemente esprimere due concetti finora:

  •  Quando fai un investimento devi sapere ciò che stai facendo. In particolare devi acquisire le informazioni necessarie per comprendere se quello che stai facendo: è adatto a te, compatibile con la tua situazione, ne hai compreso le caratteristiche.
  •  Non bisogna puntare su tutto (come viene intesa la diversificazione in generale), bisogna selezionare ciò su cui si investe. Quindi per esempio non 1000 azioni (attraverso un fondo), ma pochi e selezionati titoli

Diversificazione, le opinioni dei big.

Ci sono dei talenti in diversi settori che ci mostrano la via da seguire. Uno di questi in campo finanziario è senza ombra di dubbio Warren Buffett. Diventa allora interessante conoscere alcune sue riflessioni.

Te ne propongo sette di Warren Buffett:

  1. Investire non è complicato, ma devi sapere su cosa stai investendo.
  2.  la diversificazione è la protezione contro l’ignoranza. Non ha senso se tu sai cosa stai facendo.
  3.  Non risparmiare quello che ti rimane dai consumi, ma consuma quello che ti rimane dopo aver risparmiato.
  4.  Il prezzo è quello che paghi, il valore è ciò che ottieni.
  5.  La borsa, come Nostro Signore, aiuta chi si aiuta. Ma a differenza del Signore, non perdona coloro che non sanno quello che fanno.
  6.  Per avere successo in borsa è importante avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura.
  7.  Il rischio nasce dal non sapere cosa stai facendo.

Diversificazione: considerazioni finali.

Giunti a questo punto, bisogna quindi tirare un po’ le fila del discorso fatto fino a questo punto.

In particolare la cosa più importante è capire cosa si sta facendo, quali obiettivi si vuole raggiungere, quali rischi si corrono.

Questo significa anche che investire è un lavoro. Motivo per cui bisogna impiegare tempo e risorse per capire quello che si sta facendo.

Non è sufficiente quindi proteggersi attraverso la diversificazione ed affidarsi al gestore di turno.

Ovviamente è un lavoro. L’alternativa a questo lavoro si chiama scommessa. Che può ovviamente andare bene come andare male. L’importante è esserne coscienti e saper distinguere un investimento da una scommessa.

Queste considerazioni valgono a maggior ragione se parliamo di investimenti finanziari. Se ci si affida a prodotti del risparmio gestito, ci sarà sicuramente il gestore migliore di un altro, l’ETF migliore di un altro.

Ma, per fare un esempio sul mercato obbligazionario, se il rendimento dell’obbligazionario è del 3%, lo è per tutti. Sia che uno compri direttamente l’obbligazione, sia che uno punti su un prodotto del risparmio gestito.

E’ chiaro poi che ci sarà il prodotto o strumento che farà il 3% e quello che farà il 5%… Ma come mi disse una volta un amico “tra luglio e agosto sempre caldo è!”

Se vuoi ottenere risultati diversi, allora bisogna che tu faccia cose diverse. Ci sono tantissime possibilità di investimento, basta sapersi guardare attorno!

Continua a seguirmi, ci saranno grosse novità nel prossimo futuro!

Alla prossima!

Roberto D’Addario

 

 

 

 

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