consulente finanziario indipendente: i 5 step

Consulente finanziario indipendente: a che mi serve?

Perché dovrei avvalermi di un consulente finanziario indipendente? Come può il consulente finanziario aiutarmi a guadagnare?

Questi quesiti ogni tanto mi vengono posti soprattutto da chi rimane affascinato dalla mia figura professionale, ma soprattutto da chi sta cercando una strada per i propri investimenti e vuole capirci davvero qualcosa. Sono domande di chi sta cercando una consapevolezza, di chi sta cercando informazioni finanziarie, di chi sta lavorando sulla propria psicologia finanziaria.

Cominciamo con lo sfatare un mito: in questo campo non esiste il guru illuminato con la sapienza in tasca; nessuno è in grado di farti guadagnare cifre insperabili sull’unghia. Il solo fatto di sperare di guadagnare cifre da capogiro appartiene più alla lotteria che al corretto investimento finanziario.

L’arena in cui si svolgono le dinamiche finanziarie è la stessa per tutti.
E purtroppo la storia ci insegna e ci ha insegnato che tutti sbagliano, non esiste la struttura o la persona che non commette errori.

Questo accade per tante ragioni.

  1. In primo luogo perché i mercati sono mossi anche da logiche irrazionali.
  2. In secondo luogo perché la finanza non è una scienza esatta.
  3. In terzo luogo perché in molti dei ragionamenti che facciamo entrano in campo le probabilità ovvero la statistica e questo implica che non è detto che perché un evento sia altamente probabile è certo che avvenga, ma ci sono sempre delle possibilità che accada il contrario.


La consulenza finanziaria è una via; scegliere un consulente finanziario significa strutturare un metodo operativo su cui snodare una corretta pianificazione finanziaria stante i propri obiettivi personali e di vita.

 

L’ho detto e ripetuto tante volte. Tutto il segreto sta in questo. Nessuna palla di vetro per vedere nel futuro.

È possibile mettere in atto un minimo di tutela dagli eventi imprevisti? Come è possibile ottimizzare il rendimento del proprio patrimonio?

Certamente è possibile gestire il proprio patrimonio in maniera efficiente. Se questo avviene, il rendimento è sempre una conseguenza e mai un punto di partenza.

Prima di procedere però voglio segnalarti una guida in pdf totalmente gratuita che ho creato per chi non ha ancora le idee chiare sul concetto di investimenti finanziari e soprattutto per rispondere alle domande ed esigenze di molti in materia di investimenti sicuri.

 

I 5 step per la corretta gestione del portafoglio finanziario

Ora vediamo nel dettaglio quali sono i passi da seguire per una efficace ed efficiente gestione del proprio patrimonio

  1.  Diversificazione. Al primo posto non potevo che inserire questa parola; più che parola, io direi che è fare propria una modalità di ragionamento e di vita quindi non soltanto in ambito finanziario. Su quest’ultimo aspetto mi è capitato spesso di confrontare fondi di investimento apparentemente diversi, almeno nel nome, presenti in uno stesso portafoglio che poi però al loro interno contenevano se non gli stessi strumenti finanziari sicuramente molto simili. Quindi la diversificazione deve essere fatta in modo appropriato valutando attentamente ciò che si mette in portafoglio.
  2.  Correlazione. Più che di correlazione bisognerebbe parlare di non correlazione. Questo è un aspetto legato al precedente abbastanza complesso da gestire su qualsiasi asset finanziario (azionario e obbligazionario) che si prende a riferimento. Faccio un esempio banale per comprendere il problema. Se io detenessi in portafoglio un’azione Fiat ed un’azione Volkswagen certamente avrei posto in essere una diversificazione ma a guardarci bene non molto, perché avrei una esposizione sul mercato azionario, sul settore automobilistico europeo, nella stessa valuta. Quindi al netto della bontà del singolo titolo è innegabile la correlazione tra i due titoli che mi potrebbero condurre a gradite o sgradite dinamiche…
  3.  Comprensione. Questo lo definirei un ever green, nel senso che scrivo e ripeto sempre a clienti e lettori che non vanno mai sottoscritti ed effettuati investimenti che non si comprendono. Questa regola vale sempre e bisogna che ognuno sappia il perché ha certi strumenti in portafoglio, come funzionano ed eventualmente quali rischi incamerano.
  4.  Rendimento. Questo è l’aspetto che più di ogni altro seduce qualsiasi risparmiatore. Non dimentichiamo però che il rendimento è l’altra faccia della medaglia che si chiama rischio. Quindi se il profilo personale di un risparmiatore (intendo il tuo profilo vero, non quello attribuito dalla banca) è avverso al rischio è inutile farsi ingolosire da rendimenti molto elevati quando si ha una tolleranza alla perdita prossima allo 0!
  5.  Pianificazione. Questo è un ulteriore elemento che dovrebbe sempre accompagnare ogni investimento finanziario e non finanziario. In altri termini le domande dovrebbero sempre essere le seguenti: a cosa mi servono questi soldi? tra quanto tempo devo utilizzarli?

Mettere insieme tutti questi punti non è un lavoro semplice. La soluzione per affrontare queste dinamiche è quella di essere affiancati da un professionista del settore che abbia conoscenza di tutti gli aspetti patrimoniali nel loro complesso e che non si limiti a vedere solo ed esclusivamente la sua “fettina”.
Ma la cosa più importante in assoluto è incominciare ad essere parti attive nel processo decisionale degli investimenti.

Ti piace questa nuova prospettiva? Vuoi iniziare ad essere parte attiva nella gestione del tuo patrimonio? Hai dubbi circa il modus operandi?
Discutiamone pure nei commenti!

Nel caso invece i tuoi dubbi o le tue considerazioni siano di natura più riservata, ti invito a prenotare una consulenza finanziaria. Anche online se la distanza fisica dovesse essere un impedimento o se il fattore “urgenza” dovesse dettare legge.

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