Contratti derivati - Cosa sono? La loro finalità è sempre negativa?
Derivati finanziari - Cosa sono? La loro finalità è sempre negativa?

Cosa sono i contratti derivati? Derivati quotati e non quotati

I contratti derivati, come dice la parola stessa, derivano il loro valore da un sottostante finanziario (materie prime, valute, tasso di interesse, indici azionari, ecc..).
Esistono due tipi di contratti derivati: quelli quotati e quelli non quotati. I derivati quotati sono quelli che fanno riferimento ad una materia prima come l’oro, il petrolio, il cotone e sono scambiati su mercati regolamentati, mentre i derivati non quotati sono quei contratti che vengono costruiti su specifiche caratteristiche e non sono scambiati su mercati regolamentati ma per la contrattazione occorre identificare una controparte ben precisa. Affronteremo quest’ultimo tipo di contratti.

Negli ultimi anni, i contratti derivati, sono stati spesso collocati dalle banche a diversi sottoscrittori (enti locali, aziende) senza che fossero rappresentate opportunità e minacce legate a questi contratti. E allora sorge la domanda.

Ma perché le banche hanno collocato questi strumenti?

Semplicemente perché erano dei contratti molto ricchi per chi li collocava in quanto prevedevano cospicue somme definite come occulte, ovvero somme in denaro che dovevano essere riconosciute ai clienti, ma che le banche non corrispondevano o corrispondevano solo in parte agli stessi. Il problema nasce infatti dal fatto che al momento della stipula, il valore attualizzato dei flussi da corrispondere e da percepire, deve essere pari. Nel momento in cui questa equazione non fornisce un risultato paritario, ne consegue che, una parte, in questo caso la banca, dovrebbe corrispondere una somma al cliente al fine di compensare i flussi futuri che lo stesso dovrà riconoscere per tutta la durata del contratto.
Tale operazione è tutt’altro che semplice e soprattutto sconosciuta ai più, pertanto sulla scorta di questo, le banche hanno tenuto tali somme. Infatti gli istituti di credito acquistano o hanno acquistato questi strumenti da un’altra controparte, spesso una banca d’affari, da cui hanno percepito queste somme sui contratti che poi venivano rivenduti. Oltre a questo va considerato che molti contratti avevano una struttura particolare che mettevano il cliente sempre in condizione di pagare e mai di percepire somme in denaro. Questa circostanza, legata al fatto che molti di questi contratti sono stati sottoscritti e proposti con diverse motivazioni e spesso incompresi dai clienti hanno generato forti perdite e problematiche per questi ultimi.

Ma allora quale è la finalità di un contratto derivato?

La parola derivato di per sé non deve spaventare, come ogni cosa dipende da come viene utilizzata.
Per fare una analogia alimentare, lo yogurt è un derivato del latte. Se lo mangiamo prima della data di scadenza è un buon prodotto, se lo mangiamo dopo la data di scadenza potrebbe diventare nocivo per la salute.

L’utile scopo a cui servono i derivati è quello finalizzato alla copertura dei rischi finanziari.

Se un’azienda lavora con l’estero e vende i suoi prodotti in dollari oggi ma riceve l’incasso in tempi futuri, l’unica maniera per avere la certezza dei flussi di cassa ad un determinato tasso cambio è quello di strutturare una copertura (fissare il tasso di cambio) sullo stesso attraverso un contratto derivato. Se un’azienda sottoscrive un mutuo di lunga durata e di importo consistente, l’unica via per tutelarsi da un rialzo dei tassi di interesse è quella di strutturare una copertura sull’indicizzazione del tasso anche perché per importi ingenti le banche non forniscono mutui a tasso fisso. Se un’azienda lavora con materie prime soggette a oscillazioni dovute alla variazione delle quotazioni (petrolio, frumento, materie prime, ecc..) l’unico modo per tutelarsi sul prezzo di acquisto o vendita è quello di strutturare un contratto di copertura finanziaria.

L’argomento è abbastanza spinoso e difficile pertanto in caso di necessità di questo tipo, il suggerimento è quello di rivolgersi a strutture che di mestiere fanno solo questo (studi di consulenza finanziaria che strutturano derivati) e non rivolgersi alla propria banca che potrebbe non offrirvi la condizione ottimale o peggio nascondervi delle preziose informazioni. Infine, il contratto derivato può essere sottoscritto anche con una controparte bancaria diversa da quella che eroga il finanziamento.

Hai un’azienda? Hai sottoscritto dei contratti derivati? Vuoi valutarne l’efficacia e l’efficienza?

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