Che cos'è una bad bank? È utile per l'accesso al credito da parte delle aziende?
Che cos'è una bad bank? È utile per l'accesso al credito da parte delle aziende?

Lo scorso martedì 23 Marzo, sono stato ospite tramite collegamento in diretta della trasmissione televisiva “ore 19” su Agon Channel. Tra i diversi argomenti trattati in tema economico, mi è stato chiesto di parlare della Bad Bank in quanto strumento particolarmente caldeggiato dal governatore della Banca d’Italia Visco come possibile soluzione a sostegno dell’economia reale. Ma è realmente così? Che cosa è una bad bank?

Bad Bank: cos’è?

Una Bad Bank è una banca a cui vengono ceduti i prestiti, denominati sofferenze, che le banche fanno fatica a recuperare. Queste partite rappresentano, da un punto di vista contabile, dei crediti difficilmente recuperabili che comportano anche un costo per le banche in quanto sono costrette ad accantonare risorse che non possono essere impiegate diversamente (per esempio nuovi prestiti per altri clienti).
È chiaro quindi che se la banca tradizionale cede ad un altro ente, una Bad Bank, i crediti problematici si verrebbero a liberare nuove risorse potenzialmente utilizzabili a favore di nuovi prestiti.

Bad bank crediti problematici
Bad bank crediti problematici

Da questo grafico si vede come il tasso delle sofferenze, ovvero dei prestiti il cui rientro è dubbio, che si trovano in pancia alle banche italiane e spagnole è in costante aumento e quindi di conseguenza è anche evidente come questo problema sia una spina nel fianco delle banche che in un certo qual modo ne zavorra anche la redditività.

Le bad bank: sono utili?

Personalmente sono molto scettico sull’effettiva utilità di questo strumento.
In primo luogo perché con le recenti politiche monetarie espansive da parte delle Banche centrali gli istituti di credito non hanno certo problemi di liquidità, in secondo luogo per esperienza mia personale bisogna anche sfatare il luogo comune che le banche non danno soldi. Tutte le aziende che ho seguito per l’ottenimento di nuove linee di credito lo hanno sempre ottenuto non soltanto grazie alle mie capacità ma perché erano presenti i requisiti che facevano accedere al credito.

Una situazione in cui il tasso dei crediti dubbi è in costante aumento ci dice anche che ci sono sempre meno soggetti solvibili ovvero in grado di rimborsare un prestito.
Quindi si capisce anche che il problema principale non è la liquidità delle banche, informazione dietro la quale si nascondono i vari politici per giustificare uno dei tanti aspetti della crisi, ma la qualità dei soggetti richiedenti che è sicuramente peggiorata a causa della crisi.

D’altra parte voi li prestereste i soldi ad una controparte che non è in grado di restituirveli?

Probabilmente no, ma allora è anche evidente che la Bad Bank è una soluzione che aiuta solo ed esclusivamente ed ancora una volta le banche ma non le aziende ed i privati che necessitano di risorse finanziarie con le quali vanno poi a fare nuovi investimenti ed acquisti che darebbero un serio impulso all’economia.

Se la banca è un’azienda, perché non viene trattata come tale?

Occorrerebbe quindi innanzitutto trattare le banche come qualsiasi impresa i cui meriti e demeriti dipendono dalla buona o cattiva gestione ed in quanto tale anche con il rischio di saltare per aria proprio come succede per qualsiasi normalissima azienda. Invece abbiamo sempre assistito ad agevolazioni e sostegni di cui la normale impresa non può godere.

Come secondo punto, valutata la disponibilità dello Stato ad intervenire in direzione di una Bad Bank facendosi quindi carico dei costi che una tale struttura comporterebbe, piuttosto che elargire nuova finanza in favore delle banche sarebbe decisamente più utile creare finanziamenti a fondo perduto o un fondo di garanzia per coloro che hanno perso i requisiti per l’accesso al credito, non per la loro moralità ma in quanto vittime della crisi.

Quindi la bad bank è inutile?

Una Bad bank è quindi quanto di più inutile possa essere creato con la scusa del sostegno all’economia reale così come è di dubbia utilità la politica monetaria espansiva messa in atto dalla Banca Centrale Europea.

I requisiti di accesso al credito sono noti e strutturati; quindi:

  • o si cambiano le regole utilizzate dal sistema per vagliare la concessione di prestiti

  • oppure diventa praticamente inutile continuare a pompare soldi nelle casse delle banche.

 

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