Aumento di capitale MPS
Aumento di capitale MPS

Monte dei Paschi di Siena. Ci risiamo, ormai praticamente con cadenza quasi annuale la storica banca lancia un aumento di capitale. Ma che cos’è un aumento di capitale? Perché viene fatto? Ho preso spunto da questo interessante articolo proprio sull’aumento di capitale di MPS per integrarlo con alcune mie considerazioni.

Quando un’azienda e quindi anche una banca, ha avuto una gestione poco brillante ovvero non è stata in grado di generare flussi economici positivi è evidente che deve fare ricorso a nuovi apporti di capitale per poter mandare avanti la baracca. Quindi viene chiesto agli azionisti di apportare nuovo denaro tramite la sottoscrizione dell’aumento di capitale ovvero viene aperta la sottoscrizione a nuovi interessati.
In questa situazione particolare, MPS ha una capitalizzazione di borsa (valore complessivo di tutte le azioni in circolazione) pari a 2,5 miliardi di euro.
L’ammontare complessivo richiesto per la ricapitalizzazione è pari a 3 miliardi di euro.
Direi che già questi due dati non hanno bisogno di alcun commento.
Cosa succede quindi con l’aumento di capitale sociale? Che vengono emesse nuove azioni che, dovendosi integrare con le vecchie, ne diluiscono di conseguenza il valore. Un po’ come aggiungere dell’acqua in un bicchiere di vino.
Naturalmente il vecchio azionista ha tre possibilità di scelta:

1) Mettere mano al portafoglio ed integrare la sua esposizione nei confronti dell’emittente con la sottoscrizione di nuove azioni;
2) Non aderire all’aumento di capitale, ma in questo caso vedrà diminuire ancora il valore delle proprie azioni seppur mitigato dal successivo punto 3.
3) Vendere i diritti di opzione rappresentativi di un numero di azioni inferiore a quello delle nuove azioni in emissione, a prezzi probabilmente “super-scontati” se non “ridicoli”.

Ho riportato il caso più frequente, come nel caso di MPS, per cui si fa ricorso all’aumento di capitale sociale ma esistono anche casi in cui per sostenere un nuovo “progetto” l’azienda può fare ricorso all’aumento di capitale ovvero ha una finalità “sana”.
Rimane quindi un punto da chiarire. Spesso ricevo dei quesiti in cui mi viene chiesto se vale la pena o non vale la pena aderire all’aumento di capitale sociale. La questione però non è se vale la pena aderire o non aderire, ma quanto perché ho quelle azioni in portafoglio? Perché voglio sottoscrivere quelle azioni? Quale è la finalità? Se la finalità è quella di poter sfruttare una maggiore rivalutazione del proprio capitale, pur non avendo competenze in materia, varrebbe la pena porsi altre domande del tipo “E’ un azienda che ha un valore percepito elevato? Ha un vantaggio competitivo rispetto alla massa? Ha una capacità attuale e futura di generare utili?”

Nel nostro caso vorrei farvi riflettere in termini aziendali a Monte dei Paschi ma anche ad Apple, Google, Coca Cola, Starbucks, Campari, Facebook ecc… e non c’è bisogno che io aggiunga le mie considerazioni visto che la realtà si esprime molto bene da sola.

La banca ti ha invitato ad aderire ad un aumento di capitale sociale? È vantaggioso? È un’operazione che fa al caso tuo?

Contattami senza alcun impegno per un confronto!

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