Usura e anatocismo: facciamo chiarezza!
Cos'è l'usura bancaria e l'anatocismo?

Anatocismo e usura bancaria: che cosa sono? Cosa s’intende con questi due termini? Facciamo un po’ di chiarezza insieme.

Con il termine usura, si indica l’applicazione di un tasso di interesse passivo che supera i limiti stabiliti dalla legge e quindi di conseguenza un tasso usuraio è un tasso fuori legge.

Con il termine anatocismo si intende invece il calcolo degli interessi sugli interessi: una procedura irregolare.

Anatocismo e usura bancaria sono quindi pratiche illegali in cui spesso e volentieri incappano le banche.

Anatocismo e usura bancaria, come si verificano?

Sono diverse le società che si offrono di verificare ed analizzare i conti correnti su cui è presente un affidamento.

Lo scopo della verifica gratuita è quella di appurare o meno la presenza di anatocismo e usura bancaria.

Essendo quindi quelle dell’anatocismo e usura bancaria procedure illegali, lì dove si rilevano queste irregolarità subite dal cliente è possibile fare causa all’istituto di credito.

La dinamica è ormai nota a quasi tutti i professionisti che si sono trovati direttamente o indirettamente a contatto con società sparse su tutto il territorio nazionale.

A fronte della preanalisi gratuita su anatocismo e usura bancaria, vengono restituiti risultati che mostrano rimborsi da favola illudendo l’utente ad un facile rimborso a cui ha diritto nei confronti della banca analizzata.

Su quali criteri si fondano questi numeri?

Quando ci si trova di fronte all’applicazione di anatocismo e usura bancaria la giurisprudenza ormai non ha più dubbi e lacune in merito.

Essendo giudicate tali prassi illegali, le preanalisi sui contratti di conti corrente affidati tendono ad evidenziare due aspetti riguardo l’usura: quella oggettiva e quella soggettiva.

L’usura oggettiva

L’usura oggettiva si verifica quando non vengono rispettati i parametri fissati dalle autorità di vigilanza ovvero la banca applica un tasso superiore al tasso soglia.

L’usura soggettiva

L’usura soggettiva invece si verifica quando vengono applicati tassi superiori alla media rilevata dalle autorità di vigilanza.

Quest’ultima, che è quella che da luogo ai presunti e corposi rimborsi, per essere contestata necessita però del verificarsi di due condizioni:

1) che al momento dell’applicazione di tali tassi il cliente si sia trovato in uno stato dimostrabile di difficoltà, necessità e bisogno;

2) che i tassi applicati siano prossimi ai tassi soglia.

Se non esistono le sopraelencate condizioni, il risultato numerico derivante dalle preanalisi è carta straccia e non serve assolutamente a nulla procedere con un atto di perizia.

È possibile stabilire un criterio spartiacque con il quale capire se può valere la pena o meno richiedere una preanalisi, successiva perizia ed iter di contestazione?

In linea generale i criteri minimi affinché un’azione possa portare a dei benefici ovvero che possa almeno assorbire i costi di perizia e legali sono:

1) affidamento (scoperto di c/c, linee di anticipo crediti) di almeno 35000€;

2) durata del rapporto bancario non inferiore ai 6 anni.

È chiaro che andrebbero fatte comunque considerazioni ragionevoli, ovvero, per esempio, in presenza di un affidamento da 25000€ attivo da decenni potrebbero esserci gli estremi per una valutazione.

Per quanto attiene inoltre le modalità di calcolo, va sottolineato che la modalità da seguire è quella indicata dalla Legge 108/96.

Quanto indicato nelle circolari emanate da Banca d’Italia non hanno alcun valore legislativo come indicato più volte in varie sentenze della Corte di Cassazione tra cui la 46669/11.

 

Hai dei dubbi su questo servizio che ti è stato proposto?

Contattami senza alcun impegno per un confronto!

LASCIA UN COMMENTO